È come accendere le luci di un mega palco di un mega concerto durante il lokdown: sfavillio di luci colorate e a intermittenza, coni di luce allungati che solcano il cielo, effetti speciali ma niente musica, niente pubblico, solo spettacolo apparente.
È l’ultima trovata dell’assessore allo sviluppo economico del Comune di Ragusa che si è fatta promotore di un tavolo di confronto, in videoconferenza, a cui hanno aderito i colleghi assessori dei comuni iblei in rappresentanza delle rispettive amministrazioni oltre al commissario straordinaria del Comune di Vittoria, Gaetano D’Erba, tavolo che è servito a produrre una serie di richieste da presentare al Commissario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Salvatore Piazza.
Da Roma si attendono misure concrete, oltre ai prestiti, ai buoni spesa e alla cassa integrazione che non arriva, da Palermo si attendono 70 dei 100 milioni promessi da Musumeci, da Ragusa si attende che il Sindaco e la sua amministrazione decidano come poter intervenire dopo aver avuto il quadro preciso e circostanziato delle misure annunciate.
Intanto, la crisi economico sociale avanza, la liquidità fatta intravedere, che in altre nazioni è già nelle tasche dei cittadini, senza distinzione di classe sociale e di reddito, resta un miraggio, ci si avvia alla ripartenza ma c’è poca benzina nel serbatoio.
Siamo i primi ad essere realistici e sappiamo che il governo centrale si può solo indebitare per trovare fondi da erogare, quello regionale non ha nemmeno la capacità di indebitarsi, quelli locali possono solo scegliere se dirottare poche risorse disponibili dai servizi essenziali agli aiuti a imprese e famiglie.
Il Comune di Ragusa avrebbe, sì, capacità di indebitamento ma metterebbe a rischio il futuro di tutti per tentare di salvare pochi, ma solo momentaneamente.
Il problema di fondo è che gli elementi che si ostinano a illudere con soluzioni di ristoro per famiglie e imprese non conoscono numericamente la platea alla quale parlano e non ne conoscono le reali esigenze.
Occorre un censimento fiscale dei nuovi bisognosi, perché sembra che chi aveva un reddito di 10.000 euro l’anno ne pretende, ora uno da trentamila.
Si parla di aiuti alle imprese ma non si sa quante sono, quali sono le reali esigenze, quali somme dovrebbero essere disponibili.
Quella di questo tavolo degli assessori allo sviluppo economico assume poi contorni al limite del surreale se si sintetizza nella richiesta di utilizzare quello che resta dei fondi ex Insicem non ancora impegnati (gli addetti ai lavori parlano di pochi spiccioli, a meno che non ci sia la pazza idea di sfruttare le somme del fondo di rotazione). Peraltro, come emerso dallo stesso tavolo digitale, non tutti i presenti avevano contezza di quello di cui si trattava a proposito dei fondi ex Insicem.
Dal surreale si passa al virtuale quando i rappresentanti degli enti locali chiedono “che siano individuate in tempi brevi, con modalità semplificate e con chiarezza, delle misure concrete sotto forma di interventi a sostegno delle imprese, tenendo conto delle nuove esigenze che queste ultime riscontrano a fronte dell’attuale emergenza sanitaria e con l’obiettivo di garantire la tenuta economica di un territorio che pur essendo il meno esteso della regione Siciliana, è sicuramente tra i più operosi e per questo tra i più recettivi di ogni possibile sostegno e tra i più pronti a dimostrare, come sempre, di voler andare avanti.”
Rimarcata altresì la considerazione che, a seguito della crisi sanitaria determinata dal Covid 19 anche le piccole e medie imprese che operano nell’ambito della circoscrizione del Libero Consorzio Comunale di Ragusa versano in una condizione di estrema difficoltà economica, sia in ragione della sospensione delle attività che del minore consumo consequenziale alla crisi, per cui anche le imprese le cui attività non sono state sospese, in realtà, hanno registrato un azzeramento o una riduzione importante dei volumi d’affari, con una lievitazione importante delle passività.
Ma chiedere soli alle province appare come una favola, di logico c’è solo la precisazione che il nuovo documento fa seguito a quello prodotto in un precedente tavolo di confronto, con gli stessi attori, svoltosi nel mese di aprile, inviato al Governo regionale siciliano al quale fu chiesto di individuare in tempi brevi e con chiarezza i criteri e i tempi della ripartenza economica.
In pratica, solo un altro effetto speciale.
