I punti di forza e quelli deboli dell’amministrazione Cassì

Innegabile che l’amministrazione Cassì abbia riportato una ventata di progettualità, del tutto appassita sotto la gestione comunale pentastellata, progettualità che ha trovato un preciso riscontro per interventi statali, vedi il bando qualità dell’abitare per la riqualificazione del vecchio quartiere a luci rosse, o per il progetto della riqualificazione della pista ciclabile di Marina di Ragusa.
Ma non sono solo questi i progetti che hanno dato dimostrazione del lavoro eccelso dell’ufficio tecnico che si è fatto trovare pronto, con progetti apprezzabili e apprezzati per tutto il territorio comunale.
Siamo partiti così con l’acquisizione dell’area dell’ex scalo merci, per proseguire con l’iniziativa, ereditata, della metroferrovia.
C’è in itinere il progetto per l’acquisizione del palazzo Tumino, sono stati ripresi i progetti per il parcheggio pluripiano di Ibla e per l’ex cinema Marino, si lavora, finalmente, al riutilizzo dei locali della ex biblioteca, si è cercato di concretizzare la fruizione della vallata Santa Domenica.
Più parole che progettualità per la riqualificazione di via Roma e il rilancio dell’economia nella via e in quelle adiacenti, nemmeno parole per la riqualificazione di piazza Libertà, come pure per tutta la zona di viale Ten. Lena e per le possibilità di riutilizzo di tutto l’immobile del Civlie.
Anche su Marina di Ragusa non mancano i grandi progetti, oltre alla citata riqualificazione del lungomare Bisani, per la parte esterna della pista ciclabile, c’è il finanziamento per la riqualificazione del lungomare Andrea Doria, la nuova pista ciclabile a est, che dovrebbe arrivare fino alla Riserva della Foce del Fiume Irminio, è stato ammodernato il parcheggio di via Rabito, si dovrebbe realizzare quello scambio di via Escrivà, si arriverà alla fruizione del rinnovato impianto di via delle Sirene.
E sparsi sul territorio, progetti per la riqualificazione degli accessi a siti culturali e archeologici
Un carnet di impegni, di progetti, di finanziamenti promessi e di finanziamenti ottenuti che, da solo, potrebbe qualificare una sindacatura, specie se accompagnata da altri successi, anche per merito degli assessori competenti, i conti in ordine, l’edilizia scolastica e tutto il settore della pubblica istruzione fiore all’occhiello della città assieme all’impiantistica sportiva che gode di un patrimonio invidiabile, i servizi sociali che funzionano a meraviglia, il settore del verde pubblico riorganizzato e reso funzionale per una vera qualificazione ambientale, il settore degli spettacoli e della cultura che sono sempre in primo piano, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia e le inevitabili non condivisioni sulle iniziative.
Poco importa se la maggior parte delle opere sarà realizzata grazie a finanziamenti nazionali ed europei, questi ultimi filtrati dalla regione, di certo il momento è stato ed è particolarmente favorevole per l’erogazione di fondi, di certo, sotto questo aspetto, Cassì è un sindaco fortunato perché sottoposto, piacevolmente, ad una pioggia di soldi pubblici che permetteranno molte e importanti realizzazioni.
Ci potranno essere dissensi su alcune iniziative, qualche progetto può essere considerato non prioritario, ma oggi è difficile trovare qualcosa da dire su piste ciclabili, sull’ex cinema Marino, sulla metroferrovia, sulle opere di Agenda Urbana, sull’utilizzo dell’ex area dello scalo merci, sulla fruizione della Vallata Santa Domenica, molte delle quali, peraltro, iniziative avviate da altre amministrazioni e sostenute trasversalmente per la loro realizzazione.
Nella passata sindacatura invalse l’uso del book sia nella maggioranza sia nelle opposizioni per illustrare pregi e difetti dell’amministrazione, per ora l’idea non ha nemmeno sfiorato le parti, sarebbe bello confrontare le due posizioni, come Cassì e soci potrebbero rendere tangibili tutta una serie di opere che, per bene che vada, saranno portate a termine oltre la fine di questo mandato, quali sarebbero le giustificazioni per quello che manca, per quello che non è stato fatto, per quello che nemmeno si è pensato di progettare.
Le opposizioni hanno sempre molto da dire e, in un book, potrebbero fissare quelle che dovrebbero essere le argomentazioni per riportare Cassì al suo lavoro di avvocato.
Perché di cose ne mancano, rispetto al programma elettorale, rispetto alle aspettative di molti cittadini, rispetto alle attese per un sindaco che sa fare grandi cose mia non riesce a convincere per le cose più semplici.
Perché accanto a questa progettualità sfrenata, a questo pullulare di iniziative, molte delle quali dettate da passione ed entusiasmo permeato da ricordi e riferimenti storici, con ritorni di carattere turistico culturale tutti da verificare, ci sono una serie di aspetti dell’attività dell’amministrazione che mostrano limiti enormi, accresciuti da una comunicazione assai parziale, se non addirittura inesistente.
Piano regolatore e piano particolareggiato dei centri storici totalmente nel pallone: tre anni di totale immobilismo, aggravato ora dalla bocciatura della cervellotica variante del parco urbano, perseguita per dare una veste di perbenismo ambientalistico ad una giunta di destra elettivamente portata per i costruttori e il cemento.
I costruttori portano economia, lavoro, fanno girare l’economia, costruire case significa movimentare interi settori, dal sacco di cemento al lampadario, dall’impiantisca alla domotica, il parco urbano fa bene solo ai polmoni e serve per far divertire appassionati di jogging e biciclette.
E saremo fortunati se con la bocciatura della variante del parco il comune sarà obbligato, per la normativa in vigore, ad autorizzare la costruzione del nuovo centro commerciale che porterà lavoro e occupazione.
E in tema di occupazione e di sviluppo economico, non si può non rilevare l’assenza di politiche per il rilancio dell’economia in città e sul territorio per il comparto produttivo.
Manca un vero e proprio progetto culturale, nonostante la scelta di un assessore competente nel ramo c’è troppa dispersione fra esperti, collaboratori, consulenti e cosiddetti ‘uomini e donne di cultura’, un esercito che serve solo per far galleggiare, come piante acquatiche, l’ecomuseo, il Castello di Donnafugata, tutto quanto attiene al riconoscimento UNESCO, i musei, la cultura in generale affidata solo alle iniziative estemporanee di associazioni e di privati, slegate da precise strategie che devono essere inevitabilmente legate al turismo.
Ci sono poi una serie di inspiegabili problematiche irrisolte, per le quali non vengono date risposte.
Carenza di personale negli uffici, carenza di vigili urbani sulle strade, mancate soluzioni immediate per le carenze idriche, assenza di interventi per le periferie e le contrade, incapacità di risolvere le criticità per erba e cespugli lungo le strade, con effetti deleteri sul decoro urbano, inficiato notevolmente anche dalla questione dall’abbandono indiscriminato di rifiuti in una città che da città dei cassonetti si è trasformata in quella dei contenitori dal coperchio colorato per la differenziata.
Poi ci sono le piccole questioni che diventano grandi per le mancate risposte e l’ostentata indifferenza degli amministratori per le diverse sollecitazioni: cessi pubblici gestiti allegramente, per pulizia, manutenzioni e orari di apertura, ville comunali che chiudono secondo l’umore dei custodi, segnaletica orizzontale inesistente, Castello che incassa oltre mezzo milione di euro l’anno ma che vede disperdere gli introiti per indirizzi diversi, tassa di soggiorno spalmata si iniziative non del tutto corrispondenti alle finalità dettate dal relativo regolamento.
Rapporti spesso conflittuali con imprese e cooperative che gestiscono servizi per il comune, bandi gara complicati spesso ignorati dai potenziali fruitori, non si trovano gestori di immobili comunali, di impianti sportivi, di locali come il City o come quelli di via del mercato o di carmine putie, contenzioso con chi gestisce i parcheggi e con i titolari delle aree della variante del parco, trattativa per l’acquisizione di palazzo Tumino avvolta nel mistero di trattative oscure, non adeguatamente rese trasparenti, bandi di gara cervellotici per la gestione dei servizi al Castello di Donnafugata, incapacità di procedere ad una quanto mai opportuna rotazione di funzionari e impiegati negli uffici.
In definitiva, diventa appassionante, già da ora, la prossima campagna elettorale che vedrà sicuramente il sindaco ai nastri di partenza, ricandidato.
Prevarrà l’apprezzamento per la grande progettualità, per la Ragusa del futuro pensata in questi tre anni di amministrazione o prevarrà lo scontento per la questione irrisolta dell’abbandono dei rifiuti, per la lunga crisi idrica, per erbe e cespugli che infestano le strade, per i servizi spesso carenti, per la lentezza di molte iniziative, per le oggettive difficoltà di qualche settore che non ha fornito i risultati sperati?
Molto dipenderà da come le parti sapranno comunicare le proprie strategie e da come saranno proposte le soluzioni alle criticità esistenti, in termini di realismo e concretezza dei rimedi, con programmi elettorali che diano garanzie di effettiva applicazione.

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