Gianni Alemanno a Ragusa per presentare il suo Movimento Indipendenza

Esponente storico della destra italiana, Gianni Alemanno è stato sindaco di Roma dall’aprile 2008 al giugno 2013, ancor prima, tra il 2001 e il 2006, Alemanno è stato ministro dell’Agricoltura sotto Silvio Berlusconi (nel 2° e 3° governo Berlusconi).
Aderente da giovane al Movimento Sociale Italiano, nel 1988 Alemanno diventò segretario nazionale dell’organizzazione giovanile del partito. Eletto deputato regionale del Lazio nel 1990, è stato eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche del 1994.
Nel 1995 aderisce al neonato partito di Alleanza Nazionale, succeduto al Movimento Sociale Italiano dopo il ripudio dell’estremismo al Congresso di Fiuggi del 1994. Insieme a Francesco Storace, fondò Destra Sociale, una fazione nazional-conservatrice e social-conservatrice all’interno di Alleanza Nazionale.
Importanti iniziative hanno caratterizzato le sue esperienze da Ministro e da Sindaco della Capitale.
L’esigenza di dare una sua impronta alla concezione di destra lo ha portato a creare il nuovo movimento del quale è segretario nazionale.
Fra gli aderenti ex Casapound, sovranisti, antiglobalisti e, soprattutto, cattolici, addirittura qualcuno vede un tentativo politico di occupare quel posto lasciato scoperto dalla Dc prima e dall’Udc poi, ovvero un partito di ispirazione prettamente cattolica.
Nel documento di fondazione si parla di “fondamenti spirituali dell’essere comunità sociale” secondo i dettami cattolici, fermo restando la “laicità dello Stato”.
L’identità del partito si regge su quattro pilastri: cultura identitaria, umanesimo del lavoro, autodeterminazione e la Costituzione italiana.

Ospite a Ragusa, Gianni Alemanno ha incontrato un nutrito gruppo di amici, simpatizzanti e nostalgici di una destra che, strada facendo ha perso molti dei suoi connotati fondanti.
L’ex sindaco di Roma ha affascinato i presenti con una dialettica piacevole, che ha reso assai comprensibili i motivi ispiratori del nuovo movimento, una delle rare volte, di questi tempi in cui l’oratore si è dedicato a illustrare idee, progetti e programmi senza deviare in critiche o valutazioni per altre forze politiche o altri politici.

Presente l’on.le Fabio Granata, ha introdotto l’incontro uno dei due coordinatori della provincia, Alessandro Galfo per l’area orientale, già consulente per l’agricoltura per il Ministro Alemanno, ha parlato anche il coordinatore dell’area occidentale del territorio provinciale, Massimiliano Mannelli.
Il coordinatore regionale Salvo Pace ha delineato le linee fondanti del Movimento, che nasce per liberare l’Italia da vincoli che ne ostacolano lo sviluppo ne determinano un progressivo declino.

L’on.le Fabio Granata, dell’Esecutivo nazionale di Indipendenza ha parlato con specifici riferimenti alle peculiarità del territorio, da quelle naturalisticoambientali a quelle artistico architettoniche, con un occhio particolare alle potenzialità di sviluppo e crescita del territorio.

Alemanno ha ricordato i suoi legami con molti esponenti di destra della nostra provincia, ha citato i vari passaggi della sua attività politica e le varie vicinanze a Fratelli d’Italia, ondeggianti sulla base di quelle scelte di politica non sempre condivise.
La svolta conservatrice di Giorgia Meloni, i vincoli legati alla guerra in Ucraina, l’impronta atlantistica netta che ha voluto imporre il nuovo governo, nonostante la nostra forte identità territoriale sullo scenario mondiale.
Per Gianni Alemanno, il mondo è cambiato, c’è un mondo multipolare più forte dell’occidente, oggi vogliamo essere servi di un’America destinata a soccombere di fronte ai nuovi scenari.
C’è un mondo alternativo al G7, noi ci ostiniamo a perseguire politiche ormai superate, la guerra, che non è nostra, ci sta costando oltre 150 miliardi, le più forti economie europee stanno soccombendo, proprio a causa delle guerre, lo scenario europeo, non alternativo agli Stati Uniti, ci opprime come una cappa, la zona euro è la parte che cresce di meno in tutto il pianeta, l’euro è diventata una tragedia dal punto di vista economico.
Il nuovo patto di stabilità, votato da questo governo, ci obbligherà a tagli che ridurranno gli italiani alla povertà, almeno 15 miliardi all’anno per dieci anni.
Le attuali politiche di Fratelli d’Italia porteranno il partito a non poter confermare il boom di consensi, destinato a scemare, come avvenuto per altre forze politiche.
Indipendenza si deve trovare pronto a raccogliere questo dissenso e, interpretando in maniera positiva l’attuale scenario, deve prendere in mano l’Italia, deve impadronirsi delle chiavi di casa e rendersi indipendente da vincoli che fanno solo male al paese.

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