Giuseppe Santocono, presidente territoriale della Cna di Ragusa, è il nuovo coordinatore della Consulta delle associazioni di categoria.
Nell’ambito della rotazione programmata in fase di avvio dell’esperienza dell’organismo aggregativo, succede a Gianni Gulino, presidente provinciale Confcooperative Ragusa.
“L’operato della Consulta, che è quello di occuparsi esclusivamente delle imprese locali e delle tematiche che le riguarda da vicino, con la filosofia del servire e non del servirsi – sottolinea Santocono – proseguirà anche nei prossimi mesi con la stessa tenacia di sempre.
Affronteremo a 360 gradi le criticità del territorio, a cominciare dalla carenza di infrastrutture, occupandoci, in particolare, dei processi non ancora compiuti che attengono, ad esempio, al completamento dell’autostrada Siracusa-Ragusa-Gela che, adesso, ad esempio, sta facendo registrare delle difficoltà nel tratto sino a Modica per la carenza di materiali.
C’è anche la questione del caro energia da scandagliare e tutto ciò che riguarda il futuro dello sviluppo nella nostra provincia. Il nostro intento è quello di allargare sempre di più la presenza delle associazioni che fanno parte dell’organismo che era e rimane apartitico. Ringrazio chi mi ha preceduto per l’attività svolta. Guardiamo avanti per il bene del nostro futuro che, dal punto di vista economico, si annuncia abbastanza complesso”.
Forse è anche giusto, come previsto dal regolamento della Consulta, che il coordinatore, scelto ogni 6 mesi, sia uno dei vertici delle associazioni componenti, ma di fatto, c’è u a nuova struttura di associazioni datoriali ma gira e rigira i personaggi sono sempre i soliti, e solite sono le parole di goni comunicato.
Risultati pochi, influenza e autorevolezza politica scarse, i temi noti e, per certi versi, irrisolvibili se non a livello centrale.
Nelle parole del nuovo coordinatore, Santocono, infrastrutture, tema ormai inflazionato, la Siracusa – Gela ma non la Ragusa – Catania, caro energia.
Nessun risultato nelle parole dell’uscente, Gulino, tantomeno un resoconto dell’attività svolta, parla di esperienza ottima per riallacciare le fila delle associazioni di categoria, si è affrontata la questione della Camera di Commercio, senza che, ancora, si capisca quali sono le posizioni delle singole associazioni, se stare con Catania o trovare altre vie, né come l’organismo intende muoversi per condizionare gli eventi al riguardo.
Singolare la precisazione, che avrebbe dovuto essere del subentrante: ‘E’ fondamentale che la Consulta sia gestita in maniera orizzontale. È vero, c’è il portavoce ma si decide tutti assieme, si dialoga, ci si confronta.”
Quasi un paletto al successore.
Agci, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop e Sicindustria e Confapi sono componenti della Consulta.
“Il bisogno di un grado maggiore di collegialità e di condivisione sui temi di principale interesse per il tessuto produttivo ibleo – si legge nel documento costitutivo della consulta – ha accompagnato il percorso di questo organismo, che ha lo scopo di studiare e approfondire le esigenze e le problematiche socio-economiche del territorio della provincia di Ragusa e di proporre soluzioni, progetti e linee strategiche di sviluppo a tutte le Istituzioni ai vari livelli, come gli enti locali territoriali e non territoriali, la camera di commercio, i governi e i parlamentari nazionali e regionali”.
“La nuova programmazione e gli strumenti del Next generation Eu – si legge ancora nel documento – rappresentano una opportunità unica che richiede una partecipazione dal basso, così da fare emergere le esigenze del territorio, e la costituzione di una vera e propria ‘banca dei progetti’.
Questo è il momento di progettare iniziative per creare sviluppo, innovazione e occupazione: un lavoro che deve partire dai territori, dialogando tra istituzioni di ogni livello.”
Le risorse messe a disposizione da Recovery Fund, fondi strutturali e Fondo di sviluppo e coesione daranno al Mezzogiorno la possibilità di recuperare il gap dei mancati investimenti, pubblici e privati, degli ultimi 30 anni. Ma, affinché ciò avvenga, occorre una programmazione che tenga conto delle reali esigenze del tessuto produttivo. E solo una azione collegiale permetterà di affrontare e superare i ritardi e migliorare le condizioni di sviluppo del nostro territorio, della nostra regione e del nostro Paese”.
Bellissime parole ma di concreto c’è poco o nulla.
Solo l’intenzione di attivare una pubblica iniziativa con la presenza di tutti gli attori interessati, sindaci e deputazione in testa, affinché gli stessi possano essere coinvolti ad affrontare con compiutezza i delicati argomenti sul tappeto.
