Le opere pubbliche al centro dell’attenzione dell’amministrazione Cassì, comunicazione su facebook incentrata su lavori anche minori, per il sindaco il settore destinato a cambiare il volto della città.
Non c’è la stessa cura comunicativa per il lavoro di altri assessorati, che curano il welfare, il verde, i conti del Comune, i tributi, le scuole e la pubblica istruzione, gli spettacoli, le politiche giovanili, tanti settori che direttamente afferiscono alle esigenze della gente.
E si deve dire che nel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica aspetti importanti sono totalmente fermi, da quattro anni: piano regolatore, piano particolareggiato per il centro storico, contrade prive di fognatura, e di altri importanti servizi.
Ma per questo sindaco la riqualificazione di un sentiero storico o il nuovo volto dell’area dell’ex scalo merci, della vallata Santa Domenica, la valorizzazione delle Latomie di Cava Gonfalone saranno il futuro della città.
Poco o nulla è stato fatto di tutto quanto specificato nel programma elettorale, ci salviamo solo grazie alla progettualità avanzata che ha fatto trovare pronti gli uffici per inoltrare progetti cantierabili che possono ricevere gli ingenti fondi a diposizione nell’attuale momento post pandemico.
Che fine avrebbe fatto Ragusa senza la pandemia, senza i fondi del PNRR, in verità ancora, in gran parte da verificare, senza l’eredità di Agenda Urbana, sarebbe tutto da scoprire.
La comunicazione del sindaco non perde tempo a selezionare interventi di completamento su opere incompiute del passato, si enfatizza il poco che si è fatto, si attendono le risposte per importanti finanziamenti
Nei giorni scorsi, a Marina di Ragusa, la consegna parziale della prima vera opera di questa amministrazione, non potendo considerare la pista ciclabile orientale una vera e propria opera pubblica degna di rilievo.
La riqualificazione dell’area di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, costituisce non solo la realizzazione di un importante impianto sportivo polivalente, ma il segnale di una inversione di rotta di una amministrazione che vuole completare tutto quello che avrebbero dovuto fare precedenti amministrazioni ed eliminare incompiute
Ma non è tutto oro quello che luccica, perché per questo progetto si era partiti da un costo di 800.000 euro, si è arrivati a 1.400.000 euro e si scopre che per completare la club house, originariamente compresa nel progetto generale, si dovrà ricorrere al project financing, con tempi e con esiti tutti da scoprire.
Un successo quello di via delle Sirene, ma parziale.
In corso d’opera altri importanti lavori che sono testimonianza dell’inversione di rotta di cui si parlava, la ricostruzione dell’ex cinema Marino, la ristrutturazione dei locali della ex biblioteca in via Matteotti, il completamento del progetto per le Latomie di Cava Gonfalone, per il resto solo progetti del passato che aspettano gli auspicati finanziamenti.
Siamo in attesa della metroferrovia, per la quale molto devono fare le ferrovie, ma è un progetto delle precedenti amministrazioni, stanno per partire i lavori di riqualificazione dell’area dell’ex scalo merci, iniziativa questa ascrivibile a Cassì che ha colto al volo l’opportunità di acquisire l’area.
Con i fondi del PNRR dovrebbero essere avviati i lavori per il Polo fieristico, per la riqualificazione di Villa Moltisanti, per la riqualificazione e la funzionalizzazione della Vallata Santa Domenica, una nuova struttura sportiva nell’area della scuola dello sport, una struttura per gli scacchi e il bridge, la riqualificazione dello stadio Selvaggio.
Fortunata, ma non ci ha messo niente questa amministrazione se arriveranno fondi per completare la casa protetta di via Berlinguer, o se la Scuola dello Sport, di proprietà della Provincia, sarà passata al Comune, secondo accordi ancora non ben definiti.
Fondi a pioggia per i sentieri storici riportati a nuova vita, belli ma non essenziali per la vita dei cittadini che certo non li percorreranno abitualmente.
Per il resto, al momento, non si intravedono grandi realizzazioni, l’ordinario e il dovuto sono spacciati per importanti opere: citare il completamento di piazza del Popolo appare imbarazzante, peraltro dopo molto tempo dall’insediamento e con ritardi notevolissimi nella consegna, come del resto per l’impianto di via delle Sirene, dare in comodato i locali di Carmine Putie o di via del Mercato o del City costituisce una sconfitta per le politiche dell’amministrazione, non certo un vanto per averli affidati a chi li riporta in vita.
I pozzi ASI ceduti al Comune in virtù di una legge regionale non sono una strategia dell’amministrazione, anche le opere di collegamento ai serbatoi in crisi sono solo il dovuto per assicurare i servizi.
Ordinaria amministrazione, ma questa amministrazione vuole far apparire tutto come grande realizzazione.
Considerare la dovuta messa in sicurezza delle facciate della biblioteca comunale, realizzata sempre con enorme ritardo, non è opera da citare, nemmeno perché si è eliminata la riduzione della sede stradale. E solo il dovuto, che si sarebbe dovuto realizzare molto prima.
Mettere in funzione il potabilizzatore di Camemi, con enormi ritardi, distingue, certo, questa amministrazione da altre ma non si può vantare come realizzazione importante di questa amministrazione, come pure spostare un denitrificatore da un sito dove era inutilizzato, non è certo una impresa, peraltro dopo sollecitazioni delle opposizioni.
Quando saranno realizzate, importanti le opere sulla pista ciclabile del lungomare Bisani e ai Canalotti di Punta Braccetto, che si tratti di propaganda lo testimonia il fatto che si enfatizzano anche lavori minori, come il marciapiede di viale ColaJanni, peraltro realizzato con i fondi della metroferrovia e ignorando le necessità dei disabili, mentre non vengono citate, né enfatizzate le spese per l’edilizia scolastica, ritenendole, forse, di non grande impatto sull’opinione pubblica, ma anche queste obiettivo di mirate politiche nazionali con relativa elargizione di cospicui fondi.
Il tutto in un contesto di enormi rilievi per le tante criticità che ormai abbondano in città: riqualifichiamo i sentieri storici, dove non passerà nessuno se non per una occasionale passeggiata, lasciamo nel più totale abbandono gli ingressi della città, dove erbacce e sterpaglie la fanno da padrone.
Le minidiscariche in centro abitato non si contano, pur avendo speso ingenti somme per riasfaltare le strade cittadine, molte vie centrali sono in condizioni pessime, tali da renderle impercorribili.
Si è riusciti a mettere il bastone tra le ruote ad importanti progetti di edilizia commerciale per dare sfogo alle smanie ambientaliste con le quali il popolo non mangia.
Alla fine del mandato, ormai prossima, si potrà stilare un primo bilancio, ma non ci saranno grandi numeri e grandi opere completate.
Sarà l’occasione e l’opportunità per chiedere una proroga della fiducia per altri 5 anni, forse, tutto è studiato in funzione di questo.
