Franca Schininà diffonde l’ultima lettera di p. Bruno, nella quale ci rende partecipi dei gravi problemi subiti, sia in Missione, a Marovoay, che nel resto del territorio, a causa di piogge torrenziali e alluvioni, col risultato che le povere capanne che fungono da abitazioni sono rimaste completamente sommerse e gli abitanti con i loro preziosi animali si sono rifugiati nelle parti alte della Missione, dove sono stati messi in salvo anche i sacchi col riso, unico nutrimento sicuro di questa povera gente…
P. Bruno ci racconta l’accaduto con rassegnazione e tanta pazienza, ma aggiunge un episodio che gli ridà coraggio e soprattutto “gioia”, gioia, ma anche felicità e tanta, tanta speranza sull’esistenza della bontà, dell’amore e della Fede…
Si deve sperare che le parole di Padre Bruno possano dare anc he a noi la speranza che in qualche parte del mondo esista ancora l’amore per il prossimo.
Per chi volesse aiutarli: Associazione Missione Progetto Madagascar OdV – 5 per 1000 Codice Fiscale 01438780890
Questa la lettera di Padre Bruno:
Carissimi amici,
Vi rendo partecipe la nostra situazione attualmente a Marovoay e un po’ in più parti del Madagascar.
Causa prolungate piogge qui a Marovoay , ma pure altre cittadine, soprattutto lungo il fiume Bestiboka, molte case-capanne in zone un po’ basse, sono sommerse d’acqua.
Ieri c’erano già 3 morti in solo Marovoay per annegamento ed altri non si sa.
Ad esempio, solo nella nostra scuola elementare e media di Ambovomavo – Marovoay, ci sono 181 famiglie con 899 persone, nelle altri 2 nostri centri d’accoglienza 263 famiglie con 775 persone tra bambini di pochi giorni a adulti, con del loro bestiame, nelle nostre aule.
Nel totale a Marovoay sono 3926 famiglie cioè 15.068 persone colpite dall’alluvione che han dovuto cercare riparo nelle zone più in alto dove non arriva l’acqua Anche se non è del tutto nuovo questo fenomeno, però è sempre pesante ad affrontare, poiché significa disagi enormi con perdite varie: capanna, oggetti, vestiario, riserve, animali….e a volte vite umane. Nella nostra grande aula a Marovoay abbiamo messo al riparo circa 300 sacchi di riso di varie persone. Inoltre, ci sono strade interrotte, come pure la nostra nel retro della casa dove abbiamo dei pezzi di strada asfaltata nella strada nazionale portati sia dall’acqua o dalle frane.
Si cerca di prestar soccorso con viveri (riso) e medicine a quelli più indigenti E’ commovente, come la gente l’affronta con “rassegnazione” senza lamentarsi o “imprecare”, come faremo?
Purtroppo, le piogge non cessano ancora e staremo a capire come evolverà.
La settimana scorsa sono dovuto andare a Ambanja per l’ordinazione del nuovo vescovo della diocesi per preparare pure la messa in sede del nuovo vescovo a Mahajanga. Nell’andata non abbiamo avuto particolari problemi, nonostante la strada nazionale RN 6 che collega il centro Madagascar col Nord sia in condizioni incredibili per noi, come vedete dalle foto, tutto s’è svolto bene per l’ordinazione e tutta la festa: qui non si può non fare una grande festa per tutti i cristiani e non, in tali occasioni (es per dar da mangiare a tutti in quei giorni, sono stati uccisi 20 buoi).
I guai son venuti al ritorno, siccome s’è guastato il pressometro del gasolio vicino al motore, perdendo gasolio e non facendo più andare il motore, nel frattempo sono cominciate delle piogge; s’è cercato in tutti i modi e come meglio si poteva, di riparare il pezzo, ma invano, per cui s’è dovuto smontare il pezzo per andar a cercarlo in capitale a 28 h di strada con 850 km. Si è partiti col pezzo, con un piccolo bus di linea, solo che dopo mezz’ora di strada s’è bucata la gomma, purtroppo non aveva quella di scorta, si scusava perché l’aveva imprestata ad un altro che non l’aveva ancora restituita e allora ad aspettare soccorso che non arrivava, per cui siamo riusciti a trovare un passaggio con un camion.
Arrivati a un centro grosso Antsoy s’è cercato ancora il pezzo, ma invano e s’è preso un pulmino di linea per
arrivare a Mahajanga e finalmente dopo tanta attesa a mezzanotte siamo partiti per arrivare a destinazione le 18 di sera per fare 530 km. Ma la storia continua, ho tralasciato tanti particolari “pittoreschi”, chiamiamoli così, per non dilungarmi poiché, in attesa di riparare il pezzo, sono arrivate le piogge abbondanti, per cui la strada s’è resa impraticabile, quindi la nostra vettura Yanday è ancora lì aspettare, da 9 giorni.
Questa è la strada nazionale che va al Nord, dove le buche sono anche, il doppio più profonde dell’altezza della macchina: lascio immaginare, quando arriva la pioggia, cosa saranno!! Qui è così e si deve affrontare quello che c’è e quello che viene.
Vi racconto un altro fatto che ci provoca e ci incoraggia.
La settimana scorsa è venuta da me una mamma “adottiva”
per domandarmi del latte per neonato, poiché aveva preso con se, un bambino abbandonato di un mese, sua
mamma è malata mentale: quando l’ha preso, di quindici giorni, pesava un kg, ma quando è passata da me, dopo 10 giorni pesava già 2 kg. Questa donna giovane già impegna in parrocchia, con 2 figli grandicelli, ma abbandonata dal marito, avendo saputo di questa situazione, non è rimasta a guardare, girarsi dall’altra parte o farsi mille problemi, ma ha preso subito con sè questo neonato abbandonato, solo, nella capanna della mamma “malata”: l’ha accolto come un dono del Signore, nonostante che non le sia facile: penso, che un fatto così, ci aiuti a saper osare e non bloccarci sui “nostri mille problemi” che ci sono o ci creiamo.
Avanti sempre! Buon anno a tutti, Padre Bruno
