I vincitori hanno sempre ragione

Terza seduta di consiglio comunale, andamento spedito, Ordine del Giorno esitato favorevolmente, del resto c’era stato il primo ‘educational’ della seconda era Cassì, la sera prima, per oltre due ore, la maggioranza era stata catechizzata sugli atti da votare.
Nell’ordine, le variazioni di bilancio, una miriade di movimenti finanziari, come al solito snocciolati con maestria dall’assessore Giovanni Iacono, ormai una costante della nuova gestione finanziaria, l’adesione del Comune alla ‘rottamazione’ nazionale dei tributi e il nuovo regolamento dei servizi cimiteriali.
Questo ultimo punto, in particolare, premeva per la scadenza imminente e improcrastinabile per la sepoltura di alcuni feti abortivi che imponevano la sottoscrizione dell’apposito protocollo con l’ASP.
Primo punto senza problemi, per il secondo le minoranze annunciavano voto positivo ma presentavano due emendamenti, uno per una dilazione allargata e uno per sconti alle imprese sul dovuto, chiedendo l’approvazione come segnale di collaborazione vicendevole con le minoranze.
Emendamenti per i quali era stato dato, prima, parere positivo, poi trasformatosi, per incanto, in parere negativo, con le rimostranze del consigliere Calabrese. In definitiva, come sempre, nessuna apertura per le minoranze, in maniera sfacciata anche se con tanto di spiegazioni per i pareri negativi.
Passa anche il regolamento dei servizi cimiteriali che, oltre all’art. 31, per la sepoltura dei feti nel Giardino degli Angeli, portava le novità delle aree per la sepoltura degli animali da affezione e alcune modifiche di carattere strettamente tecnico. Due sedute di commissione, disaccordo per il fatto che si poteva solo votare per l’articolo 31, rimandando l’esame di tutte le modifiche al regolamento ad una più attenta valutazione, ma l’atto è stato approvato, in chiusura di seduta, con la sola presenza della maggioranza, quindi senza dibattito e confronto.
Più vivace e densa di contenuti politici la fase iniziale dedicata alle comunicazioni, dove è emersa l’inconsistenza, l’ennesima, delle minoranze che non sono in grado di offrire una opposizione decente e minimamente funzionale all’obiettivo di mettere in difficoltà gli avversari politici.
Troppa moderazione, troppa eleganza, tendenza al bon ton che viene ripagato con sfregi verbali contro cui nessuno si ribella, nemmeno il giorno dopo.
È il festival della comunicazione farlocca, inventata da Cassì per la sua campagna elettorale e ora imitata da chi si vuole mettere in mostra ad ogni costo, peraltro per superare i colleghi di giunta, per emergere e diventare protagonista, possibilmente con l’aspirazione di superare il primo cittadino nel gradimento della città.
A modo loro riescono a fare breccia, certi passaggi degli interventi sono esilaranti ma le opposizioni non reagiscono.
Ne viene fuori uno show dei vincitori e i vincitori, in queste condizioni, hanno ragione da vendere: gli addetti alla comunicazione hanno insegnato a rivoltare la frittata, viene negata l’evidenza, si sostiene il contrario di quello che dicono le minoranze e hanno anche ragione.
Il leit motiv è quello che le opposizioni hanno una idea falsata della realtà della città, tant’è che il 63 % degli elettori ha giudicato reale la città presentata da Cassì e che ora gli alleati hanno fatto propria.
E le opposizioni inermi, silenti, che non portano in aula le prove delle proprie tesi.
Così che, in un cimitero di assessori dormienti, che non si sa a che cosa si dedichino durante il giorno, per buona parte della squadra assessoriale, Mario D’Asta inventa lo show: “Grazie per la grande attenzione che posso registrare sul decoro urbano, sull’immondizia, un sincero ringraziamento perché contribuite al bene comune della città, con un fare spesso criticabile, ma io lo accetto ugualmente e con piacere.
Grazie per le segnalazioni… per la scerbatura debbo dire che fate passare una idea di città che non è reale, e lo posso dire perché un mese e mezzo fa i cittadini hanno detto altro.
Poi l’apoteosi dell’intervento, il colpo di teatro che suggella la rivincita di questo clandestino politico, disperato, che dall’accordo con Gurrieri stava per rimanere a piedi, incontra il Santo Giovanni Iacono che lo accoglie e nella nuova dimora costruisce, con l’aiuto di Cassì, una rete di candidati importanti, con parentele e amicizie giuste, sotto l’ala di Abbate, e se ne porta ben tre in consiglio.
Forte del successo ottenuto, che annienta l’immagine di quelli che come lui hanno scelto la strada dell’alleanza diversa con Cassì, al momento non mostra limiti comunicativi, di certo ci sarà un regista, diverso dal passato, furbo, professionalmente adeguato, che gli fa sciorinare una comunicazione da accademia.
Non è che non ci siano punti deboli, da poter attaccare, ma nessuno parla, soprattutto i suoi avversari storici sembrano in bilico fra lo stordimento per la sconfitta elettorale e quello per vedere D’Asta sul podio.
Ecco allora tirare fuori il consiglio, agli avversari politici, da pelle d’oca, adrenalinico: “una elaborazione sulla vostra riflessione critica, che dovreste fare.
Io, con tutta la giunta, continuerò a ringraziarvi per tutti i suggerimenti che ci darete. Ma rispetto ai continui rilievi critici, consiglierei di aprire un dibattito, non in aula ma in città, su quello che è accaduto (sulla sconfitta elettorale epocale NdR) attorno a cui gravita un silenzio assordante, preoccupante perché la dialettica politica è auspicabile per cercare di trovare non un avversario ma una alternativa politica (che, evidentemente, D’Asta non vede… e ha ragione NdR).
Penso che per voi sarebbe utile invece di portare critiche in aula, dedicarle al proprio interno, ognuno è libero di fare le valutazioni che crede, soprattutto a casa propria, ma cercare di far passare l’idea di una città sporca, senza decoro mi pare esagerato. Basta andare a Roma, a Napoli, per rendersi conto che non è così, certo il nostro orizzonte culturale deve essere Belluno e non Napoli, ma siamo la città con la TARI più alta e il capoluogo più pulito.
Lavoro ce ne sta ma ci sono 5 anni per lavorare e migliorare la situazione, (stessa idea di Gurrieri per la sicurezza NdR), se la sfida del decoro potrà essere di breve periodo, non lo può essere quella dei rifiuti.”

Dopo queta lectio magistralis è la volta di Cassì che considera le critiche al decoro urbano critiche ai cittadini ragusani, chi viene da fuori non nota quello che rilevano le opposizioni. L’amministrazione non potrà eliminare tutto quanto non va in città.
Poi il sindaco dedica il suo dire all’intervento dell’avv. Mauro, sul turismo e sul cartellone estivo, intervento che giudica preciso, pungente, puntuale, che gli sollecita una riflessione.
E qui l’arrampicata sugli specchi, partendo dall’estromissione dell’ex assessore al turismo, poi la camminata sulla sabbia bollente dell’esperto, del destination manager, della scelta che non è stata ancora fatta, dopo un enorme dispendio di somme per il Piano Strategico del Turismo, della scelta di trattenere queste deleghe strategiche per arrivare alla nomina dell’esperta di cultura (tanto di cappello NdR) che scopriamo essere anche esperta di turismo e, udite udite, di eventi – non solo culturali.
Intervento di Mauro che Cassì giudica eccellente ma, secondo noi, che presta il fianco ad una critica sulla commistione fra turismo ed eventi.
Se il risultato di tutto è il cartellone dell’estate iblea, è meglio stendere un velo pietoso di rispettoso silenzio e augurare che l’avv. Mauro si dedichi a tematiche più elevate, più consone alla sua caratura e alla storia familiare.
Di certo è emerso che la scelta dell’esperto per il turismo è in alto mare, venuta a mancare la santa protettrice forse il predestinato è calato nel borsino dei predestinati.
Un solo commento: uno spettacolo (dei vincitori), un dramma (delle minoranze).

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