Per Giorgio Massari serve un cammino comune e il coraggio di rompere gli schemi per una nuova fase della storia di Ragusa

Ancora prima di una definizione ufficiale del nuovo movimento civico, animato da Giorgio Massari, e dal suo gruppo politico, con “ Ragusa Prossima, cantiere di democrazia ”, è scaturito un dibattito ampio, ancorchè ristretto con l’area politica a sinistra di PD e di MDP, al quale l’ex sindaco contribuisce con una risposta agli interventi dell’avv. Cesare Borrometi e del Circolo di Ragusa di Sinistra Italiana.

Questo il testo della nota di Giorgio Massari, inviata in data 29 maggio 2017:

“Sono lieto che il movimento civico, , che insieme a tanti amici, sto organizzando, caratterizzandolo come un progetto culturale, politico ed amministrativo, abbia immediatamente acceso  l’interesse e l’attenzione di  tantissimi cittadini ragusani.

Evidentemente “ Ragusa Prossima ” ha  intercettato una domanda politica che non nasce oggi, ma che attraversa la società ragusana da diversi anni.

Questa domanda, espressa in modi diversi e talvolta inconsapevolmente, è prima di tutto quella di ridefinire l’identità comunitaria ed individuale ed un destino personale e societario, nel quale pensare un modello di sviluppo per Ragusa.

In questi anni i ragusani hanno intravisto delle risposte, portando il M5S, con i miti del nuovo, del giovanilismo, della superiorità morale al governo della città; oppure votando convintamente per la riaffermazione dei valori solidi della nostra costituzione; ed infine mostrando la propria disaffezione per un’amministrazione inadeguata al tempo di crisi.

Di fronte al declino progressivo della città, la comunità ragusana cerca ora risposte concrete, affidabili, non velleitarie, centrate sul territorio, dentro un contesto di senso.

Il contesto economico, sociale e politico, ha fatto maturare, in segmenti vari della società ragusana, la consapevolezza che è necessaria una partecipazione deliberante e governante, libera dai luoghi comuni, da ideologismi, da contrapposizioni di facciata, vaccinata contro azioni da teatro incapaci di delineare progetti realmente alternativi ed innovativi, solidali, di cose serie da fare.

Sono ancora più lieto che “Ragusa Prossima”, abbia meritato l’attenzione di Cesare Borrometi e degli amici di Sinistra italiana.

Comprendo la sua preoccupazione e quella di altri amici, che da sempre vivono la politica come impegno e militanza, che un nuovo movimento possa essere un moltiplicatore di frammentazione.

Vorrei rassicurare Cesare e fugare ogni sua, seppur minima, perplessità.

Il movimento Ragusa Prossima si muove naturalmente nell’ottica del dialogo e del confronto ed è consapevole che un progetto più è condiviso e partecipato da molti e pieno della ricchezza delle diversità, tanto più sarà forte ed utile alla città

Ma è altrettanto vero che il confronto e la sintesi può avvenire tra una serie discreta di soluzioni e prospettive, che per essere efficaci, devono avere una loro coerenza complessiva: chi fa che cosa, come e con chi.  Programmi e persone vanno insieme. E naturalmente sia chi scrive, sia Cesare non rappresentiamo posizioni neutrali, ma ci portiamo dietro la storia delle nostre appartenenze attuali e passate, che ci obbligano ad essere giocatori e non arbitri.

L’impegno di Ragusa Prossima, nei mesi seguenti, sarà quello di affinare e definire con i ragusani che sperano contro ogni speranza, questo nuova narrazione del nostro futuro, secondo questi criteri di concretezza e di responsabilità complessiva.

Ma, come Cesare Borrometi chiede, è necessario anche riconoscersi.

Un progetto civico come Ragusa Prossima, come altri progetti civici presenti nella società e nella politica ragusana, nasce e vive dentro un impegno continuo di questi anni, nelle istituzioni, nella società civile e nel consiglio comunale, sempre in prima fila.

E’ necessario riconoscere, mettendoli in sequenza, che battaglie politiche, interventi, azioni, prese di posizione, convegni, hanno già indicato una alternativa amministrativa e di sviluppo per la nostra città.

Bisogna riconoscere che un progetto di città ha delle coordinate già rintracciabili e delle mappe già abbozzate e che non si costruisce nel deserto delle idee, dei programmi e degli uomini.

In questo impegno pubblico, come Cesare ben sa, attraverso l’incarico che ricopre, maturano esperienze, consapevolezze, competenze e relazioni che è necessario riconoscere, per non disperdere e frammentare.

Questo è per “Ragusa Prossima”, il momento dell’ascolto/proposta di ogni ragusano, delle società intermedie che fortunatamente continuano ad esistere e dei mondi vitali, che fortunatamente hanno abbattuto da tempo mura e steccati.

Caro Cesare, sono convinto che una nuova fase della storia di Ragusa potrà essere scritta solo camminando insieme, ma soprattutto avendo il coraggio di rompere gli schemi.”

Giorgio Massari

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