E il fuoco la disgrazia dell’estate 2023 per l’aeroporto di Catania e per la società di gestione, la SAC.
Se non è il fuoco del cavo elettrico di una stampante o di un condizionatore, è il fuoco dell’Etna a bloccare uno dei più importanti scali del paese.
Non stiamo parlando del famoso liquore etneo, anche se fosse lecito pensare a qualche amenità nello scenario delle vicende societarie e politiche legate all’aeroporto.
Una eruzione dell’Etna ha provocato diffusione di cenere su Catania e l’aeroporto è stato interdetto al traffico fino alle ore 13 di oggi 14 agosto, con comprensibili disagi per i passeggeri in partenza e in arrivo.
In nottata, intorno alle ore 3 l’eruzione è cessata, si attendono notizie da parte della SAC, al netto delle congenite criticità della società e della sua comunicazione.
Alle eruzioni dell’Etna e alla cenere su Catania siamo, purtroppo abituati, ineluttabili le conseguenze, come nel caso dell’incendio, indipendentemente dalle cause, ma si ripropone il solito copione per l’assistenza ai viaggiatori.
Al momento sono solo notizie di stampa, ma di autorevoli testate: molti passeggeri segnalano che il sito dello scalo etneo non funziona, e non dà indicazioni necessarie per poter verificare se il volo sarà riprogrammato o cancellato.
Per il momento si sa solo che sei voli in arrivo sono stati tutti dirottati sullo scalo di Trapani: sono collegamenti Ryanair da Vienna, da Pisa, da Milano Malpensa, da Budapest, da Berlino e da Bergamo.
A questo punto servirebbe solo una risposta ad un una domanda che dovrebbero porre giornalisti e politici, invece di riempire pagine e pagine di interventi su Torrisi, sulla Sac, sulle politiche regionali o sugli annunci fake del Presidente della Regione, come quello dell’utilizzo di Sigonella: perché 6 voli dirottati a Trapani, con innegabili disagi per i passeggeri e costi indubbiamente superiori per riportare tutti a Catania?
Quali sono gli elementi che escludono l’aeroporto di Comiso come possibile alternativa per l’atterraggio degli aerei in caso di emergenze come queste?
Per noi parlare delle criticità dell’aeroporto di Catania e della SAC è tempo perso, soprattutto in presenza dell’attuale classe politica, desidereremmo solo sapere se l’aeroporto di Comiso è un aeroporto a tutti gli effetti, ancorché piccolo e, indiscutibilmente limitato per accogliere atterraggi oltre un certo limite fisiologico, oppure è un costoso giocattolo, buono solo per la politica e le poltrone, sin dalla sua creazione.
