di Marco Ramius
I 5 Stelle affermano in Italia la linea che ha visto i pentastellati di Ragusa ‘diversi’ rispetto alla rivoluzione di Grillo
Giancarlo Cancelleri comincia a scalpitare e ufficializza, se ancora ce ne fosse bisogno, le ambizioni, sue e del Movimento 5 Stelle, per la guida della Regione Siciliana, peraltro avallate, sottotraccia, dai democratici siciliani.
“Parte oggi l’Opa per palazzo d’Orleans. La messe di voti raccolta in Sicilia e in comuni di primissima grandezza in Italia, dimostra inequivocabilmente che la gente ha voglia di cambiare drasticamente rotta. I tempi sono maturi per la prima regione a guida 5 stelle”.
La stracciante vittoria nei comuni di Alcamo, Porto Empedocle e Favara, dove, in maniera quasi plebiscitaria, il Movimento ha piantato la sua bandierina, e i grandissimi e inequivocabili successi di Roma e Torino, oltre lo Stretto, sono per il M5S Sicilia la chiarissima espressione della voglia dell’elettorato di cambiare decisamente pagina.
“Puntiamo senza mezzi termini – dice il deputato all’Ars Giancarlo Cancelleri – alla guida di questa Regione, punto di partenza per dimostrare come governare il Paese intero. La gente ha bocciato la proposta non più credibile dei vecchi partiti, che hanno portato allo sfacelo, al baratro, all’ingovernabilità”.
“Oggi – continua Cancelleri – muore definitivamente il luogo comune che dipinge il voto al M5S come un voto di protesta. È, al contrario, un voto che premia la proposta, il prezioso lavoro fatto nei Comuni, al parlamento regionale e nazionale, è l’espressione della voglia di comunità di solidarietà, di stare assieme, che è nel Dna del Movimento”.
Anche il capogruppo all’ARS, Angela Foti, dichiara che “Passo dopo passo cresce nei cittadini la consapevolezza che da una parte ci sono i partiti, oltre c’è il M5S, che, superata la fase di diffidenza, si dimostra sempre più punto di riferimento per i cittadini, i quali non consegnano semplicemente un voto, ma partecipano ad un progetto di cambiamento. Il voto di ieri – continua Angela Foti – conferma la costante crescita del Movimento, cosa di cui non si può non prendere atto”.
Il successo, incontestabile, dei 5 Stelle, evidenzia la nuova linea del Movimento che prende le distanze dalla linea rivoluzionaria e gridata del leader Grillo per assumere le vesti istituzionali di partito di governo.
In questo, va riconosciuta l’anticipazione di tendenza del sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, che dall’insediamento, pur senza il minimo contrasto, poco o nulla ha avuto a che fare con Grillo.
Una rivoluzione silenziosa la sua, forse troppo, anche per l’attuazione del cambiamento che, come le altre strategie del Movimento e le scelte amministrative, potrà solo essere validamente giudicata alla prossima tornata elettorale.
I risultati delle amministrative di giugno 2016 fanno intravedere, a Ragusa, la sostanziale indifferenza di una città che, pure, alle ultime elezioni comunali ha voluto imprimere un’azine determinante per il cambiamento.
Gli stessi grillini non hanno avuto accenni di partecipazione per questa campagna elettorale che hanno vissuto da semplici spettatori. Nemmeno la competizione nella vicina Vittoria ha smosso l’aplomb di ‘politici’ ormai più avvezzi alle stanze di palazzo che ai disagi del gazebo.
Coerentemente, nessun accenno di entusiasmo per i successi di Roma e di Torino, come pure ordinaria amministrazione sono stati considerati i successi ad Alcamo, Favara e Porto Empedocle.
Solo l’assessore Stefano Martorana, che secondo i bene informati non è nemmeno iscritto al Movimento, ha postato sui social un messaggio di partecipazione per i successi siciliani.
Per il resto, forse, i risultati elettorali considerati vicende di paese per governanti ed eletti illuminati, impegnati in questioni più importanti.
Le elezioni regionali battono alle porte, Cancelleri ha posto ufficialmente la candidatura del Movimento per governare l’isola, prima o poi si dovranno tirare le somme e fare delle scelte sulle questioni più importanti, dissidenti vecchi e nuovi compresi, decisioni inevitabili nella prima e più grande citta della Sicilia amministrata dai 5 Stelle, dalla quale dovranno uscire risultati tangibili e determinanti per la causa comune.
I risultati elettorali obbligano i pentastellati ragusani a decidere cosa vorranno fare da grandi e lasciano nello sconforto la quasi totalità di quello che rimane della politica a Ragusa, concentrato nella civica assise.
L’ennesima conferma della totale débâcle del Partito Democratico non sembra essere stata ancora compresa, nella sua impressionante sostanza, dai rappresentanti renziani che, con malcelata ostentazione, rivendicano la leadership locale.
Mentre la casa brucia, c’è chi si trastulla ancora con comunicati stampa e post sui social per irretire e provocare i vincitori. Preoccupazione della truppa renziana sono i radiotaxi che non rispondono all’una di notte o il baratto ammnistrativo che viene presentato come cosa fatta.
Nulla si legge a proposito di richieste di dimissioni per i leader provinciali, dopo la bruciante sconfitta, nessuna pretesa di una decisa rottamazione delle forze inutili del partito che, evidentemente si vogliono mantenere in vita per le ennesime trattative e gli interminabili confronti.
Pare che non sia stato compreso il messaggio di cancellazione senza riserve di una intera classe dirigente del partito, segnatamente quella ipparina, nei confronti della quale, in quanto responsabili della sconfitta, ancora nessuno osa dire alcunché.
Se ancora i democratici si aggrappano ai residui dello sfascio costituiti da un Partito comunque esistente, terrificanti sono risultati gli esiti elettorali per gli altri consiglieri comunali, una volta espressione di diverse componenti politiche.
I risultati hanno decretato, ancora una volta e in maniera inequivocabile, la fine dei politici di professione, la necessità di rottamare le espressioni della vecchia politica, ancorché travestite e agghindate a nuovo.
I successi di Roma e Torino ci dicono che è tempo anche di donne al governo, giovani, colte, titolate, competenti, con curriculum, non politici, che non necessitino di esperti, consulenti e addetti stampa per esprimere i concetti.
Bollate sul nascere intempestive ambizioni, da una definitiva rottamazione del vecchio, del passato, dei riciclati.
Accanto ai grillini, razza in espansione, potranno vivere solo quelle formazioni civiche affidabili, serie, non rifugio di diseredati di partiti scomparsi o di lite civiche inesistenti, che potranno concorrere alla costruzione di una nuova idea di città.
Il futuro di Ragusa, comunque, dipenderà dalla soluzione del dilemma sui grillini ragusani e sulla loro vera natura, per dimostrare la quale dovranno attuare, nel tempo che resta, le idee, i principi del Movimento e i capisaldi del programma elettorale che ancora la città attende di vedere considerato.
