Se, come auspicano molti, ci sarà un ricambio al vertice di palazzo dell’Aquila, i ragusani possono dormire sonni tranquilli, perché dietro la porta c’è uno stuolo di attentissimi politici e aspiranti tali pronti a garantire ogni sorta di bene per la città nella più assoluta perfezione di tutti i servizi per i cittadini.
L’attenzione è tale che non sono nemmeno completati, e quindi consegnati, dei lavori pubblici, ma già i tecnici di alcuni movimenti politici sono pronti a fare le pulci all’esecuzione dei lavori.
Un marcamento stretto, asfissiante, che non conosce soluzioni di continuità e che garantisce la vigilanza cotante sull’operato dell’amministrazione.
C’è da ben sperare per il futuro, c’è da auspicare che detti movimenti mobilitino le proprie risorse migliori per le prossime amministrative comunali e che riescano a portare i propri uomini al governo della città per garantire alla stessa e ai cittadini la perfezione che ricercano da anni.
È auspicabile anche che, per le prossime elezioni, indovinino le strategie, come purtroppo non hanno fatto nel 2013, quando, addirittura, alcuni scelsero di appoggiare proprio i grillini e altri ‘regalarono’ alla maggioranza in consiglio agli stessi,
Fatta questa premessa doverosa, per inquadrare ai lettori da dove provengono i rilievi appresso descritti, non sono ancora finiti i lavori di ripavimentazione delle vie interessate ai lavori per il rifacimento delle reti idriche e subito piovono comunicati che eccepiscono rilievi sulle modalità dei lavori.
‘Ragusa in Movimento’ asserisce che i lavori non sono fatti a regola d’arte: si prende atto del ritardo negli interventi, dovuto a problemi di carattere burocratico, ma si lamenta un controllo che sarebbe mancato sugli stessi.
Nella parte alta di via Sant’Anna sarebbe stata coperta la zinella che fa da margine, normalmente, come nella parte bassa, al tappetino di asfalto.
Apriti cielo per la perdita delle tracce della nostra storia, ma il Presidente di Ragusa in Movimento dimentica che lo stesso problema si era verificato a Marina di Ragusa, sollevato, allora dal consigliere La Porta.
Si tratta di un problema tecnico, dovuto alla presenza, sotto traccia di reti tecniche (tubature, fili e condutture varie) che sono state passate senza il necessario infossamento, a pochi centimetri dalla superficie della strada.
Per la posa del tappetino in maniera regolare, allo stesso livello della zinella, occorrerebbe abbassare tutte le reti presenti, con comprensibile mole di lavoro, che comporterebbe un esborso economico notevolissimo, tempi lunghi e gravi disagi per la circolazione e i cittadini.
Un difetto tecnico da addebitare a passate gestioni amministrative e degli uffici tecnici, contro cui nulla possono fare il sindaco Piccitto e il vicesindaco, assessore ai centri storici Iannucci che sono costretti a subire le discrasie dei passati regimi.
Non meno solleciti i rilievi di Territorio che eccepisce le stesse anomalie, oltre a rilevare che molte caditoie sarebbero state coperte, fatto certo grave ove persistesse l’anomalia che, invece, sembra dovuta alla macchina che copre la superficie dove passa, salvo, poi, adottare i normali aggiustamenti.
Ma in ogni caso, Ragusa si è sempre distinta, in passato per le caditoie otturate, con conseguenti allagamenti, per cui alla fine, mezzo danno perché i ragusani sono abituati a questo genere di disagi che, fortunatamente, negli ultimi tre o quattro anni sono stati ridotti al minimo.
Naturalmente è bene che ci si interessi all’esito dei lavori e bene faranno i mittenti di questi comunicati a segnalare altre eventuali anomalie (o castronerie che dir si voglia) nell’interesse del bene comune che dimostrano di tenere massimamente in considerazione per la collettività.
