Ragusa, spesso, ha subito, in tema di sanità, di fronte alle razzie degli onorevoli ipparini e modicani.
C’era un tempo in cui si dirottavano su Vittoria reparti e risorse umane, in cui si difendeva con i denti il presidio ospedaliero di Comiso, dall’altra parte, versane modicano, fondi cospicui, reparti, primariati allocati senza una ragione precisa al Maggiore di Modica, difesa della struttura di Scicli, scelta di primari e di capidipartimento del tutto personali.
Ragusa ha avuto solo l’onorevole Dipasquale che fece avere gli 8 milioni per il completamento del ‘Giovanni Paolo II’ ma l’ospedale è completo per metà e a fronte del costo totale fin qui sostenuto, circa 50 milioni, basti pensare che il governo Musumeci stanziò, di tutto principio, 250 milioni per il nuovo ospedale di Siracusa.
Ne abbiamo visto di tutti i colori e ai moderati onorevoli del territorio non conviene, si vede, alzare la voce.
Non pensano nemmeno di far rispettare le sentenze del TAR che impongono la neurologia e la stroke unit a Ragusa, al GP II, accontentandosi di 4 posti letto e una piccola guarnigione di medici.
Situazione precaria anche per pediatria, a mezzo servizio con le risorse di Vittoria, con reparti che vanno verso Modica, come otorino, urologia e ambulatori vari.
In altri posti farebbero le barricate, da noi si preferisce attendere tempi migliori.
Oggi, siccome lo spauracchio è Ignazio Abbate, si pensa che sia lui a lavorare per Modica, a danno di Ragusa ma, in effetti, non fa altro che seguire una linea intrapresa da altri.
Intanto Gaetano Mauro, con incredulità e stupore scopre che deputato e sindaco modicani rivendicano risultato di avere avuto nel distretto sanitario di Modica più ore a disposizione per alcune specialistiche ambulatoriali in quattro branche interne dell’Asp ragusana, si dice, per alleggerire il carico sugli ospedali e fare scorrere le liste d’attesa.
Mauro comprende anche che è più propaganda che altro, dal momento che sulle branche interessate non ci sono lunghe liste d’attesa, ma, in ogni caso se non è scippo sono certo corsie preferenziali
Riservandosi di approfondire la questione, il consigliere Mauro asserisce che, a Ragusa, non sarà più possibile fare visite specialistiche ambulatoriali in reumatologia. Si tratta di sei ore settimanali che perdiamo a beneficio del distretto sanitario di Modica.
A questo punto, siccome tutti i salmi finiscono in gloria, si rivolge al sindaco Cassì, come massima autorità sanitaria cittadina, ma, con le sue competenze professionali non può non sapere che il titolo è solo apparente perché si tratta solo della possibilità, per il sindaco, di adottare ordinanze contingibili e urgenti in ambito comunale. Il sindaco, quale autorità sanitaria locale, adotta tutti i provvedimenti di autorizzazione, concessione e prescrizione già di competenza dell’ufficiale sanitario, del medico provinciale e del veterinario provinciale, fatte salve le competenze regionali e quelle attribuite alle unità sanitarie locali.
Dice bene quando pretende che il primo cittadino si interessasse della situazione sanitaria della città, ma non avrebbe alcuna voce in capitolo su strutture sanitarie, reparti, personale, ambulatori, né può interferire con i traffici dei parlamentari, salvo averne uno di riferimento.
L’azione del sindaco potrebbe essere solo di protesta e di sollecitazione verso la autorità preposte, manche queste, come lui, hanno scarsa voce in capitolo, essendo dipendenti e comandati dai vertici palermitani.
E poi, per proteste e sollecitazioni serve piglio e autorevolezza che Cassì non possiede e che, anche se ne fosse in possesso, non farebbe pesare.
Le istanze andrebbero rivolte alla deputazione regionale, senza però entrare in ambito del sistema sanitario che, a sua volta, non dipende solo da Palermo ma subisce le leggi nazionali.
Allora, una volta per tutte lasciamo il sindaco ai suoi sopralluoghi e alle inaugurazioni, agli incontri e ai tavoli di confronto, dimentichiamo i massimi sistemi, la rivalità tra pubblico e privato, gli investimenti, e dedichiamoci a riservare adeguata accoglienza agli esponenti di governo regionale, quando vengono in visita.
Chi deve difendere la nostra città deve ancora nascere, tutt’al più è ancora troppo giovane e poco esperiente.
Del resto, c’è da dire che anche nella recente campagna elettorale, e prima per le regionali, i temi della sanità erano sempre ai margini, addirittura nel programma del vincitore, premiato con il 63% dei consensi, di sanità non c’è traccia, se non andiamo errati. E nessuno, in campagna elettorale, lo ha fatto notare.
