Un cantore del duo Piccitto-Martorana, che di solito ha condiviso scelte e politiche dei 5 Stelle ragusani, afferma, nelle pagine di un giornale locale, che nel Movimento 5 Stelle di Ragusa c’è una guerra interna all’assessore e al sindaco, condotta da due consiglieri che sarebbero isolati, Massimo Agosta e Maurizio Stevanato, che avrebbero attaccato Massari, con ironia, per la sua antica carriera politica, non afferrando idealità e discorsi difficili dell’ex sindaco.
Tralasciando il filo che legherebbe le due posizioni, non possiamo non rilevare come per il secondo step della strategia di presentazione di ‘Ragusa Prossima’, Giorgio Massari, proprio nell’occasione nella quale si è fatto scappare, con malcelata attenzione, la sua candidatura alle prossime comunali, ha profuso toni più soft, vestendoli di politica alta, cosa per lui facilissima.
Non un cenno al degrado della città e alla qualità della convivenza civile, nessuna parola sul risentimento negli altri che si vuole trasformare in consenso a proprio favore, nessun accenno ai populismi tanto odiati da Giorgio Massari, dimenticati i miti del nuovo e del giovanilismo.
Nessun accenno ad una amministrazione inadeguata, anzi una precisazione che ha voluto sgombrare il campo da questi luoghi comuni.
Non si è parlato di ‘declino progressivo della città’, né di un movimento che fa paura.
Un diverso atteggiamento, facilitato, di certo, dai risultati delle ultime amministrative in provincia che, inevitabilmente, hanno messo benzina nelle sue strategie, spingendolo ad anticipare, molto prima della presentazione ufficiale del Movimento, fissata per il 28 giugno prossimo, alla Camera di Commercio di Ragusa, la sua candidatura, senza aspettare quel confronto sui programmi che l’avv. Cesare Borrometi e Sinistra Italiana
consideravano indispensabile al netto di valide aspirazioni dei singoli.
La conferenza stampa è stata convocata per presentare l’essenza, le caratteristiche di un movimento politico civico, invitando alla convention di fine mese dove saranno illustrate le linee guida e i punti programmatici.
Un Movimento civico che Giorgio Massari vuole ispirare per politiche concrete che, in un contesto di globalizzazione, guardino ai due livelli dominanti nell’attuale scenario, l’Europa e il Comune, nella crisi dei livelli intermedi.
Nella città c’è il tutto e servono solo nuove relazioni per un nuovo sviluppo.
Come abbiamo accennato, facile per Massari rilevare come le ultime amministrative hanno decretato, almeno nel ragusano, il superamento deciso di nuovi miti che non è un ritorno all’ancien regime.
Si è cercato, secondo l’ex sindaco, il cambiamento nella qualità, il riemergere delle forze politiche tradizionali non ha significato un ritorno al passato ma la ricerca dell’innovazione nella qualità, delle competenze, delle conoscenze, della percezione dei contesti politici amministrativi.
Perché nasce ‘Ragusa Prossima’ ?
Nasce per interpretare la realtà e cambiarla, come ha auspicato anche Achille Occhetto, nel suo recente passaggio nello stesso Centro Studi ‘Feliciano Rossitto’ dove Massari ha convocato la stampa: a proposito, una buona scelta la sua, dopo quella, ripensata, di accogliere gli ospiti nella sala commissioni di Palazzo dell’Aquila: inevitabile, al Comune, respirare l’odore, stantio della politica, al ‘Rossitto’ c’è il profumo della politica alta, della cultura politica, delle logiche ideali, non politico-affaristiche.
Il senso del movimento è quello di pensare al governo della città, di studiare percorsi e programmi, convergendo sulla necessità di far coincidere programmi e persone, alla fine di un tragitto logico per identificare, responsabilmente, chi lo deve portare avanti.
Inutile nascondere l’espressione della candidatura che non esclude confronti ed eventuali rielaborazioni del progetto per un dialogo che è già iniziato.
Non ci sarà una politica che guarderà al passato, ma si vede la città come contenitore di grandi risorse che hanno bisogno di essere valorizzate.
Nessuno è inadeguato, ha detto Giorgio Massari, con una netta inversione di tendenza rispetto ai suoi interventi nell’aula consiliare.
Un progetto che è, prima di tutto, un progetto di sviluppo culturale, per legare i vari ambiti periferici, per ripensare il centro storico, dopo la 61/81, con azioni nuove per intercettare fatti economici e culturali.
Un progetto di governo che abbraccerà, naturalmente, turismo, nuovo welfare, una rete di sistema con altre città.
Sui temi del confronto con altre forze politiche, sullo scenario delle collocazioni tradizionali, sollevati dal qualificato parterre di giornalisti intervenuti, Giorgio Massari ha parlato di una collocazione da definire con quei gruppi che vorranno confrontarsi sui programmi.
Dialogo aperto con tutti, dove si troverà convergenza su cosa fare, su come farlo e su chi lo deve fare.
Le alleanze si troveranno con il tempo.
La stessa candidatura che precede la sintesi fra le varie componenti è una scelta che si avvale delle ultime esperienze che hanno visto come, spesso, percorsi ritenuti inevitabili, alla resa dei conti, non hanno funzionato.
“La nostra è una scelta chiara – ha detto Giorgio Massari – ci confronteremo, il dialogo non è precluso, il confronto è aperto.”
Rigettate le illazioni su tentativi di alzare il prezzo, considerate quasi scontate in uno scenario preelettorale.
Disponibile, ‘Ragusa Prossima’, anche alle necessità di sorvolare le ideologie per assicurare vivibilità sostenibile, le alleanze che si cercano sono quelle che non limiteranno i programmi con gli ideologismi.
Una intenzione di non subire accordi a prescindere in funzione di meccanismi elettorali, ma anche la grande disponibilità a verificare un passo indietro se si ha l’evidenza che il bene comune possa essere raggiunto con una sintesi più alta.
Lucido anche nella convinzione di non essere partito troppo presto, le candidature già esistono, sincerità vuol dire anche uscire dalla confusione.
Alla battuta di costituire un ‘usato sicuro’, Massari ha tratteggiato la sua lunga carriera politica che lo ha visto, già a 18 anni, impegnato in politica, con la corrente di base della Democrazia Cristiana che aveva in Corrado Di Quattro uno dei suoi massimi esponenti.
Quando fu eletto Sindaco, a 31 anni, era già assistente universitario di Scienza dell’Amministrazione, non aveva esperienze amministrative ma godeva di un substrato di conoscenze teoriche, in un contesto di partiti strutturati che assicuravano, comunque, qualità nella gestione della cosa pubblica.
