di redazione
Magnifica e coinvolgente esibizione dell’artista ragusana che ha raccontato ‘L’amore ai tempi del colera’ di Gabriel Garcia Marquez, ad un anno dalla scomparsa dell’autore
“Non ero più io, non ero più là…mi sentivo in un altro tempo, le parole sgorgavano da me come il Rio della Magdalena e ho vissuto tra i momenti più belli più intensi più felici della mia vita sul palcoscenico. Vorrei ringraziare ogni singolo spettatore che mi ha accompagnato in questo mio viaggio folle di 2 ore e 20 senza staccare lo sguardo un solo istante.
“Miracoli dell’amore” come direbbe Florentino…non sarà facile per me scendere da quel battello fluviale.”
Le parole della protagonista, Federica Bisegna, sintetizzano l’intensità di una narrazione straordinaria che ha caratterizzato l’apertura dello spazio ex Ideal di Ragusa con “L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garçia Marquez, per la decima edizione della rassegna teatrale “Palchi Diversi”, inserita nel cartellone di “Ragusa in Fiore”, la rassegna di eventi di primavera promossa dall’assessorato alla cultura del Comune di Ragusa, guidato da Stefania Campo
L’attrice Federica Bisegna ha raccontato l’amore che Marquez ha descritto e ambientato in un paese dei Caraibi nel XIX secolo. Descrizioni di Marquez che suscitano emozioni particolari, che solo grandi artisti possono interpretare e far rivivere, le stesse che la storia di Fermina e Florentino suscitano dentro di noi.
Con l’apprezzata interpretazione dell’Ideal, Federica Bisegna può essere annoverata fra gli artisti che meglio hanno saputo rendere al pubblico la storia magica di Gabo, 140 minuti di straordinaria bravura narrativa che hanno saputo trascinare il pubblico fra le incantevoli atmosfere de “L’amore ai tempi del colera”, proiettando ciascuno nel Caribe, fra le 622 amanti di Florentino, tra i mille ripensamenti della rigida Fermina, gli sconvolgimenti della guerra civile e del colera, il viaggio d’amore sul battello con cui finalmente Florentino, dopo 51 anni, 9 mesi e 4 giorni è riuscito a coronare il sogno d’amore con la sua Dea Incoronata.
140 minuti di monologo che, alla fine, sono sembrati anche passati in un attimo, come quel mezzo secolo d’attesa del Florentino col quale, anche noi, scopriamo, con nostra somma gioia, “che è la vita e non la morte a non avere confini”.
Grazie a Federica per le due ore di narrazione, che hanno superato i minuti dei precedenti testi raccontati tra cui “Il Profumo” di Suskid, il “Cirano”di Rostand, il “Macbeth” di Shakespeare ed ancora “La tessitrice delle notti” da “Le mille e un notte”, “La favola dei saltimbanchi” di Ende.
Grazie a Vittorio Bonaccorso per la scelta delle musiche che hanno reso ancora più intensa la serata, dominata dall’estro narrativo dell’artista che possiede, forse solo lei, le particolari doti per creare le immagini man mano che il racconto viene ‘inventato’ perché frutto del ricordo della lettura che ha incamerato la storia. Una narrazione che ha superato i canoni del teatro di narrazione.
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