Giornata di festa per l’insediamento del Vescovo, Mons. Cuttitta

di redazione
Grande partecipazione di fedeli alla cerimonia in Cattedrale, preceduta dall’incontro con la città

Mons. Carmelo Cuttitta, già Vescovo ausiliario di Palermo, è Vescovo della Diocesi di Ragusa.
Nel corso della cerimonia tenutasi nella Cattedrale di Ragusa, Chiesa Madre della Diocesi, dopo la lettura della Bolla Papale per la nomina, è stato il Vescovo uscente Mons. Paolo Urso a consegnare nelle mani di Carmelo Cuttitta il Pastorale che lo ha ufficialmente insediato nella sua Cattedra.
Presente il Cardinale di Palermo Poalo Romeo e numerosi Vescovi siciliani, fra i quali don Corrado Lorefice, nostro conterraneo di Ispica che diventerà, nei prossimi giorni, Arcivescovo di Palermo.
Hanno assistito le autorità militari e civili della città che, poco prima, avevano accolto, in piazza San Giovanni, il nuovo Vescovo.
Mons. Cuttittà aveva già caratterizzato il suo arrivo in città, nella mattinata, con una visita ai detenuti della struttura carceraria di via Di Vittorio e ai degenti della residenza sanitaria di piazza Igea, dove era stato accolto dal Direttore Generale dell’ASP di Ragusa, dr. Maurizio Aricò.
Nel pomeriggio, la perfetta organizzazione dell’Ufficio Diocesano aveva previsto l’incontro preliminare con la città: ad accogliere i due Vescovi le autorità cittadine e una folla numerosa di fedeli, accorsi per l’ultimo saluto ufficiale al Vescovo Urso e per accogliere, con entusiasmo e felicità Mons. Cuttitta.
Affidato alle parole del Sindaco Federico Piccitto il messaggio di benvenuto, a nome dei presenti e della città tutta.
Il primo cittadino non ha mancato di esternare sentimenti di riconoscenza per Paolo Urso che ha lasciato Ragusa e il suo ministero pastorale dopo tredici anni vissuti intensamente, con profondo amore per la città e la diocesi tutta, caratterizzati da impegno e dall’umiltà e dalla saggezza dell’uomo colto.
Rivolgendosi al nuovo Vescovo della Diocesi, Piccitto ha voluto porgere un caloroso abbraccio di benvenuto a nome di tutte le città delle Diocesi.
Manifestando enorme apprezzamento per la visita ai detenuti e agli anziani ammalati, il primo cittadino ha intravisto i tratti che caratterizzeranno i rapporti con la comunità, quelli di un Vescovo che sarà, prima di tutto, amico e fratello, disponibilità che sarà enormemente apprezzata dalla comunità iblea.
Nelle Amministrazioni locali, nelle Autorità provinciali, – ha concluso il Sindaco del capoluogo – Mons. Cuttitta troverà dei compagni di viaggio pronti ad intraprendere un percorso comune verso un’azione congiunta ed integrata a servizio della comunità.
Successivamente il saluto di benvenuto di una famiglia in rappresentanza della comunità diocesana.
Intorno alle ore 18, con l’arrivo del corteo di Vescovi e sacerdoti provenienti dal Palazzo Vescovile, l’ingresso nella Cattedrale gremita di fedeli, dove era presente anche una folta rappresentanza, come da tradizione, di parenti ed amici del nuovo Vescovo.
La liturgia è stata presieduta, inizialmente, da Mons. Paolo Urso che ha espresso i sensi del compiacimento per la presenza numerosa alla cerimonia, in particolare delle autorità, segnale inequivocabile di condivisione dell’azione della chiesa locale nei confronti della comunità.
Una chiesa giovane che accoglie l’amico di Dio come simbolo e simbolo della misericordia del padre: al nuovo Vescovo, che arriva come mastro della fede, presidente della preghiera e avvocato del popolo, Paolo Urso sottolinea il grande regalo ricevuto dal Signore, che si manifesterà nel grande affetto dei ragusani.
Con il passaggio del pastorale, la formula, pronunciata da Mons. Urso: “Sorelle e fratelli carissimi, per grazia di Dio e designazione della Sede Apostolica, da questo momento il vescovo Carmelo Cuttitta è pastore della Santa Chiesa di Dio che è a Ragusa”.
Nell’omelia, il Vescovo di Ragusa ha salutato come amici i fratelli e le sorelle della comunità, i sacerdoti, i diaconi e i seminaristi, grato per le manifestazioni di affetto.
Subito un pensiero per il Santo Padre, Francesco, per la fiducia riposta nella sua persona e al quale ha rinnovato i vincoli di comunione e filiali obbedienza e fedeltà.
Un saluto particolare per il Vescovo Paolo che gli lascia una Chiesa giovane dove ha impegnato le sue migliori qualità, accanto alla gente comune per farsi carico dei loro bisogni. Una Chiesa che ritroverà santa e obbediente al Signore, per la quale cercherà di onorare il gravoso impegno con altrettanta dedizione.
Un ringraziamento, per la presenza, al Cardinale Paolo Romeo, Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, con il quale ha collaborato, per otto lunghi anni, come vescovo ausiliare della Chiesa palermitana.
Un ringraziamento e un saluto ai Vescovi intervenuti per condividere l’importante momento, e a quelli che non hanno potuto presenziare alla cerimonia ma hanno manifestato sincera partecipazione, segnali dell’unità e dell’amicizia dell’Episcopato della Sicilia.
Mons. Cuttitta si è detto felice della partecipazione di autorità militari, civili e politiche, in particolare dei Sindaci della Diocesi e dei rappresentanti istituzionali, con i quali si è detto pronto per intraprendere un cammino comune, nel rispetto dei diversi ambiti di competenza, per il bene della collettività.
Un saluto riconoscente per il rappresentante del Sindaco di Palermo e per il Sindaco di Godrano, suo paese natale, e per i tanti palermitani, sacerdoti, religiosi e laici che sono accorsi numerosi per testimoniare il loro affetto, che ha ringraziato per gli anni di collaborazione e di vicinanza. Un pensiero alla comunità del paese natale e alla parrocchia S. Giuseppe Cottolengo, dove è stato parroco per undici anni.
Rivolgendosi, in generale, ai presenti si è presentato per intraprendere il cammino comune con semplicità, dicendosi fiducioso di essere accolto con i suoi pregi e i suoi difetti, nell’intento di essere operosi secondo le indicazioni del Signore.
Certo di poter bene operare all’interno della Chiesa ragusana, di cui è nota la laboriosità e l’intraprendenza per iniziative sempre nuove, che può contare su un clero e un laicato formato e competente.
Da ultimo arrivato, Carmelo Cuttitta, auspica collaborazione per camminare insieme, all’insegna di amicizia e lealtà, senza lasciare indietro nessuno.
Un pensiero ai seminaristi e l’auspicio che il seminario sia sempre ricordato nella preghiera della comunità parrocchiale, insostituibile fucina di uomini veri, dalla forte personalità, dal cuore grande, che sappiano stare con coraggio e competenza in mezzo alla gente e sappiano essere testimoni credibili
del Signore.
Un cenno particolare il nuovo Vescovo ha dedicato ai laici collaboratori della Curia e ai giovani che aspira ad incontrare presto per portarli sul cammino della felicità offerto dal Signore, il solo che può rispondere concretamente alle loro giuste aspirazioni.
Facendo riferimento alla parola della Liturgia ha esortato a non dubitare sulla fedeltà di Dio e sulle sue promesse di bene, soprattutto in tempi di prova come quelli che attraversiamo, di persecuzione e di tenebra. Ci sono segni che potrebbero far perdere la speranza ma occorre non avere paura perché il Signore a suo tempo capovolgerà il male in bene, sia nella nostra vita personale che in quella sociale ed umana.
L’esortazione a sviluppare il nostro amore concreto verso i problemi delle nostre città, del nostro territorio; per i problemi del lavoro che preoccupano tante famiglie; per il problema dell’immigrazione che ci tocca così da vicino; per i problemi dei giovani che guardano con apprensione un futuro sempre più incerto; per le famiglie dove la relazione diventa difficile, dove un affetto muore, dove i figli piangono, dove si avverte la difficoltà a trovare strade per dare una giusta educazione ai figli; per il problema delle persone anziane, sole, malate, dei poveri che ci passano accanto senza che nessuno si accorga di loro, problemi che non devono e non possono trovarci assenti o scarsamente attenti.
Una spinta, quella del Vescovo, per continuare a portare il contributo per poter dire al termine della nostra giornata, di aver lasciato il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato.
È tempo di Chiesa in uscita, come ci ricorda continuamente papa Francesco. È tempo di uscire dal tempio per incontrare la gente dove questa vive; tempo della missione affidataci dal Signore Gesù.

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