Oggi, sulle pagine del quotidiano la Sicilia si grida allo scandalo per la pubblicità di uno dei maggiori gruppi bancari italiani che ha voluto ricorrere alla stampa sui marciapiedi di Catania per informare e propagandare i suoi servizi.
Un mezzo usato, spesso, che, peraltro si esaurisce da solo dopo il ripetuto calpestio, ma che non è da molti condiviso se si tratta di occupare spazi comuni, possibilmente senza autorizzazione alcuna, come pare fosse questa pubblicità nella città etnea.
L’assessore al Decoro Urbano del Comune di Catania assicura che gli uffici non hanno rilasciato nessuna autorizzazione.
Vedremo cosa accade! Almeno che non vada a finire come a Ragusa, dove con le pubblicità abusive e l’affissione selvaggia il decoro urbano va a farsi benedire per la troppa benevolenza dell’amministrazione.
Nell’autunno scorso, avevamo segnalato il caso della squadra di calcio che ha affidato in gestione il campo ex ENAL e che aveva ritenuto opportuno coprire le inferriate dell’impianto su via Archimede, con antiestetici pannelli che dovevano evitare che i passanti assistessero alla partita, da fuori, senza pagare il biglietto.
Invece di ricorrere a dei teli amovibili si pensò di approntare un collage di tabelle pubblicitarie, nemmeno a misura della luce delle inferriate, che si pensò bene di sfruttare come spazi pubblicitari.
Nella mente degli ideatori di questa trovata scoppiò un incendio di idee, perché si pensò bene di esporre la pubblicità non verso l’interno dell’impianto ma verso l’esterno sulla via Archimede, così da trasformare il pannello in un impianto esterno fisso che diventava fruibile non solo durante le partite, per la presenza di pubblico, ma esposto all’esterno come un comune impianto pubblicitario.
La malafede degli ideatori di questa trovata che, al tempo, l’assessore allo sport, non considerava autorizzata e come tale da rimuovere, senza che, però, fossero stati predisposti gli opportuni adempimenti, è confermata dal fatto che, nonostante il campionato sia finito da tempo, i pannelli restano esposti, segnale che si vuole sfruttare l’opportunità da un punto di vista economico, senza che, nella convenzione di affidamento del campo, sia espressamente prevista la cosa.
Altra manifestazione di insensato menefreghismo per il decoro urbano è quello degli organizzatori di Birrocco che hanno tappezzato la città di locandine, senza il necessario bollo di vidimazione dell’ufficio affissioni, contribuendo a un inquinamento visivo che si aggiunge allo stato di degrado e abbandono di cassette postali, vetrine di locali commerciali sfitti e cabine telefoniche.
Un comportamento spiacevole, ancorché, come avviene di solito, addebitabile alla agenzia che si occupa della diffusione del materiale promozionale dell’evento, ma ascrivibile, in ogni caso alla responsabilità dei giovani organizzatori che non possono dare luogo a spettacoli di questo genere, indipendentemente dal pagamento o meno della tassa di pubblicità.
Anche altri organizzatori di eventi che hanno il patrocinio del Comune si avvalgono dello stesso metodo per pubblicizzare le loro iniziative.
È tempo di metter ordine in questo settore, dove si è intervenuto solo per la rimozione di qualche 6×3 abusivo, mentre si è lasciato campo libero ai fuorilegge per tabelle segnaletiche, affissioni selvagge e volantinaggio abusivo.
