Ormai è assodato, i 5 Stelle al Consiglio Comunale di Ragusa sono stati assaliti dalla disperazione da sconfitta, la stessa che affliggeva le opposizioni nel quinquennio precedente e sortiva ogni tipo di attacco, spesso senza fondamento, all’amministrazione grillina.
Una strategia che ha dato frutti che sono sotto gli occhi di tutti, con la cancellazione di buona parte di quelle opposizioni che si illudevano di mandare a casa gli amministratori e che invece sono stati restituiti, quasi tutti, agli affetti familiari.
I 5 Stelle attualmente al Consiglio Comunale rappresentano quel che resta delle divisioni interne fra correnti, meetup e dissidenti vari: dopo 7 mesi di totale immobilismo e indifferenza per tutte le mosse politiche della nuova amministrazione, ampiamente preferita alle proposte elettorali pentastellate, c’è un risveglio di questi grillini che intendono acquisire credibilità e visibilità all’interno dello stesso movimento, come risulta da ammissioni provenienti dall’interno del Movimento.
Atteggiamenti scomposti, attacchi personali al primo cittadino, atteggiamenti non consoni al ruolo istituzionale rivestito, strategie politiche tutte da interpretare, incomprensibili anche all’interno dello stesso Movimento, come sottolineato da autorevoli esponenti dello stesso.
Oggi c’è un attacco alla Presidenza del Consiglio per supposto mancato rispetto delle regole.
Cosa sarebbe accaduto? Cosa è accaduto in effetti?
Seduta del Consiglio Comunale di giovedì 31 gennaio, dedicata ad una serie di ordini del giorno e atti di indirizzo presentati nei mesi scorsi, una seduta che si è trascinata stancamente, anche per l’assenza del presentatore degli stessi atti, molti dei quali sono stati rinviati, per l’ennesima volta, sempre per assenze del presentatore, pochi discussi dal cofirmatario, nella fattispecie il consigliere Chiavola.
Esigua la presenza delle opposizioni in aula, il solo Chiavola e il consigliere del Movimento 5 Stelle Gurrieri, c’era anche il consigliere Iurato, ma definirlo opposizione sarebbe un’offesa, come peraltro sancito dal suo Movimento di appartenenza, Ragusa Prossima.
Alla votazione del punto 7, l’atto veniva bocciato con 12 voti contrari e un solo a favore: erano presenti 12 consiglieri della maggioranza e il solo Chiavola per le opposizioni, Gurrieri e Iurato avevano abbandonato l’aula.
Dall’esame della votazione era chiara la presenza del numero legale, ma per un errore al tavolo della Presidenza si sospendeva la seduta considerando, erroneamente, la presenza di soli 12 consiglieri.
Si capiva subito che qualcosa non funzionava e un rapido conteggio dei consiglieri, tutti rimasti in aula, faceva emergere l’errore, per cui il Presidente continuava la seduta e procedeva alla chiusura della stessa dopo la richiesta di rinvio dell’ultimo punto all’Ordine del Giorno.
Ai grillini, quelli stessi che non erano stati presenti alla seduta, dopo un nottata di riflessione, non è sembrato vero sollevare un caso: guarda caso, saputo per televisione o per lo streaming che la seduta sarebbe stata interrotta per mancanza di numero legale, si presentano tutti dopo un’ora ai cancelli di palazzo dell’Aquila che trovano chiusi.
Appurato l’inghippo, nonostante la presenza degli agenti che avrebbero dovuto svolgere il servizio in aula, stranamente allontanatisi anche loro e ritornati, non denunciano subito il fatto, non dicono chi sono i vigili, non riempiono i social di post come sono soliti fare, ritornano a casa e nella mattinata successiva concretizzano la strategia: fatto grave quello accaduto, mancato rispetto delle regole in aula, se il Presidente Ilardo non è in grado di garantire tutti si dimetta, occorre convocare la conferenza dei capigruppo per salvaguardare il ruolo dei consiglieri comunali, mancato rispetto delle più semplici regole istituzionali.
Secondo i grillini si è concretizzata una mancanza di rispetto istituzionale che sta tra l’altro rischiando di sfociare in una sorta di anarchia e di completa assenza delle regole.
Hanno ragione solo quando affermano che il passato stia ritornando a bussare con prepotenza, nel senso che stanno ripercorrendo le fasi della più becera opposizione che hanno subito per 5 anni.
Legittime solo le richieste di spiegazioni, non escludendo che le procedure possano aver suscitato qualche perplessità e che potrebbero essere sottoposte a revisione, ma considerato che c’è sempre un Segretario Generale che presiedé alla seduta, che si è trattato di un mero errore di trascrizione di una votazione regolarissima, sotto gli occhi di tutti, che lo stesso Presidente non è, in ogni caso, direttamente responsabile dell’errore, sembra eccessiva la teatralità di gente che è intervenuta per la commedia senza che prima fosse stata in aula.
Se sono in vena di controllare, i grillini vadano a rivedere lo streaming dei lavori della VI Commissione di venerdì 1° febbraio, quando il loro esponente Gurrieri ha continuato il suo intervento nonostante mancasse, in quel momento, il numero legale, per la presenza al tavolo di soli 4 consiglieri.
Ma forse non era il caso di perdere l’occasione dell’intervento, in presenza di ospiti esterni, invece di chiedere la chiusura della seduta.
Per le dimissioni richieste, rimane solo da ridere come ridevano Piccitto o Martorana, a ragione, alle farneticazioni delle opposizioni del tempo, quando il nulla ne chiedeva il ritiro a vita privata.
