Forza Italia: l’evolversi del declino

Occorreva intervenire, pesantemente, nel 2011, quando Berlusconi mostrò gravi criticità nella gestione della cosa pubblica. Troppi condizionamenti, troppo evidente il conflitto di interessi che faceva anteporre l’interesse delle aziende di famiglia a quello pubblico, troppe escort fra i piedi, una evidente caduta di stile e di concentrazione sui problemi della gente e dell’Italia.
Ci voleva una classe politica in grado di prendere il timone in mano, senza timori reverenziali e senza condizionamenti economici, invece, il dilagare di una classe dirigente del partito di livello sempre più basso, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, con le percentuali che si avviano al di sotto del 10 % e un partito destinato alla scomparsa non appena uscirà dalla scena politica il leader, già abbastanza in ombra.
Questa situazione si è riverberata nelle realtà locali, dominio delle rivalità fra i notabili del partito e strumento degli interessi delle correnti.
Inutile descrivere le vicissitudini del partito sul nostro territorio, basti pensare che l’unico parlamentare nazionale ha dovuto emigrare in un collegio fuori provincia per assicurarsi la rielezione, segnale inequivocabile che l’elettorato ragusano ha smesso di seguire Forza Italia e i suoi uomini.
Gli errori non si contano più, il partito non esiste, non ha sedi, non ha iscritti, vive sull’illusone di un elettorato che non c’è, con i pochi notabili del partito, che non si capisce bene chi sono e cosa fanno, impegnati a spartirsi le ultime briciole di un potere che non c’è più.
Il dipinto che rappresenta questa triste realtà è la vicenda per le candidature a sindaco della città di Ragusa.
Forza Italia non ha figure interne da proporre alla coalizione, stante la inconsistenza elettorale, o la totale inesistenza delle altre forze politiche della coalizione, costituiva, comunque, l’ago della bilancia per la scelta del candidato dell’area di centro destra.
Utilizziamo l’imperfetto perché la cattiva gestione di questa faccenda, aggravata senza limiti dai condizionamenti provocati dalle elezioni regionali e da quelle nazionali, nonché dagli accordi sottobanco per le comunali in alcuni paesi della provincia, ha, di fatto, messo fuori gioco Forza Italia che, già claudicante di natura, ha perso ogni credibilità e soprattutto ogni peso politico, tanto che, forse, non sarà nemmeno in grado di presentare una sua lista: il tramonto definitivo dei fasti del passato.
Forza Italia è stata protagonista di una commedia, propinando l’impressione di essere stata, nel contempo, spettatrice ai margini ma, in effetti, manovratrice occulta del tavolo delle trattative al quale ha fatto partecipare, addirittura, gente che ha sempre gravitato nell’ambiente di sinistra.
Un protagonismo inefficace e rovinoso per il partito, che è stato relegato ai margini da Fratelli d’Italia e da alcune formazioni civiche, due delle quali avrebbero voluto ereditarne la leadership nell’area di centro destra, ponendo il proprio candidato come rappresentante della coalizione.
Invece di scegliere un candidato di coalizione, Forza Italia ha indugiato nella scelta fra candidati della vecchia politica, Maurizio Tumino, un fuoriuscito dal partito con al seguito quattro consiglieri comunali di varia estrazione politica, peripatetici dei partiti e delle formazioni civiche, e Sonia Migliore, originariamente socialista, che ha attraversato tutto l’arco costituzionale, passando per il centro e attestandosi, ora, alla porta di Forza Italia, dopo aver appoggiato il Presidente della Regione Musumeci.
Due candidati che millantano grande seguito ma che, si viene a scoprire, hanno difficoltà nel chiudere le liste che, in ogni caso, non presentano grandi collettori di consensi, come del resto si intuiva dai tentativi di essere. ad ogni costo, candidati ella coalizione, elemento, evidentemente, considerato vitale per la sopravvivenza politica.
L’entrata in scena della prestigiosa candidatura di Peppe Cassì, già attestatosi a protagonista delle prossime elezioni assieme al candidato dei 5 Stelle, Tringali, altro elemento ‘per bene’ della società ragusana, ‘ben visto’ da fasce diffuse della popolazione, ha scompaginato le strategie di Forza Italia e i tatticismi per affermare il potere di personaggi che, in fin dei conti restano piccoli protagonisti della politica locale e non entreranno mai nella storia della politica ragusana.
Il comunicato odierno del coordinatore provinciale di Forza Italia segna, forse, il momento più deprimente di questa fase di netto declino politico che ripercorre quello nazionale.
A vuoto tutti i tentativi di trovare una soluzione per la scelta del candidato, anche i vertici regionali, mentre non ci pare possibile che abbiano potuto avere l’ardire di portare la commedia in sede nazionale; si sa, intanto, che il deputato modicano avrebbe imposto la sua scelta su Sonia Migliore, mandando in avanscoperta un suo uomo che avrebbe già incamerato la carica assessoriale in un eventuale governo Migliore.
Ma il coordinatore Mauro tenta di imbonire ancora l’elettorato che rimane con la storiella della valutazione delle posizioni dei candidati dell’area su 5 punti programmatici strategici, proposti dal partito. Un escamotage per far apparire dignitosa la sconfitta.
Il comunicato è un piccolo capolavoro: chi sarebbero i candidati di area e chi stabilisce l’appartenenza?
In una fase commissariale si parla di un direttivo cittadino, ma composto da chi ? eletto da chi ? Un direttivo che avrebbe stabilito solo ieri sera (venerdì 20 aprile) quale strategia bisogna adottare per queste amministrative.
Si scopre che si deve evitare il rischio di un voto al buio, ma cosa hanno fatto allora i candidati che vantano di essere in campagna elettorale da mesi ?
Allucinante l’asserzione che “di certo Forza Italia non è il partito del sindaco, non aspiriamo e non chiederemo poltrone o incarichi di rilievo”
Il comunicato si conclude con la cartina al tornasole della vacuità dell’iniziativa, dal momento che se la decisione dovesse essere presa sulla base delle risposte sui 5 punti programmatici, sarebbe già noto il prescelto, dal momento che Maurizio Tumino non avrebbe rivali per eloquio, per competenze specifiche e professionali e per il bagaglio di conoscenze amministrative che ha dimostrato di poter vantare in cinque anni che hanno messo in risalto l’unica opposizione competente, efficace, la sola che ha ottenuto qualche risultato con il ritiro o l’annullamento di atti presentati da parte dell’amministrazione.
Per il resto, buio totale, comprovabile dalle registrazioni dei cinque anni di sedute consiliari e di commissione.

Questo, comunque, il testo integrale del comunicato del coordinatore Mauro:

Amministrative Ragusa. Forza Italia incontrerà i candidati d’area ai quali sottoporrà 5 punti programmatici, dall’esito di questi incontri si deciderà il candidato che appoggeremo
Ieri sera il direttivo cittadino di Forza Italia si è riunito per decidere Un dato, su tutto, è emerso chiaro e prepotente: il prossimo 10 giugno i ragusani dovranno recarsi alle urne consapevoli di quale programma si apprestano a votare. Bisogna scongiurare perciò il rischio di un voto al buio.
Questo inizio di campagna è stato caratterizzato da slogan, facce e suggestioni varie quanto vaghe, ciò che continua a mancare, invece, sono i programmi, le idee, il racconto dettagliato del come si vuole cambiare questa città ossia qual è il futuro che si vuole costruire.
Di certo Forza Italia non è il partito del sindaco, non aspiriamo e non chiederemo poltrone o incarichi di rilievo, noi siamo il partito della e per la città. Per questo vogliamo giocare questa partita, come nostra tradizione, da protagonisti per il bene di tutti.
Partiamo da un semplice assunto: ciò che ha caratterizzato la passata amministrazione è stata una totale assenza di programmazione e di visione della città, quello, perciò, a cui miriamo è una totale discontinuità amministrativa e politica con la Giunta Piccitto.
Per settimane il tavolo regionale del centrodestra ha cercato, invano, di trovare una sintesi fra i candidati d’area. Constatata perciò l’impossibilità di riuscire a trovare un equilibrio fra le varie forze in campo, ha dato pieno mandato al coordinatore provinciale, Giovanni Mauro, di decidere.
“uesto inizio settimana – dichiara Mauro – incontreremo i candidati del centrodestra ai quali sottoporremo non un programma, ma solamente 5 punti programmatici, 5 macroaree di intervento dalle quali non si può non partire per immaginare un’altra Ragusa. Dall’esito di questi incontri decideremo quale sarà il candidato a sindaco di Forza Italia”.
5 punti caratterizzati da un’unica parola d’ordine che è Inclusione. Inclusione economica, sociale e abitativa.
Chiederemo ai nostri candidati di esporci le loro idee: sul “Piano regolatore dei servizi sociali”, sul “Turismo”, sul “Consumo zero del territorio”, sulla “Rinascita zona Asi” e sulla defiscalizzazione per il centro storico, sia per le attività commerciali che per i residenti.
Giovanni Mauro
Coordinatore provinciale Forza Italia Ragusa

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