Ibla, location ideale di telenovele, film per la Tv e fiction

Una nota del Comitato civico di cittadini residenti di Ibla, Comibleo ci ricorda, per chi ha poca memoria, che è ancora aperta la questione dei lavori al Convento dei Frati Minori Riformati, annesso alla Chiesa di Jesu, a Ragusa Ibla, nella cui struttura dovrebbe essere allocato un nuovo Museo Archeologico della città.
Stando a quanto riferito da Comibleo, che avrebbe appreso le notizie da fonti, non specificate, della Soprintendenza, sarebbero in arrivo fondi ministeriali, per il completamento dei lavori.
Oltre alla veridicità delle notizie fornite a Comibleo, sarebbe da capire se sindaco e assessore ai centri storici, per quanto non avendo competenza, sono a conoscenza di questi eventuali ultimi sviluppi.
I comportamenti, gli atteggiamenti, i silenzi, le reticenze della Soprintendenza sono cosa ormai consueta e da dimenticare, poca affidabilità hanno queste indiscrezioni anche per altri particolari diffusi da Comibleo:
finanziamento ancora in fase di erogazione ma si presuppone che da lì a poco, dovrebbe essere istruita la relativa gara, dall’inizio dei lavori (secondo fonti attendibili passano sei mesi dall’indizione della gara all’inizio dei lavori) dovrebbero passare altri sei mesi, per cui si può dire che i lavori potrebbero essere completati entro la fine del 2025.
Ma Comibleo si azzarda a dire che per la fine del 2025 sarebbe inaugurato il Museo, cosa impossibile perché, anche ammettendo che l’opera venga consegnata per la fine del 2025, ci vorranno mesi per l’allestimento del Museo.
Tutto ci appare campato in area, anche alla luce di quanto avrebbe aggiunto la Soprintendenza, che farebbe sapere, secondo Comibleo: “aprire un museo non è mai un’attività facile anche perché è una realtà dinamica e quindi quello che andava bene dieci anni fa adesso deve necessariamente essere rivisto. E visto che per questa grande opera pubblica di anni ne sono passati parecchi, è ovvio che bisognerà comprendere esattamente quale direzione imprimere all’intero percorso.”
E qui sta il quibus della situazione, già venuto fuori nel corso di un incontro ufficiale, negli anni passati, organizzato dall’allora assessore alla cultura, Clorinda Arezzo, con i vertici di Soprintendenza e Parco Archeologico (da quest’ultimo dipenderebbe, esclusivamente, il nuovo Museo).
I due dipendenti della Soprintendenza che, già allora, si occupavano di studiare l’allestimento museale, dichiararono che ritenevano i nuovi locali inadatti e inadeguati per una esposizione museale, cosa che rendeva il lavoro assai più complicato.
Si preannunciano, quindi, al netto delle affermazioni della Soprintendenza, tempi lunghissimi, ammesso che tutto fili liscio fino al taglio del nastro, saremmo fortunati se il Museo avesse vita entro il 2026.
Secondo noi, forse, finiranno prima i lavori per la Ragusa Catania, il nuovo Museo Archeologico se la potrebbe battere con l’autostrada.

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