I trapezisti della politica

Ormai è una questione di numeri, di esibizioni, di annunci, spesso sussurrati per interessi politici che di politica hanno ben poco. Una vera e propria Disnayland della politica.
Ragusa, come capoluogo, fa la parte del leone per le esibizioni strane dello spettacolo elettorale Non si sa da dove iniziare per la scaletta dei ‘numeri’.
Doveroso partire dal sindaco uscente, Cassì, che viene fuori rifiutando ogni vicinanza con i partiti: ma rifiutare la vicinanza non significa rifiutare di accogliere qualche candidato, espressione di partiti, nelle varie liste civiche.
Ci sono anche notizie di un Cassì che ha richiamato all’ordine qualche alleato perché il fenomeno stava prendendo pieghe non piacevoli.
Fratelli d’Italia e Azione di Calenda pare abbiano piazzato propri candidati all’ombra, rispettivamente, delle liste di Cassì e di Ragusa Prossima. Ma con Cassì ci sono anche gli esponenti del partito di De Luca, Sud chiama Nord, che hanno espressamente ammesso, più volte, di spogliarsi delle vesti di partito, per assumere quelle di civici e partecipare alla coalizione del sindaco uscente che viene vista come il carro del vincitore.
Oltre a questi avventizi, la coalizione di Cassì comprende, come nuovi ingressi, la componente cattocomunista di Giorgio Massari, la ex Lega, e ancora prima alleata della prima ora di Cassì, Maria Malfa, l’ex grillino Gurrieri, l’ex PD Mario D’Asta, questi ultimi mimetizzati sotto la sigla di una componente civica senza storia, sorta all’improvviso per la bisogna, mentre D’Asta si ripara sotto il tetto di Partecipiamo che, almeno, come Ragusa Prossima di Giorgio Massari, ha la sua storia di civismo in città. Scompare la componente di Movimento Civico Ibleo, non si hanno notizie apparenti della sua subcomponente Pensare Ibleo che, però, manterrà il suo uomo in gara, per ora come candidato al consiglio comunale.
Anche la coalizione di area progressista, quella di Riccardo Schininà, accreditata del maggiore consenso politico fra gli sfidanti del sindaco uscente, accoglie nel suo grembo l’ex assessore di Cassì, Ciccio Barone, che di Cassì non fu solo assessore ma mentore e guida nel 2018, all’esordio di Cassì in politica.
Ma la figura e le capacità politiche indiscusse di Barone hanno messo in disparte ogni valutazione sul passaggio di sponda, annegato, comunque, fra le formazioni importanti della coalizione, dal PD a Territorio, da GenerAzione del candidato Sindaco a + Europa, con tanto di nomi eccellenti al seguito.
Del tutto atipica la coalizione che vede capofila il Movimento 5 Stelle, che ha scelto di andare da solo in controtendenza con la linea politica adottata in quasi tutti i centri della Sicilia dove si vota.
Senza ‘numeri’, senza esibizioni degne di rilievo, al momento, e pare sino alle elezioni, la coalizione di centro destra, fortemente voluta da Maurizio Tumino che ha ottenuto i consensi di Fratelli d’Italia, di quel che resta di Lega e Forza Italia, per dare vita all’unica coalizione senza anomalie e senza deformazioni.
Su tutto, però, aleggia lo spettacolo offerto, a livello provinciale dall’on.le Abbate, appartenente, formalmente, alla nuova DC di Totò Cuffaro.
A Ragusa, dalla prima ora, ha scelto di sostenere apertamente il sindaco uscente Cassì, addirittura i candidati D’Asta e Gurrieri, prima della loro rottura personale, venivano dati in quota Abbate. Disconosce, quindi, la coalizione di centrodestra di cui è espressione all’Assemblea Regionale, come Presidente di Commissione, in quota nuova DC di totò Cuffaro.
Nella sua città, Modica, sostiene il progetto civico del suo ex assessore Monisteri, candidata sindaco della città, progetto civico che, in sostanza, era il suo prima del passaggio nei partiti, da quello senza esiti nell’UDC alla confluenza nella nuova DC di Totò Cuffaro. Area, a Modica, dove confluisce anche Minardo, non si comprende bene se come Lega o come componente personale.
Ma non è finita, perché Abbate, a Comiso, sceglie di sostenere il candidato Sindaco Schembari, di destra, riservandosi di inserire esponenti della nuova DC di Totò Cuffaro nelle liste civiche a sostegno della Schembari.
Dove si butterà Abbate ad Acate non è dato sapere.
Per fortuna, come per ogni spettacolo di trapezisti, ci sarà la rete a salvare da rovinose cadute.

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