Ragusa scelta dal Ministero dello Sviluppo Economico come sede di un importante appuntamento con l’Agenzia ICE e l’Alleanza delle cooperative italiane
Un corso di formazione per il rafforzamento delle capacità delle imprese cooperative nell’operare sui mercati internazionali. L’appuntamento tenutosi a Ragusa, nei locali dell’hotel Villa Carlotta.
La nostra città è stata scelta dal ministero dello Sviluppo economico, assieme a Torino, Milano e Cagliari, per ospitare un corso che, attraverso l’Agenzia Ice e in collaborazione con, si è rivolto, in particolare, alle cooperative operanti nei settori merceologici agroindustria e logistica integrata per l’export di prodotti agroalimentari, canali di distribuzione sia Gdo che Horeca, con riferimenti ad analisi della concorrenza, potenzialità di penetrazione del prodotto italiano, punti di forza e di debolezza dell’offerta italiana, suggerimenti di marketing per la penetrazione dei prodotti.
“E’ un appuntamento di grande prestigio quello ospitato dal nostro territorio – hanno sottolineato Pino Occhipinti (Legacoop), Gianni Gulino (Confcooperative) e Nanni Terranova (Agci) – e, non a caso, le richieste di partecipazione che abbiamo ricevuto sono consistenti.
Nel campo dell’agroalimentare, più che in altri settori, gli scenari dell’aggregazione e dell’internazionalizzazione rendono fondamentale la formazione per chi intende approcciarsi ai mercati esteri.
Grazie a questo progetto portato avanti dal Mise con l’Agenzia Ice saranno forniti elementi di rilievo che consentiranno alle coop nostre associate di scommettersi per una nuova sfida”.
Dall’analisi fatta, risulta che al corso di Ragusa ha partecipato un gruppo di coop che produce attorno a settecento milioni di euro di fatturato all’anno.
Antonino Laspina, direttore coordinamento marketing Ice-Agenzia, il quale nel suo intervento si è soffermato su “L’internazionalizzazione e i servizi alle imprese, il ruolo dell’Ice”, ha spiegato: “Le imprese, anche quelle più consistenti, fanno registrare, in questo momento, delle difficoltà legate ai profondi mutamenti esistenti sui mercati internazionali. E’ vero, da un lato si tratta di mercati che presentano grandi opportunità ma dall’altro ci sono delle misure non tariffarie, quindi abbastanza restrittive, che riguardano tutti i processi di certificazione. Ciascun Stato è interessato a porre delle barriere affinché, soprattutto nel settore agroalimentare, non ci sia la cosiddetta invasione di altre culture, di altre nazioni.
Allora diventa importante per l’Ice, per il sistema imprenditoriale, in questo caso per il mondo delle cooperative, approntare i meccanismi che consentano alle imprese di potere contare su un’acquisizione delle cognizioni riguardanti le peculiarità presenti sui mercati internazionali.
La scommessa delle nostre imprese è legata alla maggiore conoscenza delle dinamiche del marketing, di tutte le tecniche del packaging e, più in generale, dei fenomeni complessi che interessano da vicino questi Paesi in cui è possibile attivare i processi di internazionalizzazione.”.
Nella seconda giornata del corso, riflettori puntati sugli Emirati Arabi Uniti e sulla Germania.
Un focus necessario per comprendere quali quote di mercato è ancora possibile acquisire nel contesto di un processo di internazionalizzazione che può interessare da vicino anche le cooperative siciliane operanti nel settore dell’agroalimentare.
Gli interventi dei relatori Gianpaolo Bruno, direttore Ice Dubai, e di Martina Mattivi, Trade analyst assistant settore food Ice Berlino, sono serviti a chiarire nel dettaglio quali i percorsi da attuare allo scopo di concretizzare gli obiettivi prefissati.
Tra gli ospiti anche Antonello Ciambriello, responsabile nazionale dell’Ufficio per le politiche di internazionalizzazione e mercati di Confcooperative. “L’obiettivo di questa tre giorni – sottolinea – è fare in modo che si possa recuperare il terreno perduto proprio nel campo dell’internazionalizzazione visto che le strutture cooperative nascono per dare risposte al territorio.
Oggi abbiamo a che fare con le dimensioni e i prodotti ottimali per cui si può guardare all’estero in maniera più strutturata e strategica. Dal punto di vista dell’agroalimentare, Ragusa e il territorio del Sud-Est siciliano più in generale possono contare su aziende straordinarie, che hanno molto da dire e che, soprattutto, possiedono gli standard qualitativi che consentono loro di affrontare i mercati internazionali.
Sono, comunque, aziende che necessitano di approfondire determinate dinamiche, di conoscere, per così dire, i trucchi del mestiere affinché quel tipo di mercato possa essere affrontato nella maniera migliore.”
