Un qualificato perito decreta che le case popolari di Pozzallo, oggetto di una querelle politica ai limiti dell’immaginabile, non sono a rischio crollo, ancorché bisognevoli di concreti interventi di consolidamento e riqualificazione delle parti ammalorate.
La commedia, che si trascina da anni, sembra avere una conclusione, naturalmente non si discute di responsabilità di chi ha commesso omissioni, errori, di chi, in generale, è stato protagonista di una delle storie più eclatanti di cattiva politica del territorio ragusano.
Al di là delle parti che ancora recitano i politici, in linea con il loro ruolo, occorrerebbe mettere, al fine, un punto fermo e, come, è bene dirlo, chiede qualcuno, pretendere le dimissioni del sindaco e del vertice dello IACP, soprattutto per quanto non fatto nel passato.
Ma si sa quanto è difficile staccare dalle poltrone vecchie cariatidi della politica, riciclate in extremis ma con l’arsura del potere, anche piccolo, sempre intatta.
Basti pensare alle tante dichiarazioni ufficiali sul rischio crolli, per i quali non si è intervenuti, o alle ordinanze di sgombro, sollecitate ed emesse ma non fatte osservare, per capire in quale mare ci hanno fatto guazzare.
Della vicenda non ci interessano i vari interventi e i commenti, prevalente indirizzati a strumentalizzare la questione per beceri interessi di piccola politica locale.
Ci preoccupa, piuttosto, di come sia popolato politicamente il territorio, in vista delle sempre prossime elezioni provinciali.
Sono in molti quelli che si stanno armando per la competizione elettorale che dovrebbe riportare la politica al Palazzo del viale del Fante, molti sono sul piede di guerra, si cercherà di arrivare in tempo per trovare quegli equilibri politici propedeutici alle successive competizioni, regionali, nazionali e comunali.
Dall’aspra contesa verbale fra i vertici del consiglio comunale di Pozzallo e la componente locale di Sud chiama Nord, si evincono particolari che fanno auspicare come molti protagonisti della politica attuale non possano avere l’ambizione di continuare a fare politica.
Già dal fatto che le condizioni delle palazzine IACP risalgano ad anni prima, che nel 2022 ci fu una caduta di calcinacci e gli stessi politici sono rimasti indifferenti all’evento quasi calamitoso per gli immobili, testimonia di come e perché si fa politica, anche a Pozzallo.
Leggere dei reciproci apprezzamenti fra il sindaco e i politici locali e palermitani è già indice del livello politico del posto, ignorare del tutto le responsabilità dei vertici IACP è paradossale,
Anche Sud chiama Nord, in un passaggio di un chilometrico comunicato impossibile da riportare, dichiara di non voler citare “le inadempienze dello IACP semplicemente perché si tratta di un Ente provinciale con nomine dirigenziali che passano dalle segreterie dei partiti del governo regionale, come afferma sempre il sindaco Ammatuna.”
Come dire, anche loro, acclarato questo sistema, evitano di scagliarsi contro le parti politiche, e i relativi leader locali, che hanno nominato i vertici che si sono succeduti, meno che mai denunciare.
Poi c’è il passaggio che più ci preoccupa per la politica provinciale, se non smentito dagli interessati.
Comprendiamo che proprio nelle località turistico vacanziere si posizionano le giostre e i luna park, ma quanto avvenuto, negli ultimi tempi a Pozzallo è da Guiness dei primati e spiega perché nascano problematiche irrisolte come quelle delle palazzine IACP.
Si scopre che presidente e vicepresidente del consiglio, con un assessore, erano fedelissimi del sindaco di Pozzallo, poi sono passati alla DC, un altro consigliere è andato nel movimento di Lombardo, altri consiglieri sono transitati nell’inesistente partito di Forza Italia, inesistente in provincia, si apprende che, ora, il sindaco sarebbe vicino ai 5 Stelle.
Ancora si legge: “i consiglieri Sudano e Francesco Ammatuna hanno fatto in modo che Giampietro e Celestri uscissero dal gruppo consiliare “Roberto Sindaco”; sempre i consiglieri Sudano e Ammatuna, lo scorso 30 luglio, hanno sfiduciato l’assessore Morana e ieri, 11 agosto, il consigliere Sudano, ha chiesto la convocazione di un Consiglio comunale per chiedere le dimissioni di Celestri e Giampietro per le stesse ragioni da noi sostenute”
Lo squallore più assoluto, una ubriacatura da luna park da far perdere i sensi, un ritrovo di peripatetici della politica, con in testa il sindaco di Pozzallo che, si spera, possa essere riconsegnato agli affetti familiari e professionali, dove, di certo, riuscirà a esprimere meglio le sue doti.
Tutte valutazioni da approfondire in vista delle prossime consultazioni, bene fanno, da Sus chiama Nord, a richiedere le dimissioni dei protagonisti di queste vicende e a denunciare l’esigenza che gli organi preposti ai controlli e alle indagini possano valutare se nella gestione della vicenda delle palazzine IACP ci siano stati omissioni d’ufficio, danni di natura erariale o se si ravvedano violazioni di leggi e norme con conseguente commissione di reati di natura amministrativa, civile e penale.
Per quanto ci riguarda, grande fiducia nella politica che si porta avanti, a Pozzallo, da parte di Sud chiama Nord, grande fiducia nei vertici provinciali del partito, anche se da ragusani, dopo l’esperienza deludente degli uomini di De Luca al Comune di Ragusa, ci potrà essere consentito di “vedere e toccare” come San Tommaso.
