Ibla, come Marina o altra parte del territorio, è di tutti, non solo dei residenti o dei commercianti che vi lavorano

Il comitato di residenti di Ibla replica alla nota di Giovanni Iacono, non avremmo preso in considerazione la replica, insulsa solo per il fatto che giudica scomposta la reazione dell’assessore, si evince che il comitato non ha mai ricevuto repliche come dio comanda.
Piuttosto ci preme sottolineare una problematica che spesso emerge, quella dei residenti di un quartiere o di una frazione che pretendono di stabilire le sorti del posto dove vivono, con un confronto neanche tanto accomodante con l’amministrazione comunale.
E’ bene ricordare che la città, in ogni suo angolo, è di tutti e non solo di qualche centinaio di persone, peraltro, come vorrebbe far capire il comunicato, non appartenenti allo stesso comitato. perché è facile aderire ad una petizione ma non necessariamente la stessa è adesione al movimento.
Abbiamo più volte sottolineato come questo comitato di Ibla sembra spesso tenutario di tutte le verità, in ogni campo, agronomico, urbanistico, viabilistico e via dicendo.
Tutti possono dire la loro, possono proporre, possono suggerire, ma c’è una amministrazione eletta dai cittadini, sostenuta da una maggioranza anch’essa eletta e controllata da opposizioni che, sulla carta, dovrebbero svolgere il proprio ruolo.
Da troppo tempo su determinati problemi insistono a parlare personaggi che non sono stati eletti e nemmeno si sono candidati alle elezioni.
Di fondo esiste il problema che, secondo i desiderata di comitati e associazioni varie, una amministrazione e eletta non si può muovere autonomamente e, per paradosso, dovrebbe sottostare alle scelte di chi non è stato eletto o nemmeno si è presentato alle elezioni.
Legittime le critiche, legittimi suggerimenti e proposte, ma insistere diventa noioso, ritenere di sapere cosa sia meglio per un quartiere è solo saccenteria.
C’è poi da fare una osservazione: i rilevi sul mancato coinvolgimento dei cittadini, nelle scelte, da parte dell’amministrazione, viene sollevato solo per Ibla, qualche volta per Marina di Ragusa, ma quando l’amministrazione ha coinvolto i cittadini, le forze sociali per scelte importanti, per Palazzo Tumino, per i progetti culturali, per le scelte urbanistiche, per la destinazione dello scalo merci o il destino di via Roma e le sorti del centro storico? Perché la pretesa di condividere le scelte non viene allargata a tutte le decisioni ?
O tutta questa comunicazione è solo per il proprio orticello?

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