I Circoli iblei di Legambiente contro il distretto golfistico del sud-est

I Circoli della provincia di Ragusa di Legambiente, Sikelion Ispica, Melograno Modica, Kiafura Scicli e Il Carrubo Ragusa hanno inoltrato una nota ai sindaci di Ispica, Modica, Ragusa, Santa Croce Camerina e Scicli per esprimere il forte dissenso verso ogni ipotesi di realizzare diversi campi da golf sul territorio provinciale.

Questa la nota che paventa scenari ambientali da fine del mondo, definiti appunto apocalittici.
Invero i cambiamenti climatici sono impressionanti e innegabili, si dovrebbe, piuttosto puntare il dito contro queste proposte che, come tante, sono fatte per chi ha studiato la strategia per la realizzazione delle opere, senza nessuna garanzia per il futuro economico dell’iniziativa che, come tante altre, vuole dare speranze di sviluppo economico, di buoni livelli occupazionali quando, poi, tutto svanisce in una bolla di sapone
Ci dicano chi sono i progettisti, chi sono le aziende che realizzeranno le opere, mostrino i piani di fattibilità e soprattutto i sindaci rendano pubbliche le richieste e le autorizzazioni eventualmente concesse, relazionando sui vantaggi eventualmente intravisti nell’iniziativa.
Compito questo, di queste sollecitazioni che spetterebbero, almeno per il nostro capoluogo, alle forze politiche di maggioranza e di opposizione, quanto meno per vederci chiaro. Ma, forse, non sanno nemmeno dell’iniziativa.

La nota dei Circoli di Legambiente:

Mentre nel corso di una battaglia epocale nell’estate non ancora conclusa più di settantamila ettari della Sicilia vanno in fumo, mentre il livello dei pozzi irrigui e potabili sprofonda sempre di più, il fiume l’Alcantara si dissecca e diventa l’archetipo di una tragedia non più imminente ma già in corso, i laghi sembrano pieni di acqua e invece è fango sceso dalle colline nude senza più un albero, in uno scenario che ormai è apocalittico appare senza logica immaginare altri campi da golf, altro spreco di acqua e territori, altri rischi per ulteriori inquinamenti delle falde con diserbanti e nitrati.
Il sesto rapporto dell’organismo Onu che si occupa di clima, il Gruppo intergovernativo delle Nazioni Unite (Ipcc) prospetta un futuro fatto di ondate di calore e inondazioni peggiori di quanto visto finora.
Il riscaldamento globale non risparmierà nessuno, ma soprattutto non risparmierà il Mediterraneo e cioè noi, visto che è un’area che si riscalda più di altre. Gli incendi visti questa estate insieme alla siccità persistente saranno sempre più la norma e non l’eccezione. In Sicilia pioverà di meno e le temperature saranno sempre più alte. Al posto degli ulivi dovremo coltivare banane.
Già oggi soffriamo di carenza di acqua potabile a Ragusa, a Modica, a Vittoria e negli altri comuni, evento fino a 10 anni fa inimmaginabile.
E in questo quadro tragico cosa ci si inventa?
I campi da golf grandissimi consumatori di acqua, sport tipico da climi umidi e non da climi semiaridi, che rubano l’acqua alle città e all’agricoltura.
Sarebbe bastato guardare bene la proposta di distretto golfistico per vedere che dietro si cela il solito affare immobiliare. Non ci risultano, a meno di smentite, campi da golf senza strutture alberghiere di lusso nel Mediterraneo. Infatti sono tutti campi da golf con annesso albergo, compreso quello fallito a Ragusa (Donnafugata golf resort) che dimostra che siamo di fronte a progetti non solo non sostenibili ma anche fallimentari.
Paradossale se non comica poi l’idea di utilizzare i fondi del Recovery Fund già assegnati per altri scopi e quindi non più disponibili, e riconvertire a campi da golf aree agricole ad alto consumo idrico come se non fosse più normale utilizzare impianti di irrigazione a basso consumo idrico e mantenere la destinazione agricola dei suoli. L’UE va verso il Green Deal, il campo da golf è l’esatto contrario. Ci sembra alquanto improbabile che l’UE finanzi tali progetti.

Gentili Amministratori, vi chiediamo di ritirare l’assenso ad una iniziativa che è da rigettare in toto e senza appello. Vi chiediamo sin da ora di voler fortemente dedicare ogni risorsa disponibile al tentativo di rendere reversibile il degrado ambientale che procede a gran velocità. Vi chiediamo di non soggiacere al perverso fascino di iniziative ancora una volta colonizzatrici del territorio siciliano e ibleo in particolare. Vi chiediamo uno scatto di orgoglio, di consapevolezza sui reali disastri ambientali che nella nostra Isola sono già in corso e di revocare l’improvvido assenso a impianti destinati a morire esattamente come e più ancora di quelli che li hanno preceduti.

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