Oltre i confini nazionali la notorietà di Massimo Garaffa, Uomo Orchestra Siciliano

Non si è ancora spenta l’eco dell’importante riconoscimento di “Uomo Siciliano 2022” che già la notorietà di Massimo Garraffa, uomo Orchestra Siciliano, oltrepassa i confini nazionali

L’ ‘one man band’ Giuseppe Massimo Garaffa, conosciuto a livello regionale e nazionale per essere l’Uomo Orchestra Siciliano, ha ricevuto, alla fine dello scorso mese di gennaio, il “Premio Uomo Siciliano 2022“.
Per l’occasione è stata organizzata una cerimonia, alla presenza dei familiari, degli amici e di numerosi fans, in cui il presidente dell’associazione “Comunicazione globale” di Catania, prof. Antonio Omero, ha consegnato il riconoscimento all’artista ragusano di origini giarratanesi per la sua spettacolarità e per la genialità del suo look artistico.
Il premio è stato pensato per favorire la scoperta di giovani talenti siciliani e per promuovere la sensibilità del bello, del positivo e della produttività, partendo dalle attività umane e professionali dell’uomo siciliano. Il curriculum di Massimo Garaffa si arricchisce così di un nuovo riconoscimento che rende lustro alla città di Ragusa e che rende omaggio alla figura assunta dall’ One man band, nell’ambito artistico, sociale e umano.
Il prof. Omero ha commentato ai microfoni di Video Regione: “È un artista unico, originalissimo ed è un talento anche internazionale. È stato anche in Rai, per la trasmissione ‘I Soliti Ignoti’, su Rai1, questo premio è anche un esempio per i giovani, per dimostrare loro come con il sacrificio e la creatività si può veramente arrivare in alto”.
Il 37enne polistrumentista originario di Giarratana, ma ragusano di adozione, già ospite di Carlo Conti a “La Corrida” su Rai Uno nel 2018, ha visto accrescere la sua notorietà nazionale grazie all’apparizione ai “Soliti Ignoti” dello scorso 29 ottobre
Nemmeno il tempo di godere del riconoscimento e assaporare la crescente popolarità, Massimo Garaffa è partito per una tournee in Svizzera, atteso dalle comunità siciliane dei vari cantoni svizzeri.
Spettacoli da tutto esaurito per l’artista ragusano che, dovunque, ha entusiasmato il pubblico per le sue genuine qualità artistiche e per la capacità di trascinare i fans.
Zurigo il 2 febbraio, il giorno seguente ad Aarau, il 3 febbraio a Prattlen, il 4 a Basilea.
La tournee è sta anche l’occasione per presentare, a Ginevra e nella cittadina di di Bex, nel Cantone Vaud, il divertente album, “Ballo basilico”, dieci brani per raccontare la Sicilia e la terra iblea, i suoi profumi, i sapori, le tradizioni, l’amore e la gelosia, l’amicizia e la sincerità della gente di paese.
Al centro delle attenzioni per Massimo Garaffa e la sua arte, il MusicArredo, un marchingegno da lui inventato e assemblato che gli consente di suonare contemporaneamente una decina di strumenti, dal campanello della reception alla sampugna siciliana, dalla trombetta alla chitarra, dal friscaletto al cestello a pedale, ecc.
L’album “Ballo basilico”, lanciato ufficialmente lo scorso marzo, ha ottenuto un improvviso picco di interesse sui digital stores sia in Italia che all’estero dopo le apparizioni televisive dell’artista.

“Ballo basilico”, composto da brani sia in italiano che in dialetto, è il frutto di una lunga gestazione. Garaffa ha, infatti, cominciato a scrivere i testi e comporre le musiche nel 2001, apportando nel tempo cambiamenti e modifiche. Il suo repertorio musicale, così come gli strumenti, il ritmo, le melodie, i temi e il linguaggio, derivano dalla tradizione siciliana, ma sono rivisitati in una chiave originale e divertente, con influenze provenienti dal jazz, dal rock, dalla musica fusion e popolare.
Quanto ai temi, si spazia dai sentimenti e dai valori tradizionali della famiglia (“Apina”) alla possessività tipica dell’uomo siciliano verso la sua donna (“Gilusu siciliano”) che è causa d’infelicità coniugale (“l’omu gilusu mori curnutu”, cioè l’uomo geloso muore cornuto), fino all’amore per gli animali (“La gatta gelosa”, “Totò il cane”).
Garaffa dedica alcuni brani anche alle prelibatezze del territorio ibleo. Ne “La cipolla di Giarratana” esalta il gustoso bulbo da assaggiare in agrodolce o fatto al forno o saltato in padella.
Il profumo del basilico appena raccolto è protagonista del brano – una contradanza – che dà il titolo all’album. Infine, la bontà della “scaccia ragusana” (nell’omonima traccia), superiore a quella modicana, ispira una divertente canzone che ne elenca le varianti: con “tanta salsa” e il “cosacavaddu stagionato” (caciocavallo ragusano), oppure con “l’acciughe e u putrusino” (prezzemolo) o ancora con la melanzana e la cipolla di Giarratana, la ricotta e la salsiccia di Chiaramonte.
Completano l’album i brani “Cantastori giarratanisi” sulla figura ormai scomparsa del cantastorie, “Mondo infame” e “Isa li manu”, dove trovano spazio temi d’attualità, quali le disuguaglianze, la mala politica, la mafia e i mali che affliggono la società.

L’album “Ballo basilico” è stato registrato presso RCL Recording Studio di Ragusa e masterizzato da Jellyfish Studio, con la collaborazione ai testi di Nello Ganci (per i brani “La gatta gelosa” e “Totò il cane”) e dei musicisti Alessandro Criscino (percussioni e batteria), Gianni Amore (fisarmonica), Riccardo Drago (chitarra) e Marisa Mattei (voce femminile). La copertina è stata realizzata da Turi Ganci (Grafica Medipoint). L’album è distribuito sugli store digitali più utilizzati e nei principali negozi di musica, edicole e tabaccherie della provincia di Ragusa.

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