Si può considerare la prima uscita ufficiale della Lega di Ragusa, un gazebo a piazza Malta, a Marina di Ragusa, nella prima domenica di luglio, appuntamento programmato per la raccolta di firme per il referendum sulla giustizia.
Una intensa giornata, organizzata dal coordinatore provinciale Salvo Mallia che ha accolto tanti amici ragusani che si sono mostrati interessati alle tematiche proposte.
Tanti i ragusani, ma anche tanti siciliani in vacanza nella frazione marinara iblea, sensibili al tema del necessario cambiamento nel settore giudiziario, dove si chiedono riforme radicali per garantire processi rapidi, giudizi equi e certezza delle pene.
Tanti i militanti della Lega, numerosi i simpatizzanti e inevitabile la presenza di tanti amici di Mallia che riscuote sempre stima e consenso personale al di là del colore politico.
Avvertita l’elegante assenza di Nino Minardo, segretario regionale della Lega, che non ha voluto rubare la scena agli amici del capoluogo.
L’appuntamento ha visto la presenza importante dei due consiglieri comunali di Ragusa, Maria Malfa e Giorgio Mirabella, sui quali si proiettano le aspettative di quanti vorrebbero vedere una opposizione concreta e costruttiva all’amministrazione comunale, due consiglieri di lunga esperienza politica comunale che di, certo, condizioneranno lo scenario delle prossime consultazioni comunali.
Con Giorgio Mirabella, che in consiglio comunale rappresenta il gruppo INSIEME, anche la qualificata presenza di Maurizio Tumino, altro ‘acquisto’ importante della Lega di Ragusa, indimenticata colonna dell’opposizione nel quinquennio grillino.
Una squadra di ottimo livello quella messa insieme da Salvo Mallia a Ragusa, destinata a essere protagonista della politica locale nei prossimi anni, elemento centrale della coalizione di centro destra con forti agganci nella componente moderata dell’area politica che è stata sempre in prima linea nel capoluogo, peraltro naturale leader stante la perdurante, e ormai cronica, latitanza di Forza Italia, assente del tutto nel capoluogo e che stenta ad affermare la sua presenza anche in provincia, anche per scelte sbagliate che hanno ridotto al minimo l’interesse per il partito di Berlusconi.
