Irriducibili i 5 Stelle nel questuare coinvolgimento, ora anche nell’emergenza. È un chiodo fisso quello delle opposizioni, e dei 5 Stelle in particolare, di ottenere partecipazione nella gestione della cosa pubblica e, segnatamente, quando ci sono rapporti con l’elettorato.
Non si comprende, poi, perchè questo non avveniva sotto la gestione grillina e dovrebbe avvenire ora.
Quel che risulta stucchevole è che, nonostante i ripetuti appelli, dall’inizio della sindacatura, le richieste non si limitano a reiterare la disponibilità alla collaborazione, ma insistono per un coinvolgimento che amministrazione e maggioranza consiliare nemmeno si sognano di pensare.
Nell’ultimo appello, il consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, coadiuvato dalla dialettica pomposa e artefatta delle grandi occasioni, chiede che i consiglieri comunali siano coinvolti nelle operazioni di assistenza ai nuovi bisognosi, un tentativo di acquisire visibilità, facendo constatare, alla gente, che si conta qualcosa, anche all’opposizione.
Non manca la solita ‘spalmata’ per il grande lavoro svolto dagli operatori del settore Servizi sociali del Comune, ufficio sempre elogiato da Firrincieli, come sottolinea lo stesso, uomini e donne che spesso riescono a colmare, con le dovute risposte e con la dovuta empatia, le esigenze degli assistiti, ai quali va tributato il pubblico elogio unitamente a quello per le capacità del dirigente dott. Scrofani.
Un settore peraltro impegnato, secondo i 5 Stelle, “pur nell’assenza, di fatto, dell’assessore Luigi Rabito, impegnato h24, come sappiamo, nella sua qualità di medico, a fronteggiare l’emergenza e a cui va la nostra attenzione e solidarietà assieme a tutto il resto del personale sanitario della nostra città che si trova in prima linea”
Ma in questo diluvio di elogi non può mancare il forte richiamo, rivolto al presidente del civico consesso, sul ruolo di centralità del Consiglio comunale.
Per Firrincieli, si “deve fornire quanto più aiuto è possibile alla cittadinanza. Ma questo può accadere soltanto se si forniscono informazioni univoche, restando uniti.
Il presidente Ilardo si faccia carico di interpretare una sentita esigenza dell’intero civico consesso, quella di volere dare una mano in una situazione molto difficile e complessa.”
“Tra l’altro, aggiunge il capogruppo pentastellato, i componenti del Consiglio rivendicano la propria funzione, essendo stati eletti dal popolo, di pubblici ufficiali.
Siamo, insomma, a stretto contatto con la popolazione e se c’è un momento, più di altri, in cui è necessario mettersi a disposizione, direi che è proprio questo.
Chiedo, dunque, con forza e determinazione al presidente del Consiglio comunale che lo stesso si faccia parte attiva nel fare in modo che i consiglieri possano essere coinvolti nelle varie pratiche di aiuto e sostegno alla cittadinanza, rispondendo, perché no, alle chiamate d’aiuto o dandosi perfino da fare per la distribuzione dei pacchi alimentari o dei buoni spesa.
Questa richiesta la faccio certo di interpretare una necessità anche degli altri gruppi consiliari.
In questo momento non ci sono colori politici che tengano. Dobbiamo essere tutti pronti a scendere in campo”.
Prima di concludere, il grazie enorme alla Caritas diocesana per quanto riguarda l’attività di aiuto alle famiglie in difficoltà, nel ruolo di braccio operativo, con il supporto della protezione civile, che i 5 Stelle ringraziano oltre alla polizia locale, il cui impegno è straordinario, a maggior ragione per i controlli chiamati ad espletare durante un fine settimana particolare.
Un’ultima sollecitazione, a ridosso della Pasqua, perché sarebbe più importante essere in molti a dare una mano d’aiuto per far sì che il sostegno raggiunga un numero elevato di famiglie.
“Al Comune di Ragusa sopraggiungono circa 300 chiamate al giorno. Se ne soddisfano la metà circa. occorrerebbe fare squadra per assicurare un aiuto ancora maggiore”.
Ci permettiamo di commentare, dicendo che non solo non condividiamo il concetto di collaborazione a tutti i costi fra maggioranza e opposizione, ma più ancora riteniamo inconcepibile la reiterazione degli appelli quando si evince, chiaramente, che dall’altra parte non c’è intenzione alcuna di accogliere gli appelli
Non tarda ad arrivare, infatti, la nota del Presidente del Consiglio, Fabrizio ilardo, che risponde al capogruppo dei 5 Stelle e sottolinea come “Sono diversi i consiglieri comunali che, senza clamore, si stanno già spendendo in prima persona nelle diverse attività di sostegno alla cittadinanza” e aggiunge:
“Come Presidente del Consiglio, condivido la scelta dell’Amministrazione di evitare il coinvolgimento diretto della politica nei meccanismi interni alla macchina di assistenza contro l’emergenza covid-19.
È una decisione dettata da motivi di trasparenza e di operatività, lasciando, su consiglio diretto di soggetti già esperti nella gestione di crisi, che sia personale competente a operare: Caritas e associazioni di volontariato per la distribuzione degli aiuti, Protezione civile per l’assistenza alla popolazione nelle sue diverse necessità, operatori dei Servizi sociali per l’ascolto e la comprensione delle problematiche e delle richieste.
Anelli fondamentali di una catena che deve essere necessariamente forte ed esperta, ciascuno nel proprio ruolo”.
Un pensiero lapidario quello di Ilardo, volpe, sia pure giovane, della politica, con adeguato pedigree, che esprime senza fronzoli la sua opinione di piena condivisione con la linea della amministrazione e della maggioranza.
Da manuale della politica, poi, la sublime conclusione:
“Ciò non toglie, però, – continua il presidente del massimo concesso Ilardo – che i consiglieri comunali possano e debbano continuare a svolgere un ruolo costruttivo di proposta e che ciascuno, come singolo cittadino, non possa dare una mano.
Senza clamore, sono diversi i consiglieri che si stanno già spendendo in prima persona; nel mio privato ho deciso di collaborare con Caritas per l’impacchettamento delle scorte alimentari.
Ognuno, secondo coscienza, può dare una mano.
Ritengo, ma questo è il mio personale pensiero, che da alcune settimane sia il momento del fare più che degli appelli”.
