Forza Italia si fa in tre

di Cesare Pluchino
Nonostante i tentativi di risalita nei sondaggi, la parcellizazione della guida del partito, anche nelle piccole realtà, depone male per l’immagine e fa trapelare le divisioni interne che minano alla base la rinascita di Forza Italia

Il posizionamento al vertice regionale di Forza Italia del senatore Vincenzo Gibiino, per le doti personali e politiche dell’esponente azzurro, aveva illuso iscritti e simpatizzanti di Forza Italia per una rinascita effettiva del partito in Sicilia; Gibiino si è invece rivelato per quello che è, troppo ‘signore’ e troppo moderato nel gestire contrapposizioni interne.
Al punto in cui si è arrivati, non si può continuare a tentennare nel tentativo di non perdere voti, non  allontanando soggetti indesiderati e indesiderabili. Soprattutto all’interno del partito, faccendieri, voltagabbana e soggetti che millantano voti a profusione sono perfettamente identificati, chi si oppone ad una vita regolare di partito, in nome di una visibilità ad ogni costo, che non merita, non solo fa perdere tempo ma allontana le persone per bene, i veri moderati di centro destra, i soli che possono costituir, seriamente, l’anima del partito.
E’ un po’ come per la situazione nazionale dove ci sono correnti e correntine che cercano spazio, senza che Berlusconi riesca a mandare molti a quel paese.
Anche nella nostra piccola realtà locale abbiamo potuto constatare quanto danno abbiano potuto arrecare pretese ingiustificate, o peggio ‘pagate’, di egemonia ad ogni costo, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
Anche la scelta di indicare una triade per coordinare la provincia di Ragusa non è stata una scelta eccezionale, piuttosto il mantenimento di una fase di stallo che non procede verso i congressi perché il momento della conta non conviene a molti.
Detto in italiano, che la democrazia vada a farsi fottere!
In riferimento ad altre realtà siciliane, il coordinatore regionale azzurro parla di “ampio confronto  interno su tutti i territori, ascoltando con estrema attenzione le proposte dei dirigenti locali”, ma dalle nostre parti non si sente né si vede nulla.
C’è qualcuno che avanza perplessità sulle strategie, ancorché indicate da Roma o da Arcore, le scelte di lasciare che i problemi di Forza Italia si risolvano da soli sembrano nefaste, per un partito che vede calare i consensi come il mercurio di un termometro messo fuori dalla finestra, in inverno.
I cittadini sentono l’esigenza di individuare programmi e uomini credibili per gestire la politica e pensare a chi deve governare le città.
Tanti elettori di Forza Italia hanno deciso di prendere la tessera, o sono vicini al partito, nella evidente prospettiva di partecipare alla vita democratica del partito, ma anche su questo argomento non si intravedono forme nuove di partecipazione.
Per sgombrare il campo da ogni possibile erronea interpretazione, va chiarito che ciò detto è espressione del sentire comune di molti simpatizzanti e iscritti, non c’entrano ricostruttori, frondisti, ex potenti e peripatetici della politica che debbono scomparire dall’orizzonte dei berlusconiani ortodossi, i soli titolati a far rinascere il partito.
L’ultimo comunicato del portavoce di Forza Italia Ragusa ci fa sapere che anche in una realtà, relativamente piccola, come Vittoria non si è riusciti a fare altro che nominare tre coordinatori, che non sono altro che l’espressione vittoriese dei tre coordinatori provinciali.
Si tratta di: Giuseppe Mangione, Paolo Picci e Riccardo Terranova, che hanno il compito di guidare il partito fino al congresso cittadino, naturalmente di imprecisata data.
Naturalmente non sono mancate al portavoce, senatore Mauro, esperto e fine dicitore, le parole di circostanza che riportiamo integralmente:
“Mangione, Picci e Terranova, scelti per la loro esperienza e per l’impegno che hanno dedicato in questi anni al partito ed alla loro città – dice Mauro – sapranno collaborare fattivamente e con ottimi risultati per condurre Forza Italia alla fase congressuale. La loro missione sarà quella di dimostrare il dinamismo del nostro movimento, capace di accogliere quanti vorranno spendersi per una nuova ripartenza nella città di Vittoria che va verso le amministrative e sono certo che saranno in grado di incarnare il ruolo di sentinelle della libertà che gli aderenti a Forza Italia svolgono sempre su tutto il territorio nazionale. A loro, da parte dei commissari provinciali – conclude Mauro – va l’augurio di buon lavoro garantendo da parte nostra tutto il supporto necessario ad ogni iniziativa che vorranno porre in atto”.
I bene informati sono certi che la trama della commedia sarà uguale negli altri comuni, con tre prescelti per ogni singola realtà.
Si spera, almeno che le scelte vengano operate fra gente del partito, di provata fede berlusconiana, senza specchietti per le allodole, evitando soprattutto novizi della politica e gente con una vasta collezione di tessere di partito, degli anni passati.

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