Si resta basiti di fronte all’ultima nota congiunta di Giunta municipale di Ragusa e consiglieri di maggioranza del civico consesso del capoluogo.
Basiti per assurde ed eccessive considerazioni, peraltro sparate nel mucchio senza aver il coraggio di chiarire a chi si rivolgono in particolare.
La nota comincia malissimo, parlando di menzogne che sarebbero state usate nella dialettica politica addirittura per “eliminare gli avversari”.
Dopo gli infingimenti di giunta e dei consiglieri di maggioranza sul caso dell’assessore che si è rivolto ai firmatari di un atto di indirizzo non gradito, appellandoli, per ben due volte e gridando, come “quattro coglioni”, circostanze che sono state negate nonostante la dovizia dei particolari sulla realtà dell’accaduto da parte dei presenti, accaduto peraltro confermato, ancorché minimizzato, dalle parti offese, parlare di menzogne è surreale.
Poi c’è la tesi del complotto, ancora più surreale, ci sarebbe un disegno, a cui assistono giunta e consiglieri di maggioranza, “preciso, capillare, meticoloso che usa la menzogna come mezzo per tentare di delegittimare il Sindaco, l’Amministrazione, la maggioranza e tentare di ostacolare il governo della Città.”
Ma non si specificano quali sarebbero le menzogne e chi le diffonde.
Poi si va a quella che si vorrebbe fa passare per ultima falsità, in ordine di tempo, relativa “alla assurda ricostruzione “per sentito dire” secondo cui il ritiro o rinvio di un atto di indirizzo per il Consiglio Comunale sarebbe avvenuto dietro obbligo, coercizione, aggressione violenta.
Molte ricostruzioni non si originano da quello che si sente dire ma da precise dichiarazioni di consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione, quando addirittura non sono gli stessi assessori a far trapelare quello che accade in giunta e in maggioranza, peraltro particolari mai smentiti ufficialmente.
Ci saranno, tutt’al più, delle sfumature diverse, delle sbavature, ma certo non si può parlare di falsità, quando un atto, nel giro di dodici ore, viene rinviato, poi ritirato verbalmente e, in ultimo, per iscritto nella mattinata successiva, il tutto senza nessuna spiegazione né dei firmatari né del Presidente del Consiglio.
Ci si può solo appellare alla scarsa conoscenza della lingua italiana di chi ha scritto la nota, inopinatamente e in maniera stupefacente diffusa come sottoscritta da giunta e maggioranza, si rigettano “in maniera ferma e determinata” quelle che vengono definite “infamie” ma che non sono specificate, a meno di non voler considerare infamie le valutazioni sul ritiro dell’atto.
Quanto alle parole obbligo, coercizione e aggressione violenta, non sappiamo chi abbia potuto usare questi termini, c’è solo la realtà del famoso detto “quando la legge prega, comanda”, Cassì non ha motivo di obbligare, di esercitare coercizione, né, essendo un signore e un aristocratico, ha bisogno di aggressioni violente, manuali o verbali che siano, basta far capire, con delicatezza, come in effetti avviene, ad ogni posizione contrastante “o con me o contro di me” “o con me o vai a casa”, cose di cui, per stessa loro ammissione, alcuni componenti di giunta, attaccati alla poltrona, anche i più insospettabili, sono atterriti fin dal loro insediamento, in pratica, possiamo affermare, TUTTI gli assessori, segnatamente gli alleati, vecchi e nuovi.
A margine del commento della nota, si può evincere che la maggioranza è, ormai, ufficialmente formata da soli 14 elementi: perché i consiglieri Caruso, Bennardo e Zagami non sono stati nemmeno interpellati per sottoporre loro e far firmare il documento diffuso.
Di contro, dopo le ammissioni delle offese ricevute da un assessore da parte dei firmatari La Licata e Galifi, Galifi ha addirittura specificato di aver avuto un chiarimento sull’accaduto con l’assessore, gli stessi Galifi e la Licata avevano detto di considerare il caso chiuso.
Non si sapeva nulla, invece, delle posizioni di Sortino e della Mezzasalma, se ne può dedurre dalla firma del documento, che abbiano deciso di accettare l’epiteto loro rivolto, non trovano motivi per ribellarsi, forse concordano loro s tessi sul giudizio dell’assessore, le loro firme mantengono la maggioranza che, senza di loro, non potrebbe esistere con solo 12 elementi, al netto di soccorsi rossi e territoriali, che, peraltro, in questo periodo sembrano privi dell’ambulanza, quindi non in grado di assicurare certezza del soccorso.
In definitiva, solo nervosismo inutile, una nota forse decisa per distrarre le masse, hanno voluto spostare l’attenzione sulle presunte infamie sull’obbligo sulla coercizione e sull’aggressione violenta per spargere fumo attorno a quella che resta il fatto principale e imbarazzante, aggravato dal velo di omertà con il quale si vuole coprire e dalla mancanza di dignità di resta nascosto senza ammettere quanto accaduto, confermato, prima di tutto, in consiglio comunale, quindi non menzogne, dicerie o sentito dire.
