Game over

di Cesare Pluchino
La seduta in terza chiamata, affollata di consiglieri, sembrava voler porre rimedio alle vicissitudini dei giorni precedenti, ma un intervento in aula del consigliere Leggio, del Movimento 5 Stelle, pare possa determinare lo sfascio definitivo della maggioranza, con effetti deleteri sull’amministrazione sulla quale incombe anche l’esito della riunione serale del Direttivo di Partecipiamo

La tattica attendista del Sindaco Piccitto pare non abbia ottenuto i risultati sperati: ai problemi noti e irrisolti dell’amministrazione, e ai suoi rapporti difficili con la maggioranza, si aggiunge la spada di Damocle dell’esito della riunione, si spera finale, del Direttivo di Partecipiamo.
Le ultime sortite del primo cittadino, che ha preteso maggiore autonomia decisionale e ha paventato la permanenza in giunta dell’assessore Stefano Martorana, rinnegando gli impegni presi a suo tempo, sono state del tutto vanificate da un inaspettato intervento in aula, durante la discussione sul piano operativo di razionalizzazione delle Partecipazioni Societarie del Comune di Ragusa.
È stato il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gianluca Leggio, appartenente alla schiera dei contestatori dell’assessore al bilancio e al turismo che da luglio ne chiedono la testa, l’autore di un intervento sintetico ma efficace che ha stordito i presenti in aula e, dall’alto della sua verace semplicità, ha ridotto a pure esibizioni da cabaret le retoriche reprimende dei consiglieri di opposizione che si sono trastullati, per oltre trenta mesi, a fare il solletico all’amministrazione Piccitto.
Avevamo sempre considerato che, se difficoltà avesse avuto il sindaco Piccitto, gli sarebbero derivate dall’interno del Movimento e del gruppo in particolare, dove elementi sempre più irrequieti, ma sottovalutati, si erano stancati di fare le belle statuine per far divertire elementi come Martorana, peraltro estranei al Movimento 5 Stelle.
Il consigliere Leggio non ha esitato ad affidare al microfono i toni e le parole più irrispettose per l’assessore in quanto tale: ha esordito parlando di tempo scaduto, l’atto che ha inteso votare solo per dovere istituzionale, poteva sembrare un atto dovuto ma si intravedono enormi responsabilità.
Leggio ha dichiarato di non potere più accettare forme di eccessive giustificazioni da parte dell’assessore competente, evidentemente rilevate in altri atti.
Ci sarebbe stata una mancanza di osservanza delle leggi, da parte dell’assessore che è stato nominato come tecnico e, in questa veste, avrebbe dovuto avere l’obbligo di riuscire, con tutti gli sforzi possibili, a tutelare il Comune.
Leggio dice che, apparentemente, sembra che la Corte dei Conti dica solo di integrare con una relazione tecnica, ma traspare l’accusa all’assessore che, more solito, ha tentato di minimizzare i rilievi di organi superiori.
La relazione tecnica, illustra il consigliere, prevede l’inserimento di alcune voci mancanti nell’atto: cosa si chiede?
Innanzitutto, la quota sociale, la forma giuridica, la sede legale, le finalità, il numero di attività svolte, il numero di addetti, il numero di società controllate, le quote societarie, la durata dell’impegno, l’onere, il numero dei rappresentanti dell’amministrazione, i risultati dell’ultimo esercizio finanziario.
Troppe cose, secondo il consigliere Leggio, che denotano come, alla Corte dei Conti, sia stato presentato qualcosa di monco, con una mole di dati che sono alla base del principio della trasparenza ma sono stati omessi.
Inammissibile, intollerabile, per il consigliere che rileva come molte situazioni non siano state affrontate nella giusta maniera: la sua protesta vuole aprire la strada ad un’azione del Sindaco che deve prendere consapevolezza del grave disagio dei consiglieri di maggioranza, i quali attendono ancora il bilancio di previsione.
Nell’ambito della politica, ma, soprattutto, dei principi del Movimento, le responsabilità devono essere condivise, le decisioni non possono essere prese nel chiuso di una stanza, tutti i consiglieri che appoggiano questa amministrazione debbono avere voce in capitolo.
Il consigliere Leggio ha detto di rispettare l’assessore Martorana come persona ma di essere impedito a rispettare le sue competenze, perché la fiducia riposta per due anni e mezzo è stata tradita; inoltre ritiene che si debba fare chiarezza con il Movimento Partecipiamo e fa appello al Sindaco affinchè gli atti siano approvati e votati anche dagli alleati. Si deve fare chiarezza, l’assessore di Partecipiamo deve chiarire la sua posizione, ma Leggio non risparmia battute anche sui consiglieri e sul riferimento a ‘miseria e nobiltà’ di un discorso dell’ex presidente Iacono: dove starebbe la nobiltà? semplicemente nell’occupare le poltrone? si chiede il consigliere in un crescendo che, come appare evidente, non risparmia nessuno.
Evidente, nella fattispecie, l’esigenza di chiarezza per il comportamento ambiguo dell’assessore di Partecipiamo che ha condizionato, non poco, il suo stesso gruppo politico, come sottolinea sarcasticamente Leggio, per l’attaccamento alla poltrona.
Occorre che venga fuori un senso di responsabilità e di coraggio, da parte di tutti.
Superfluo ogni commento sull’intervento dell’esponente pentastellato che, evidentemente stanco della melina del Sindaco e della supponenza dell’assessore, ha pensato bene di affidare ai suoi compagni di partito e all’opinione pubblica il suo sfogo che è un inno alla speranza per far emergere i veri valori del Movimento 5 Stelle che, noi stessi, più volte, avevamo evidenziato come fossero dimenticati, non solo da parte degli amministratori ma, anche, da parte di diversi consiglieri comunali del Movimento.
Immaginabili gli interventi successivi di Sonia Migliore e di Maurizio Tumino che hanno infierito contro l’assessore Martorana, ricordandogli i passi più intensi dell’intervento di Leggio, e contro una maggioranza in evidente difficoltà, che solo poco ore prima aveva avuto la sfrontatezza di diffondere un delirante comunicato sulla solidità della maggioranza, oltraggiando con falsità le opposizioni.
La Migliore ha definito Martorana uno schiaffo al Consiglio Comunale, per i suoi troppi errori, Tumino ha esaltato il tempo come galantuomo che riporta a galla la verità.
Il gesto irrituale ma onesto contro la sua stessa maggioranza, del consigliere Leggio è, forse, segnale di una nuova stagione ma certamente della fine di un periodo oscuro dell’amministrazione, di un periodo di crisi politica che molti si sono ostinati a negare.
GAME OVER, il tempo è scaduto, Tumino ha auspicato un sussulto di dignità dell’assessore, incapace di gestire la delega al bilancio, problema per la città e per il Movimento.
L’intervento sostanzialmente sintetico di Leggio, solo pochi secondi oltre i cinque minuti, è destinato a lasciare il segno, quali che siano gli sviluppi di una situazione che sembra, ormai irrecuperabile, anche se sappiamo che in politica i miracoli sono di casa, soprattutto in nome delle poltrone.
Passati in secondo piano gli atti che sono stati approvati, la proposta consiliare di regolamento per il bilancio partecipato, lo stesso piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni e l’atto di indirizzo dei consiglieri Gulino e Agosta riguardante il Servizio comunale di Vigilanza e salvataggio in mare per il quale si è impegnata l’amministrazione a destinare 100.000 euro del nuovo bilancio.
Disco verde anche per l’Ordine del Giorno sul futuro di Versalis e sulle prospettive per l’economia e l’occupazione a Ragusa, mentre è stata respinta l’iniziativa dell’OdG per la cancellata del sagrato della Cattedrale.

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