I sonnambuli, consiglieri comunali sull’orlo della catastrofe politica

Il consiglio comunale di ieri 25 giugno 2025 sancisce la deludente stagione politica che sta attraversando la città, con una amministrazione che tenta di far passare il mandato come uno dei migliori della storia di palazzo dell’Aquila, annegata nelle beghe di una composita coalizione di maggioranza, farcita di ogni ben di dio, con ingredienti alla soglia della scadenza, contornata da minoranze che farebbero carte false per salire sull’arca e partecipare al governo della città.
Si cincischia con interventi al limite del surreale, scerbature, manutenzioni, non presentate come accuse di gravi omissioni o di criticità di programmazione, ma come appelli con offerte di collaborazione, non si comprende di che tipo.
Consiglieri che portano in aula gli scontri verbali con colleghi, avvenuti fuori dal comune, o, quanto meno nelle scale, oppure quelli verbali in aula, con l’assessore Iacono che si può permettere di dire ad un consigliere : “Lei non ha cognizione di quello che dice”, ancora attacchi all’inerzia dell’assessorato allo sviluppo economico, salvo chiarire subito con l’assessore i termini della protesta, un consigliere che chiede l’ovvio, il perché del rinnovo all’incarico di esperta per la cultura, alla dott.ssa Arezzo, scontata la risposta del sindaco, invece di chiedere direttamente la relazione annuale che l’esperta è tenuta a produrre, come pure si potrebbero chiedere quelle di altri esperti.
Si batte sempre sugli stessi argomenti, per cui nulla si muove, Iblea Acque, nuovo appalto dei rifiuti, il Piano particolareggiato dei centri storici, la sicurezza in città, il centro storico abbandonato, argomenti dei quali abbiamo sentito di tutto e di più.
In questo clima di farsa politica c’è ancora chi chiede al Sindaco da che parte sta, gli assessori Giuffrida e Gurrieri parlano sempre di cose che si devono fare, ipotecando il futuro con la storiella della continuità amministrativa di cui ci parleranno per il dopo Cassì.
Cosa faranno tutti questi ‘politici’ quando ci saranno le prossime comunali è tutta da vedere.
Anche gli atti all’Ordine del Giorno una palestra per anziani, ci si muove per far che si esiste, ma non c’è nessun intento sportivo, né minimamente agonistico. La politica è altra cosa, è sconosciuta.

Le discussioni sulla conferma delle tariffe della TARI, i tentativi delle minoranze di trovare un a breccia nel muro di gomma di assessore e dirigenti per abbassare, anche simbolicamente, la TARI vanno a vuoto, sembra un dibattito da manicomio, in un vortice di spese che nessuno riesce a documentare, con una confusione tremenda fra compiti della ditta che si occupa dell’appalto dei rifiuti e dell’assessorato al verde pubblico.
Solo Calabrese e Firrincieli emergono dalla palude stantia di minoranze sull’orlo del baratro, interventi surreali, come quello che dice che 5 interventi di raccolta di rifiuti abbandonati indiscriminatamente in via Berlinguer sono costati 30.000 euro, o quello che, dopo la stipula dell’appalto rifiuti, la città è cresciuta in estensione a dismisura, tutte zone non comprese nell’appalto.
Sapevamo che l’appalto era parto di menti malate, che, addirittura, avrebbero voluto mettere naso nella stesura del nuovo appalto, ma se le affermazioni, di qualche esponente della maggioranza rispondono al vero, c’è la dimostrazione dell’incapacità e dell’inadeguatezza di una amministrazione che avrebbe dovuto avere l’obbligo o di procedere alla modifica del capitolato, se consentito dalle norme, oppure indire un nuovo bando, per le parti non comprese dal primo capitolato.
Di certo, se 5 interventi costano 30.000 euro, notai e chirurghi penseranno di cambiare mestiere.
Nel settore la confusione è grande e nella confusione tanti ci guazzano.

Preoccupante, invece, il profumo di inciucio per la mozione sull’intelligenza artificiale, da integrare nell’amministrazione della città, per la riduzione della burocrazia e l’efficientamento dei servizi.
Un problema troppo nuovo, che l’amministrazione avrebbe dovuto affrontare da tempo, ma con attori competenti e professionalmente adeguati, figure attualmente non ritrovabili al Comune per la fattispecie.
Preoccupante l’intervento del Partito Democratico, si è mosso addirittura il segretario cittadino, per suggerire e proporre modifiche alla mozione, poi solo in minima parte accettate, invece di far andare avanti la mozione e mostrarne poi le crepe come sintomo dell’incapacità di governo di maggioranza e giunta, alla luce anche di manchevolezze dell’amministrazione che non avrebbe nemmeno, ancora, provveduto al Piano Triennale per la Transizione Digitale.
Se il PD vuole seguire la scia dei vari Massari, Gurrieri, D’Asta e salire sul carro del vincitore alla prossima tornata elettorale, lo dica.
In ogni caso, molti hanno notato la stranezza dell’intervento del segretario del PD che, di fatto, ha scavalcato le funzioni del capogruppo in Consiglio comunale, ma queste sono faccende di casa PD e con il resoconto della seduta poco ci azzeccano.

Ultimi Articoli