di redazione
Riportiamo, su richiesta di numerosi lettori, gli interventi dell’on.le Cancelleri e delle consigliere Zaara Federico e Nella Disca
Ci sono pervenute numerose richieste per un dettagliato resoconto degli interventi dell’on.le Cancelleri e delle consigliere Federico e Disca, in occasione del Consiglio Comunale aperto, tenutosi lunedì 7 ottobre 2015, in piazza Caduti di Nassyria, davanti all’ospedale Civile di Ragusa.
Ne riportiamo i contenuti integrali:
On.le Giancarlo Cancelleri
Buonasera, grazie dell’invito, non sono un cittadino della provincia ma l’apprezzo e mi piace molto come parte della Sicilia. Credo, e spero, di poter dare una visione asettica della questione, non appartenendo a nessuna delle città che sono in contrapposizione.
Come premessa, mi viene da dire una cosa, purtroppo è la solita logica della politica che spoglia un figlio per vestirne un altro, si spostano i servizi da una città, all’altra, ma quando c’è un impegno politico, quando si amministra, un dirigente generale ha un certo imbarazzo, ma le scelte vanno adottate – caro Presidente Digiacomo – perché la politica è fare delle scelte, prendere delle decisioni, altrimenti non si fa politica.
In questo caso le scelte che state operando sono completamente sbagliate; rifuggendo da facili applausi, vorrei fare un discorso lineare, perché siamo qui non per portare avanti delle tesi, ma per trovare soluzioni.
Registro molto positivamente l’apertura del presidente Digiacomo che dice : “non abbiamo scritto ‘tavole bibliche’, immodificabili, facciamo delle proposte e modifichiamo”
Occorre, quindi, che cittadini, consiglio comunale e parti in causa stilino delle proposte credibili, ma vorrei andare un attimo indietro. Quando le battaglie sono importanti, le forze in campo si uniscono, apprezzo che il consigliere Migliore appoggia questa battaglia, ma non posso esimermi dal chiederle se, poi, a Palermo, mi ritroverò anche il suo partito, l’UDC, vicino per portare aventi le giuste istanze.
Concordo con il Presidente DiGiacomo sul fatto che si vive una fase politica difficile, successiva all’era Cuffaro, condannato per fatti inerenti la sanità, ma quell’assessore, dei tempi di Cuffaro, è oggi assessore della giunta regionale di Crocetta, fortunatamente non fa l’assessore alla sanità.
Giusto quello che è stato detto in interventi precedenti, mi pare che nulla sia cambiato, la musica non è cambiata, forse è cambiato qualche orchestrale, di fondo il problema è sempre lo stesso.
E’ vero che questa diventa una distribuzione politica, che sta avvenendo in tutte le province.
Occorre andare a pesare quella che più che una rete ospedaliera sembra una rete politica dell’importanza di onorevoli, deputati e senatori nazionali che devono dare risposte sul territorio ai loro e alle loro città.
Questo non può essere accettato da chi vuol fare politica come servizio alla comunità tutta.
Altra cosa: io, presidente DiGiacomo, mi potrei vedere rispondere che queste sono le regole della Balduzzi, i tagli si devono fare, occorre la redistribuzione. Mi rivolgo a Lei non solo come esponente della maggioranza regionale ma anche come esponente della maggioranza politica nazionale : il decreto Balduzzi, secondo me, viene fatto da persone che, su un tavolo perfettamente piano, riorganizzano la distanza fra le città e i presidi ospedalieri, senza tenere conto della realtà della nostra regione.
Oggi per arrivare a Ragusa, da Messina, ho impegnato oltre 4 ore, per una nuova frana che ha interessato l’autostrada Messina – Catania, viviamo in una regione dove dovrebbe intervenire l’esercito per l’incapacità della politica regionale di affrontare i problemi. Oggi, invece, mi si dice che la Balduzzi è intoccabile, ma, invece, dobbiamo cominciare a toccarla perché la Sicilia è fuori da ogni parametro di civile abitazione di una terra.
Oggi Lei dice che nulla sembra da cambiare, tutto è perfetto, l’ospedale non è pronto, ma c’è tutto, non cambierà nulla.
Ma, allora, oggi, cosa siamo venuti a fare ?
Lei mi dovrà scusare, ma io, ancora una volta, non le credo, non credo più a chi, politicamente, ci viene a dire che le cose vanno tutte a posto, perché quando ci dite: “Intanto facciamo la rete ospedaliera, distribuiamo i servizi, dopo andremo ad assumere”, mi viene da chiedere quello che ci viene chiesto a noi del Movimento 5 Stelle, quando parliamo di reddito di cittadinanza: dove sono i soldi, dove sono le coperture finanziarie ?
Questi concorsi non si faranno mai, non ci sono i soldi, né Crocetta, né Gucciardi hanno mai parlato di coperture finanziarie, lo dovete dire, è grave, Lei ora interverrà per smentirmi, ma sarà la storia a darmi ragione.
La logica imporrebbe che, fino a quando non si fanno i concorsi, nessun servizio dovrebbe essere spostato, non si può prima delocalizzare, redistribuire i servizi, per poi rendersi conto che non ci sarà nessuna assunzione. Questo discorso delle assunzioni è da voi usato come cavallo di Troia per far passare la redistribuzione dei servizi sul territorio.
Io, ancora una volta, non mi fido e dico di più: per quanto riguarda il trasporto dei disabili, occorre dire che è un’altra situazione che non si è affrontata e non si affronta mai.
Voglio ricordare che l’allora assessore al bilancio, mi pare Bianchi, Luca Bianchi, scusate se ho difficoltà a ricordare i nomi dei tanti assessori regionali che si sono succeduti con cadenze semestrali, chiese di dirottare 500.000 euro della Legge su Ibla per il trasporto disabili, proposta che fu accolta alla politica come cosa meritoria. Ragusa, in quella occasione, mostrò di avere a cuore anche le sorti di altre città.
Occorre trovare una soluzione per chi vive condizioni di disagio e per le famiglie che sono impossibilitate a fare fronte ai bisogni per i quali deve, necessariamente intervenire la commissione sanità per trovare adeguati rimedi.”
Consigliere comunale Zaara Federico
“Grazie Presidente, Sig. Sindaco, buonasera agli onorevoli e ai cittadini. Più che da consigliere comunale parlo da cittadina, perché il diritto alla salute, secondo me, viene prima di ogni cosa. Mi riferisco, on.le Digiacomo, a quando lei, poco prima,. parlava di schiamazzi, di urla: qui non c’è nessuno che schiamazza, siamo solo arrabbiati, voi non curate gli interessi dei cittadini, voi fate gli interessi della politica.
Ho ascoltato attentamente il suo discorso, speravo che riuscisse a convincermi, ma non mi ha convinto per nulla.
Lei deve spiegare cosa ce ne facciamo di un ospedale per il quale sono stati spesi un sacco di soldi della collettività, per poi depotenziarlo. Chi dobbiamo sistemare, caro onorevole?
Io non ho fatto mai politica, sono un semplice consigliere comunale, sono al servizio dei cittadini, non faccio politica per camparci, voi politici con la politica ci campate da una vita.
Dico di più: oggi sono qui con noi le mamme di alcuni studenti disabili che, grazie a voi, non possono andare a scuola, perché non hanno né trasporto né assistenza.
Una proposta di legge di una esponente del Movimento 5 Stelle proponeva di dimezzare gli stipendi dei parlamentari per venire incontro a questo tipo di esigenze, ma voi deputati regionali di tutti i partiti non avete accolto la proposta.
Ma di cosa stiamo parlando, on.le Digiacomo ?”
Consigliere comunale Nella Disca
“Grazie per la parola, buonasera, mi rallegro che siamo in tanti, un grazie particolare per la presenza all’on.le Digiacomo al quale vorrei rivolgermi subito, per non dilungarmi su argomenti che sono stati già abbondantemente esaminati : chiederei, innanzitutto di fare maggiore chiarezza sulle modifiche al piano aziendale, soprattutto in ordine a quelle parti che hanno mostrato diversità di interpretazione.
Chiedo, altresì, di capire la logica delle modifiche, soprattutto in relazione al trasferimento nei locali del nuovo ospedale.
Lavorando, da anni, all’interno degli ospedali riuniti di Ragusa, ricordo che Malattie infettive non era presente nella pianta del nuovo ospedale, così come precisato dal nostro Direttore Sanitario, bensì era destinata ad andare a Ragusa Ibla, al Maria Paternò Arezzo.
Accolgo con piacere la sua richiesta di proposte e ne voglio fare due: considerare l’elemento fondamentale del nuovo ospedale, la centralità che è anche della città di Ragusa rispetto a tutto il territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria, centralità che, anche obtorto collo, si deve rispettare.
Esiste poi l’esigenza del rispetto dell’esistente, dei reparti che già ci sono e lavorano, delle professionalità, della gente che da oltre vent’anni lavora con dedizione e che attende sempre di essere gratificata e non certo messa da parte per calcoli che con la sanità hanno poco da spartire.
Questi, secondo me, sono due aspetti fondamentali che si devono tenere presenti in qualsiasi tipo di strategia.”
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