Grande successo per il Festival Ibleo della Tragedia Greca a Ibla

di redazione
Un’iniziativa, nata quasi per caso, un gemellaggio culturale, tra l’Istituto per il Dramma Antico e il quartiere barocco, voluto da Vicki e Costanza Di Quattro per avvicinare la cultura classica al nostro pubblico

Tre serate che hanno riscontrato un assoluto successo di pubblico e di critica, una iniziativa ‘nuova’ che le vulcaniche Vicky e Costanza Di Quattro hanno organizzato in maniera magistrale, sfruttando, con sapiente intuizione, alcune splendide location all’interno dei giardini privati di alcuni palazzi nobiliari di Ragusa Ibla.
Un mix perfetto di arte e di cultura, per un pubblico qualificato, una manifestazione che dovrà essere istituzionalizzata fra quelle deputate alla vera valorizzazione del quartiere barocco, resa ancora più autorevole dal sostegno convinto dell’amministrazione comunale che, nelle persone del Sindaco, Federico Piccitto, e del vice Sindaco, Massimo Iannucci, ha ben compreso la valenza degli appuntamenti.
A Ragusa Ibla, un primo gemellaggio d’eccezione tra il quartiere ibleo e la città aretusea, promosso dal Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla, che, da subito, ha trovato l’adesione dell’Inda, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, e il sostegno dell’Assessorato agli Spettacoli del Comune di Ragusa.
Un fatto straordinario, questo, perché, per la prima volta, le tragedie greche si aprono al territorio, “spostandosi” dal Teatro Greco, sede che da millenni le ospita, a luoghi carichi di storia e di fascino, come alcune delle perle del barocco di Ragusa Ibla in genere non fruibili al pubblico.
Esclusiva l’ambientazione della prima serata che ha certamente contribuito a creare un’atmosfera unica: il giardino privato del Palazzo Arezzo Bertini, antico palazzo nobiliare dal cui atrio si accede ad un’oasi ricca di agrumi. Tantissimi gli spettatori, alcuni dei quali, non avendo avuto la possibilità di accedere al giardino, hanno potuto comodamente seguire l’incontro su un maxi schermo all’interno del Teatro Donnafugata.
Giudizi unanimi per “3drammi3”, il festival ibleo della tragedia greca a Ragusa Ibla: emozionante, coinvolgente, interessante.
Già dalla prima serata, al Palazzo Arezzo Bertini di corso XXV aprile, il pubblico ha avuto modo di assistere ad un incontro diverso, nuovo, che ha saputo ben equilibrare le conversazioni dedicate alla “Fedra” di Seneca, in scena a Siracusa dal 23 giugno prossimo.
Focus di approfondimento alla presenza della protagonista Imma Villa, che insieme ad altri attori, ha parlato del ruolo e della sua prossima interpretazione all’interno della tragedia, discutendone insieme al regista Carlo Cerciello.
Presenti alla serata anche il commissario straordinario dell’Inda, Pier Francesco Pinelli, e il presidente dell’associazione Amici dell’Inda, Giuseppe Piccione, che hanno spiegato più da vicino la realtà delle tragedie greche di oggi, confrontandole con il passato e svelando anche interessanti particolari della “costruzione” di una rappresentazione.
La seconda serata, nel giardino di Palazzo Arezzo di Donnafugata, ha avuto come focus centrale l’inconsolabile dolore di “Elettra” e, al tempo stesso, la sua sete di vendetta nei confronti della madre, vissuti attraverso il racconto degli attori che interpretano la tragedia di Sofocle nel ciclo delle rappresentazioni al teatro greco di Siracusa.
Altro grande successo di partecipazione, all’interno di uno scenario assolutamente suggestivo, la possibilità di comprendere come si arrivi alla messa in scena di un grande spettacolo, come appunto la tragedia greca. All’interno di un teatro antico come quello di Siracusa, diventano imponenti le scenografie, fondamentali i costumi e perfette le interpretazioni.
A Palazzo Donnafugata sono stati ospiti del festival ibleo Pia Lanciotti, Massimo Venturiello, Jacopo Venturiero, Federica Di Martino, Gian Paolo Renello, Maurizio Donadoni, Maddalena Crippa, il presidente dell’associazione Amici dell’Inda, Giuseppe Piccione e la fotografa della Fondazione Inda, Maria Pia Ballarino. Hanno parlato, recitato alcune parti ma, soprattutto, conversato piacevolmente con in pubblico presente.
Anche per questo secondo appuntamento, è stato attivato un maxischermo, allocato all’interno di Palazzo Arezzo Bertini in modo da ospitare quanti non hanno trovato posto nel giardino di Palazzo Arezzo di Donnafugata.
Applausi e ampi consensi anche nell’ultima serata dedicata al festival ibleo della tragedia greca che si è sviluppato tra location da sogno, aperte eccezionalmente al pubblico per l’occasione per il racconto di tre tragedie antiche, attualmente nel calendario delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa.
Dopo “Fedra” di Seneca ed “Elettra” di Sofocle, l’“Alcesti” di Euripide al Giardino del Circolo di Conversazione, con la presenza dell’attrice protagonista Galatea Ranzi.
Come negli appuntamenti precedenti, l’analisi di alcuni brani tratti dall’ opera è stata accompagnata da commenti, conversazioni e interventi da parte dei membri dell’Istituto nazionale del dramma antico e degli Amici dell’Inda che hanno spiegato l’evoluzione delle tragedie nel tempo. Per l’ultimo appuntamento sono intervenuti Galatea Ranzi (Alcesti), Danilo Nigrelli (Admeto), Stefano Santispago (Eracle), Ludovica Modugno (Nutrice).
C’erano anche gli infaticabili Gian Paolo Renello e Giuseppe Piccione intervenuti per le tre serate.
Raggiunto quindi il duplice obiettivo delle ideatrici e organizzatrici del festival, sdoganare lo stereotipo secondo cui la cultura classica non è alla portata di tutti e al tempo stesso aprire al pubblico quelle che sono alcune delle bellezze architettoniche simbolo del centro storico ibleo.
Lo si è fatto anche grazie al sostegno arrivato dall’ Assessorato agli Spettacoli del Comune di Ragusa, come ricordato, nei vari appuntamenti, alla presenza del sindaco Federico Piccitto, del vicesindaco Massimo Iannucci e del presidente del Consiglio comunale, Antonio Tringali.
Grande soddisfazione quindi da parte delle curatrici di questa prima edizione: “È stata un’esperienza eccezionale – hanno commentato – perché, per la prima volta, l’Inda si è aperta verso un territorio diverso da quello di Siracusa, attestazione questa della grande stima e dell’interesse mostrato nei confronti di questo progetto.
Da parte nostra, ringraziamo l’Inda ma un riconoscente ringraziamento va al Comune di Ragusa che ha creduto immediatamente in questo progetto, ringraziamo il pubblico che ha apprezzato e siamo già pronte a programmare la seconda edizione.
Abbiamo già delle idee che cercheremo di mettere in campo, coinvolgendo anche i nostri giovani”. 
Significativo il commento di Clorinda Arezzo, che ha collaborato all’organizzazione, nella parte in cui ha rilevato la grande opportunità di crescita collettiva per la città, con un appuntamento “soltanto” culturale, rivelatosi un evento che ha mostrato la vivace effervescenza e la notevole sete di cultura di una società troppo spesso tacciata di torpore.

Anche dal palazzo comunale arrivano positivi commenti.
“Un gemellaggio culturale di successo – ha dichiarato il vicesindaco Massimo Iannucci – a cui l’Amministrazione comunale, con in testa il sindaco Piccitto, ha creduto sin dall’inizio, con l’auspicio che possa divenire un appuntamento fisso tra le iniziative culturali della città.
Per questo abbiamo concesso il Patrocinio e partecipato con un contributo che ha assicurato l’ingresso gratuito agli spettatori”.
Anche il presidente del Consiglio Comunale, Antonio Tringali, ha voluto esprimere un ringraziamento a Vicky Di Quattro Jacono e a Costanza Di Quattro, e a Clorinda Arezzo.
“Prima di tutto un pensiero di gratitudine, per un evento che ha animato, con eleganza, il fine settimana a Ragusa Ibla.
Appuntamenti culturali di notevole spessore, sapientemente organizzati anche per far conoscere splendide realtà del nostro patrimonio architettonico, che hanno avuto il merito di avvicinare alla cultura classica che non è affatto dimentica o superata dalla comunicazione 2.0.
Significativa l’iniziativa di privati cittadini che hanno offerto alla città una brillante idea per promuovere, attraverso la Cultura, il nostro territorio, un modello di grande successo per una sinergia pubblico-privato che può offrire grandi spunti per una crescita reale della città e della collettività.”
Anche da parte del Presidente del Consiglio Comunale l’auspicio che l’iniziativa possa essere istituzionalizzata fra quelle di spicco del panorama culturale locale, a beneficio di una città che ha le carte in regola per essere incubatore di cultura e di conoscenza.

Oltre al sostegno del Comune di Ragusa, il festival è stato realizzato con il supporto dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, dell’Associazione Amici dell’Inda, con la collaborazione del Circolo di Conversazione e dall’Associazione ‘A Porte Aperte’.

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