Forse troppa osservanza nei confronti del Presidente Musumeci e dei suoi assessori

Sarebbe bene che si discutesse, in Consiglio comunale o in un pubblico dibattito, dell’atteggiamento del governo regionale, del suo Presidente Musumeci e dei suoi assessori, nei confronti della nostra città, oltre che del territorio in generale.
Ci sono diversi aspetti che riguardano la nostra città, che lasciano a desiderare in quanto a considerazione per il capoluogo, spesso messo sullo stesso piano dei gli altri comuni della provincia.
Se possiamo capire l’atteggiamento dei nominati, nei confronti di Musumeci, e dei suoi assessori, del Direttore Generale dell’ASP, del Soprintendente, dei vertici di ATO in liquidazione e di SRR, dello stesso commissario della provincia, non possiamo capire l’atteggiamento notoriamente morbido del Sindaco Cassì.
Comprendiamo che i rapporti personali, intoccabili e indiscutibili, portano spesso a dei condizionamenti, ma l’elenco delle attese diventa superiore a quello delle promesse, peraltro, in attesa di conferme concrete.
Chiusi da mesi i Musei regionali di Kamarina e quello Archeologico di Ragusa, attendiamo da troppo tempo l’autorizzazione per il parcheggio pluripiano di Ibla, non arriva l’autorizzazione per l’impianto TMB che serve a trattare l’indifferenziato mentre studiano come fare un’altra vasca a Cava dei Modicani.
Sarà che forse Musumeci ha altro a cui pensare e non sa di questi ritardi, ma della cultura è stato direttamente detentore della delega per mesi.
Dubbi per quello che accade in sanità non ne possono esistere, considerati i suoi rapporti con l’assessore Razza.
Ragusa è il capoluogo che ha avuto il nuovo ospedale dopo venti anni, nonostante sentenze del TAR, ancorché non specifiche, i vertici della sanità si ostinano a non dare il dovuto all’ospedale del capoluogo, cioè la Neurologia con stroke unit, il reparto di malattie infettive e quello di otorino, quello di oftalmologia deve rimanere al Maria Paternò Arezzo.
Si deve anche dire che il nuovo ospedale, da tutti osannato, è solo la metà del progetto completo per il quale sono previste altre due torri: per quello di Ragusa, in venti anni, sono stati spesi 50 milioni di euro, per far partire quello nuovo di Siracusa si avvia il progetto già da una base di 250 milioni annunciati dallo stesso Musumeci.
Tralasciamo le scarse attenzioni per le esigenze del territorio provinciale, i ritardi per il centro di riabilitazione di Scicli, che non attengono direttamente al capoluogo, le grosse difficoltà dei pronto soccorso in periferia, le cui lacune appesantiscono il Pronto Soccorso del Giovanni Paolo II.
Di tutto questo, nessuno fa cenno al Presidente o all’assessore, se non i parlamentari regionali di opposizione, Dipasquale del PD e Campo del Movimento 5 Stelle, gli unici a non avere peli sulla lingua quando devono rimarcare le mancanze della sanità e di altri settori del governo regionale.
È di queste ore un altro quadretto che riguarda i nostri ospedali, sul quale ci sono poche reazioni.

Il Sindaco di Modica ha paventato il pericolo che come ospedale COVID della provincia venga identificato il Maria Paternò Arezzo che verrebbe, così, a godere dei fondi cospicui per gli ospedali da dedicare all’emergenza eventuale del futuro.
Sulla questione è difficile esprimere un parere, perché, per onestà intellettuale, non è che a Modica sono stati isolati i malati COVID nel pieno dell’emergenza e poi l’ospedale COVID si fa da un’altra parte, sarebbe uno schiaffo e uno sfregio, ma c’è anche da dire, e questa considerazione dovrebbero fare i modicani, che un ospedale cittadino importante, occupato dal reparto COVID, soffrirebbe in tutti gli altri reparti, come soffrirebbe la comunità con la delicata struttura al centro della città.
La scelta del Maria Paternò Arezzo, isolato rispetto alla città, dotato delle strutture necessarie e in grado di essere riconvertito con poca spesa, potrebbe essere la condizione ideale, senza dire che Ragusa potrebbe anche non fare salti di gioia per avere l’ospedale COVID.

Sulla questione si inserisce, intanto, l’assessore Razza, che con un apposito comunicato fa sapere:

“FALSO CHE FONDI PER IL ‘MAGGIORE’ SIANO DIRETTI A RAGUSA, ASP HA PRESENTATO RICHIESTA DI FINANZIAMENTI”

“Non so perché il sindaco di Modica abbia sostenuto che l’ospedale Maggiore sarebbe rimasto escluso da finanziamenti dopo aver ospitato pazienti Covid.
Anzi, che i finanziamenti destinabili a Modica sarebbero diretti verso Ragusa.
È falso: l’Asp ha presentato una richiesta di finanziamenti, che come sempre è stata valutata e verrà accolta perché si tratta della richiesta di realizzazione dei posti letto in terapia intensiva.
Nessuno, quindi, ha mai pensato di fare il lavoro sporco a Modica per poi compiere chissà quali distrazioni. Se si avesse la buona abitudine di informarsi prima di dare informazioni inesatte sarebbe buona cosa”.
Lo dice l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

Indecifrabile, invece, l’intervista rilasciata ad una tv locale dal Direttore Generale dell’ASP di Ragusa, Aliquò, che ha sottolineato i vantaggi della scelta eventuale del Maria Paternò Arezzo, che potrebbe godere di una Radiologia e di una TAC, essenziali per la cura del COVIS 19, già funzionanti, locali facilmente approntabili, con poca spesa, dove, fino a poco tempo fa c’erano funzionanti a pieno regime Cardiologia, Ostetricia e Ginecologia, Neonatologia, dove, peraltro c’è già il reparto di Malattie Infettive.

Sulla questione, non sarebbe male quantomeno un parere del Sindaco di Ragusa, una posizione precisa, univoca, espressione condivisa delle parti politiche, senza deleghe eccessive al sindaco di Modica che già agisce da protagonista per Agenda Urbana, per il GAL, per il Distretto del Cibo e quando si tratta di sanità parla sempre come se Modica fosse il centro del mondo.

Ultimi Articoli