Come i grandi circhi spettacolo in due serate

Terzo appello, 21 presenti all’apertura di giovedì 26 ottobre con contorno di residenti della contrada Puntarazzi ed esponenti dell’associazione Pericentro, capitanati da Peppe Calabrese e da altri esponenti del PD che hanno abbracciato la causa dei residenti delle contrade.

Una seduta che ha offerto ogni possibile spettacolo di indifferenza al senso dell’istituzione, per usare un eufemismo.
Alla luce dei fatti, relativamente ai fondi prima stanziati e poi dirottati per la fognatura della contrada Puntarazzi, occorre ribadire la verità per dare il senso della dignità di quanti hanno osato offendere l’istituzione Consiglio Comunale con uno spettacolo a metà fra il comico e il provocatorio.

Il Sindaco, Federico Piccitto, a suo tempo, prese l’impegno, con i residenti di Puntarazzi, per inserire in bilancio la somma di 1 milione di euro per i lavori della fognatura della contrada.
Impegno che fu mantenuto dal primocittadino, forse anche per il rapporto fluido con l’assessore al bilancio che si trovò d’accordo per la misura.
Nessuno ha il coraggio di spiegare ai cittadini istanti che è del tutto inutile chiedere un colloquio per avere spiegazioni, perché quello che doveva fare lo ha fatto, è stato il consiglio comunale, sovrano, a dirottare le somme per altre emergenze, in piena legittimità, con il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti, evidenziando che proprio i consiglieri del PD, assieme ad altri consiglieri di opposizione, erano assenti, invece di opporsi all’emendamento.
Interventi farneticanti di quanti hanno voluto strumentalizzare la protesta, con parole e atteggiamenti al limite della lesione mentale, continuando a chiedere un colloquio con il sindaco nonostante fosse stato specificato che fosse assente o, comunque, indisponibile per un incontro.
Presente alla seduta il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Maurizio Stevanato, che si è dichiarato disponibile a spiegare le motivazioni dell’emendamento, ma nessuno ha chiesto spiegazioni a conferma che c’era solo voglia di fare casino, insistendo su un incontro con l’amministrazione, ben consapevoli dell’assenza dei rappresentanti richiesti.
Spazio allora alla bagarre, provocatoriamente alimentata dal consigliere Chiavola e da un pubblico indisciplinato, irrispettoso dell’istituzione e sobillato dai rappresentanti del PD, con in testa Peppe Calabrese, nella veste di animatore dell’associazione che riunisce i residenti delle contrade.
C’è voluto l’intervento della Polizia Municipale e degli agenti di polizia della DIGOS per riportare l’ordine in aula, anche se tardivamente, per l’eccessiva prudenza del Presidente del Consiglio che, pure, è stato accusato, da chi ha organizzato la protesta, di avere gestito male la situazione.
Tutte le valutazioni sono buone, si dovevano sospendere i lavori e denunciare chi non permetteva il regolare svolgimento della seduta, espellendo chi si permetteva di tenere un comportamento, con parole e atteggiamenti, non consono all’aula.
Il trattamento troppo permissivo dedicato a questo tipo di proteste ha, ormai, fatto degenerare ogni tipo di legittima protesta nella più assoluta inciviltà pervasa da assoluta mancanza di ogni minimo senso di educazione civica.

La seduta è stata dominata dal primo intervento, per mozione, del consigliere Chiavola che ha innescato le provocazioni, chiedendo una sospensione perché i residenti delle contrade avessero potuto interloquire con l’amministrazione, con il sindaco o il vice sindaco che però non ci sono.
Morando interviene per dissentire perché i residenti che intervengono e disturbano sono venuti per un colloquio gli amministratori e non è giusto bloccare i lavori.
Il pubblico non è autorizzato ad intervenire, ma tiene un atteggiamento disdicevole e provocatorio, Morando auspica che ci sia solo l’intervento dei consiglieri di riferimento del PD.
La consigliera Nicita chiede la sospensione, considerato le mancate risposte dell’amministrazione e cita una interrogazione appunto su Puntarazzi, del 4 ottobre 2016, ma queste cose non vengono divulgate e se ne ha notizia solo incidentalmente.
Contesta la decisione di Stevanato e stigmatizza l’approvazione del Consiglio comunale.
Inizia la bagarre fra Lo Destro e il pubblico, spettacolo indecente, mai visto, il Presidente eccede nell’esitare a chiedere l’intervento della Polizia Municipale.
Elementi del partito democratico che addirittura si permettono di dare del fascista a Lo Destro, altri del pubblico che pretendono di parlare in quanto dirigenti del PD, al limite della comicità.
L’assessore Leggio, dai banchi dei consiglieri, sottolinea la genesi dell’emendamento che ha limitato i fondi per la fognatura di Puntarazzi, evidenziando che alla votazione relativa i consiglieri del PD erano assenti e non hanno sostenuto per nulla la misura che era stata inserita a favore di Puntarazzi.
La consigliera Migliore evidenzia che anche recentemente, per un atto a favore delle contrade, i consiglieri PD non erano in aula.
Segue uno spettacolo inenarrabile, che, inopinatamente, una inspiegabile direttiva dirigenziale, impone che non sia ripreso dalle telecamere interne che non devono riprendere questo tipo di avvenimenti in aula.
La Migliore riprende il suo intervento e chiede di far intervenire il sindaco, mentre qualcuno inveisce contro i consiglieri additandoli come buffoni.
Mirabella punta l’attenzione sul problema, sottolineando lo scarso rispetto e la scarsa educazione di qualcuno.
Maurizio Tumino ribadisce che i fatti confermano l’assoluta inadeguatezza a governare dell’amministrazione che chiude le porte alle istanze della gente, animata da rabbia e sobillata da gente che vuole strumentalizzare la rabbia.
Tumino e il suo gruppo hanno sottolineato le esigenze delle contrade, ma di tutte le contrade: oggi Calabrese si fa interprete delle istanze ma non lo fece quando lo poteva fare come consigliere, opponendosi all’ex sindaco con il quale oggi va a braccetto per sostenerlo in campagna elettorale.
Sottolinea ancora il pronunciamento del 6 luglio dove furono adottate queste scelte a danno di Puntarazzi, lui e il suo gruppo furono gli unici ad opporsi all’emendamento di Stevanato ed evidenzia come tante sospensioni dei lavori, per gente che protestava, sono finite nel nulla.
Il presidente del Consiglio mette ai voti la sospensione mentre Calabrese dal fondo dell’aula minaccia l’occupazione.
Il consigliere Lo Destro sollecita una risposta dell’amministrazione ed evidenzia che forse nemmeno si poteva indirizzare una misura come quella messa in bilancio su una sola contrada.
Giorgio Massari solleva la necessità di tutelare dignità del consesso e quella degli istanti, riafferma la validità delle decisioni del Consiglio, ricercando il senso della mozione per dare rispetto alla domanda attraverso una breve sospensione. Sospensione non come sfida ma come rispetto della dignità.
Il capogruppo 5 Stelle, Maurizio Stevanato, firmatario dell’emendamento, si rende disponibile per rispondere agli istanti.
Votazione, 13 NO, 2 astenuti, 12 SI, la richiesta di sospensione viene bocciata, ancora una volta, come per il bilancio viene dimostrata l’inconsistenza e l’inadeguatezza di opposizioni che riescono solo a fare casino, senza nulla di costruttivo per la città, solo perdite di tempo, sedute doppie per doppio gettone e doppia giornata di vacanza, senza nessun benpensante che abbia voglia di emarginare i più indegni di far parte del civico consesso.
Comportamento riprovevole anche dopo l’esito della votazione, il Presidente chiede l’intervento della Polizia Municipale, ancora una volta la presenza in Comune della Polizia per calmare gli animi dei più esagitati, mentre continua l’insulsa disposizione di non riprendere la bagarre in aula, una misura, forse, sollecitata dagli stessi consiglieri comunali che, almeno, hanno il ritegno di evitare la mostra delle loro gesta infime.

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