Hotel California

La metafora della canzone degli Eagles, della metà degli anni 70 del secolo scorso si adatta alla storia attuale di Palazzo dell’Aquila e di questa sindacatura, allora una canzone “sull’oscura vulnerabilità del sogno americano” come definita da uno degli autori, una allegoria dell’edonismo e dell’autodistruzione dell’industria musicale della California di quell’epoca, oggi la fine del sogno del cambiamento che per la seconda volta gli elettori avevano cercato in un nuovo sindaco.
Un nuovo sindaco che, nonostante tutto, mantiene vivo il sogno, favorito da condizioni contingenti e da sostegni esterni che rafforzano la sua posizione, almeno sotto l’aspetto dell’immagine, ultimi dei quali il positivo giudizio di congruità per la cittadella giudiziaria a Palazzo Tumino, annunciato dal Presidente del Tribunale durante la cerimonia per la fine del suo mandato, e l’annuncio di un ennesimo ‘regalo’ da parte del governo Musumeci che avrebbe deliberato per un finanziamento di circa 700mila euro per la manutenzione e la riqualificazione dell’area del foro Boario destinato alla Fiera Agricola.
Per quest’ultima iniziativa di sostegno, va notato che non si tratta direttamente del punto del programma elettorale riguardante l’istituzione di un polo fieristico, come qualcuno vorrebbe far credere, ma tutto fa brodo se considerato assieme ai fondi per piste ciclabili, parcheggi, metroferrovia, lungomare e qualche altro spicciolo erogato dal governo Musumeci, gesti per cui si deve sempre ringraziare, ancorché minimali rispetto all’impegno dello stesso Presidente per altre zone della Sicilia e del catanese in particolare.
Il Sindaco Cassì va avanti, non spedito, ma come un treno sulle rotaie, infastidito ma per nulla intimorito, da opposizioni inesistenti o pronte per future alleanze, con una macchina comunale saldamente nelle mani di un apparato dirigenziale che costituisce un blocco granitico, di grande competenza in molti casi e di grande autonomia decisionale che influenza non poco la vita di palazzo.
L’Hotel California vede protagonisti, poi, uno stuolo di collaboratori e persone di fiducia del sindaco, spesso palesemente inadeguati, una squadra assessoriale troppo asservita ai voleri del primo cittadino, e una consiliatura che, ancora una volta, dopo l’esperienza Piccitto, non fa esultare il Sindaco per competenza e capacità di svolgere il proprio ruolo con maturità.
Ulteriore riprova di questo mondo ovattato, dove tutto appare, o si vuole far apparire, perfetto, è il consiglio comunale; durante l’ultima seduta sono emerse parecchie delle criticità che costituiscono i segnali di tossicità che non sempre vengono a galla con buona evidenza
Cominciamo dalla farsa del numero legale che una maggioranza irrequieta non vuole sempre assicurare, se non altro come immagine per la città, numero legale che, però, è positivo non mantenere quando è arrivato l’orario di cena.
Niente rimane di quelle compagini di consiglieri comunali che affrontavano l’aula fino alle prime luci del mattino, con questa maggioranza, in particolare quando è ora di cena, non si discute, si deve tornare a casa, ma i capigruppo si ostinano a mettere 6 punti corposi all’Ordine del Giorno delle sedute.
Poi, c’è la questione dello streaming, che coinvolge anche le commissioni, che nessuno, né maggioranza, né amministrazione, né dirigente, né funzionari vogliono risolvere, per tutti un optional scomodo, gestito a fatica.
Sedute di consiglio comunale, ormai canonicamente iniziate con almeno mezzora di ritardo che non vengono riprese dall’inizio, spesso impossibile seguire l’appello, peraltro negato a gli ascoltatori da un audio ambientale e non collegato al sistema audio dell’aula, collegamento interrotto per la sospensione ma non più ripreso, così da non consentire la visione della ripresa dei lavori e dell’annuncio del rinvio della seduta o della mancanza del numero legale alla ripresa dei lavori, al netto dei mercanteggiamenti poco decorosi su chi avesse dovuto accollarsi la responsabilità di far mancare il numero legale.
Ma anche per le commissioni, streaming non considerato, per restare alle ultime sedute, il collegamento della quarta commissione si interrompe alla sospensione, per la registrazione in archivio della seduta della sesta commissione occorre segnalare la mancanza agli uffici.
E le criticità di questo tipo non sono nuove ma più volte evidenziate.
Poi si va in aula, si comincia dalle comunicazioni, in settimana, attraverso i comunicati stampa dei consiglieri di opposizione e dei partiti di alcuni di essi, si ha un quadro apocalittico della situazione in città: emergenza idrica, asfaltatura delle strade, ritardi nella consegna dei lavori, emergenza rifiuti, erbacce e sterpaglie dappertutto, spiagge del litorale comunale abbandonate, periferie abbandonate, emergenza urbanistica.
Come per incanto, all’Hotel California, tutto viene dimenticato, quando si è dentro il parlamentino tutto svanisce, toni soft, ben lontani dagli apprezzamenti dei comunicati stampa, quando addirittura non ci sono precisi endorsement per l’attività dell’amministrazione.
Nessuno mette lingua nemmeno sulla tragicomica, ma non per questo non importante, vicenda delle sostituzioni nelle commissioni, di cui ci occupiamo in altra parte del giornale, anche di fronte a palesi e dichiarate violazioni del regolamento, nessuno si vuole intromettere, si preferisce godere di questo paradiso virtuale godendo appieno del mandato, nella speranza, malcelata, di riuscire a essere rieletti, per continuare la politica del nulla.
Se maggioranza e opposizione dovessero presentare un bilancio dell’attività, alla fine dei 5 anni, sarebbero documenti, di certo, esilaranti.
Nella seduta, sdoppiata, di importante, l’approvazione del nuovo piano TARI, magistralmente, come al solito, esposto e illustrato dall’assessore Iacono, e il nuovo regolamento dei dehors, anche questo illustrato bene, nei suoi principi ispiratori e in quelli tecnici, dall’assessore allo sviluppo economico, Licitra.
Un regolamento, quello per i dehors, frutto di un innegabile enorme lavoro dell’assessore, dei tecnici, degli uffici, indispensabile ancorché troppo cavilloso e severo in alcuni punti, ma il settore impone, in ogni caso, regole certe, stante l’impossibilità di autonomia decisionale di chi governa sulle singole scelte degli esercenti. Un regolamento che andrà in vigore dal 2022, per far smaltire i postumi dell’emergenza covid, che, a questo punto, poteva essere affidato alla nuova amministrazione che si insedierà nel 2023, che potrebbe decidere per regole più o meno stringenti.
Dal piano TARI è emerso un quadro che rappresenta, intanto, l’accuratezza della gestione Iacono, dove nulla è lasciato al caso, atto presentato nei tempi di legge, che non ha avuto rilievi dai consiglieri di opposizione, che presenta una sostanziale riduzione del peso tariffario sull’utenza, grazie anche alle agevolazioni studiate e messe in atto per alcune di categorie. Dall’atto, è venuto fuori, per la prima volta, l’importo che deriva dai materiali differenziati, di circa 700.000 euro, somma che andrà condivisa con gli operatori ecologici in termini di premialità per i traguardi raggiunti nella differenziata, somma che già per il 2020 raggiungerà la cifra di un milione di euro. Parimenti viene fuori, di pari importo, l’altro costo per la bonifica straordinaria delle discariche abusive formate per l’abbandono indiscriminato di rifiuti in città e lungo le strade extraurbane.
In pratica, fenomeno paradossale, tanti si prende dai materiali differenziati dagli utenti, plastica, vetro, cartone, somme di cui l’utenza non gode, mentre deve sostenere, come costi generali, quelli delle bonifiche per riparare all’inciviltà di alcuni concittadini.

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