I toni della dialettica politica si infiammano

di Cesare Pluchino
Dopo i rilievi dell’assessore al bilancio, Stefano Martorana, sui debiti fuori bilancio ereditati dalle passate amministrazioni, esplode la rabbia dell’ex sindaco Nello Dipasquale che, con toni inusitati, replica all’attuale amministratore

Illustrando gli ultimi debiti fuori bilancio che saranno portati all’approvazione del Consiglio Comunale, Stefano Martorana, assessore alle Risorse Economiche e patrimoniali della Giunta Piccitto, non aveva fatto nomi, nemmeno quello dell’ex sindaco e attuale parlamentare regionale Nello Dipasquale.
Aveva, addirittura, sottolineato un periodo di riferimento per le somme non pagate che andava ben al di là del periodo di amministrazione Dipasquale. E, in effetti, la maggiore consistenza va ascritta alle somme dovute per la sentenza ‘Cascone -Veli’, originatasi in tempi assai lontani dall’amministrazione Dipasquale.
C’era stata solo la conferma delle somme non pagate per consumi energetici, con la pubblicazione della distinta delle delibere di giunta per il relativo pagamento, le famose bollette della luce che, in gran parte, furono ereditate dalla precedente amministrazione: sarà questo particolare a far andare su tutte le furie il parlamentare ragusano che si è espresso con toni assai pesanti, offensivi sul piano anche personale, nei confronti di Martorana, destando anche non poche perplessità per la soverchia attenzione riservata da un deputato regionale ad un semplice assessore comunale.
Qualcuno si spinge a dire che la tensione latente possa essere stata acuita dal comunicato di un consigliere pentastellato che, in una nota, ha anticipato una ‘operazione trasparenza’ analoga a quest’ultima, “che sarà avviata, presto, per altre situazioni ancora non definite e che devono essere portate alla luce”.
Non entrando nel merito delle rimostranze dell’onorevole Dipasquale e delle sue valutazioni personali, suscita perplessità la teoria secondo la quale nessuna amministrazione, sia a livello locale che regionale o nazionale, può essere chiamata a rispondere di debiti del passato.
Fin troppo evidente che in Italia vige questa consuetudine, pochissimi rispondono della cattiva politica, meno che mai a livello personale, è una consuetudine fatta di consociativismo e trasversalità politica, ma non si può censurare la mancata condivisione di quella che resta una consuetudine, non dettata da nessuna legge.
L’on.le Dipasquale cita il caso Sudinvest, perla del pentapartito che governava Ragusa, non è squallido citare situazioni simili, come nel caso dei fondi residui mancanti della Legge su Ibla sui quali c’è fortissima resistenza a far luce.
L’on.le Dipasquale può legittimamente restare adeso alla posizione che accomuna molti esponenti di colore politico diverso, ma non può neanche ostacolare le legittime aspirazioni di tanti cittadini a conoscere le verità sui fatti più delicati della città. Non è una questione di stile e di educazione, ma solo di trasparenza.
Purtroppo, e lo hanno dimostrato con i fatti relativi ai fondi residui della Legge su Ibla, nemmeno i tanto trasparenti grillini sembrano disposti a far piena luce su tante situazioni del passato.
Per il resto, politicamente legittimi i rilievi sollevati dal parlamentare sulle politiche adottate dalla giunta pentatasellata, che si inquadrano nel contesto della normale dialettica fra componenti che, molto probabilmente si contenderanno la prossima sindacatura.

Questo il testo integrale della nota dell’on.le Dipasquale:

Debiti fuori bilancio a Ragusa, on. Dipasquale replica all’assessore Martorana

Martorana cerca di scaricare le responsabilità dell’inefficienza sua e della sua esperienza amministrativa su chi ha governato Ragusa in passato.
Questo personaggiuccio politico dovrebbe rendersi conto che accusare i propri predecessori per i debiti fuori bilancio è politicamente ridicolo perché non esiste amministrazione pubblica, di qualsiasi livello, locale, regionale, o anche lo stesso Stato, che non sia chiamata a rendere conto di debiti che provengono dalle amministrazioni precedenti. È un fatto fisiologico e anche la sua gestione dei conti dell’Ente lascerà in eredità dei debiti.
Ricordo che a fine degli anni ’90 la città di Ragusa dovette pagare 11 miliardi di lire per il caso SudInvest e nessun amministratore si permise di puntare il dito su chi aveva governato in precedenza.
Ritengo che quella di Martorana, il quale si ripete ogni tot mesi, sia, quindi, operazione squallida come ci ha ormai abituato. Prima ha provato a far passare il messaggio che contrarre mutui fosse un male per il Comune, poi, con il passar del tempo, ha capito che era una cosa ordinaria. Ora rilancia sui debiti fuori bilancio, altrettanto normali, ma lo fa solo per coprire le proprie mancanze.
L’unica differenza vera è che negli ultimi tre anni il Comune di Ragusa ha incassato 60 milioni di euro per le royalties mentre chi è venuto prima ne ha presi al massimo 3.
Martorana, quando parla delle precedenti amministrazioni, dovrebbe prima passarsi il sapone in bocca, perché ci vuole stile e educazione. Attaccare su una cosa normale come i debiti fuori bilancio, che sono previsti pure dal Testo Unico, è davvero da bambini.
I sindaci degli anni passati hanno lasciato una città sana, riqualificata, senza anticipazioni di cassa, con una discarica propria, una città sana con potenzialità enormi che sono rimaste non sviluppate. Non sono riusciti neanche a portare a compimento ciò che gli avevamo lasciato già pronto. La verità è che si sta cercando di nascondere la propria incapacità accusando gli altri. Non sono riusciti neanche a reperire fondi dall’esterno, cosa che le altre amministrazioni hanno saputo fare, con i privati e dall’Europa.
La mia amministrazione in particolare gli ha lasciato pure denaro che loro non hanno saputo utilizzare come, per esempio, il milione e 200mila euro per piazza Libertà e i fondi per il Teatro della Concordia.
Lo dico da sindaco che ha amministrato la città di Ragusa per diversi anni: sono certo di non aver lasciato più di un milione di euro di debiti fuori bilancio. Piuttosto ho lasciato un avanzo di amministrazione di oltre tre milioni di euro.
Invece, la gestione contabile di Martorana registra un aumento della spesa corrente: soldi spesi per consulenti, che durante la mia amministrazione erano stati eliminati; hanno aumentato il numero dei dirigenti rispetto a come li avevano trovati. E non voglio parlare degli stipendi… Il mio da sindaco, per esempio, me lo ridussi.
Per concludere: siccome è vergognoso e ridicolo far passare come scandalo i debiti fuori bilancio, se Martorana possiede un minimo di coraggio faccia i nomi di chi ha fatto spese che non doveva fare.
Ma non vanno detti alla stampa: l’assessore mandi tutto alla Procura della Corte dei Conti, altrimenti è solo un chiacchierone.

Palermo, 25 ottobre 2016

On. Nello Dipasquale

Parlamentare regionale PD

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