Ibla va salvata

Il dibattito sulla vivibilità di Ibla, che deve contemperare esigenze dei residenti, degli operatori economici e di turisti e visitatori, si arricchisce di un nuovo capitolo.
Nella serata di venerdì 6 maggio, presso la Chiesa di Sant’Antonino, ormai salone parrocchiale, assemblea degli aderenti all’ Associazione VIVIBLA per fare il punto della situazione alla luce della prossima ZTL che il Comune ha messo a punto nel contesto di un più ampio progetto di mobilità in città.
Rispetto alle ultime questioni sollevate nel corso della seduta del Consiglio Comunale, emerge quella che riteniamo una novità, quanto meno un elemento che non era trapelato nei giorni scorsi e che ci sorprende non poco.
L’associazione VIVIIBLA ritiene, come si potrà leggere nel comunicato che appresso riportiamo, che la ZTL possa essere il minore dei mali, di fronte alla tragica situazione del quartiere barocco.
Come ci ha sottolineato il dott. Gianni Giannone, da sempre attento, in maniera particolare, alle problematiche di Ibla, la ZTL potrà servire a regolamentare una situazione ormai insostenibile, sia pure con l’esigenza inevitabile di apportare i correttivi necessari.
Si comprende che l’Associazione gioca questa carta di fronte al pericolo che il mancato avvio della ZTL potrebbe costituire in uno scenario con poche limitazioni.
La posizione dell’Associazione è comunque, secondo il nostro parere, eccessivamente conciliante, siamo sempre del parere che, ormai, Ibla è satura ed è necessario interdire il traffico ai non residenti.
I numeri, che finora erano appannaggio di pochi, danno un quadro estremamente delicato per la vivibilità di Ibla e per le questioni ambientali connesse. 800 posti letto, almeno 400 dipendenti in alta stagione, non consentono un libero accesso al quartiere, soprattutto se si aggiunge il flusso di visitatori e turisti.
Naturalmente, per salvare Ibla vanno studiati collegamenti che non possono limitarsi ai bus navetta, serve un servizio calmierato e controllato di taxi, a chiamata, che possano mettere in condizione, chiunque, a qualunque orario di recersi a Ibla, di cenare, di attardarsi in uno dei tanti locali, di godere delle bellezze architettoniche, con la libertà di decidere quando scendere e quando salire.
Solo così Ibla può essere salvata e può essere garantito un minimo di vivibilità ai residenti, non ci sono alternative, né possono essere tollerate infrazioni al codice della strada, dal blocco del traffico per il carico e scarico di merci all’occupazione abusiva di passi carrabili e stalli di sosta per i disabili.
A Ibla c’è chi teme di uscire con l’auto per paura di perdere il posto, situazioni paradossali che vanno risolte in un contesto di civile convivenza.

Ci dice di più la nota di VIVIBLA, associazione che, alla luce della partecipazione all’assemblea per discutere dell’argomento all’ordine del giorno, appare come la più qualificata e autorevole voce dei residenti di Ibla:

Ibla invivibilità aggravata e continuata

I cittadini residenti a Ibla rivendicano il diritto di vivere nel quartiere diventato purtroppo oggetto di abusi per la quale le più elementari regole del vivere civile sono costantemente disattese a causa di una viabilità immersa nel caos più totale.
Il mancato controllo dei varchi consente a centinaia di auto di entrare e girovagare all’interno di Ibla alla disperata ricerca di un parcheggio che non c’è.
A questo punto, il parcheggio selvaggio è l’unica soluzione: auto sui marciapiedi, auto in divieto di sosta, auto in corrispondenza di incroci, di vie di fuga, nel parcheggio riservato ai residenti, nel parcheggio riservato ai disabili, auto in divieto di sosta in via peschiera (importante via di fuga), continue violazioni del codice della strada: auto controsenso in via XI Febbraio, carico e scarico a qualunque ora e talvolta bloccando la strada come accade in via XI Febbraio, i parcheggi riservati ai residenti sempre occupati da auto di non residenti che se ne infischiano delle regole, delle leggi, del rispetto dei diritti e delle necessità altrui.
A questo si aggiunge il fatto che spesse volte, quando si chiede l’aiuto della Polizia Municipale, ci viene risposto che la pattuglia è purtroppo impegnata altrove.

In tutti i posti turistici del mondo, a maggior ragione nei borghi medioevali, tutto questo caos non esiste, entra soltanto chi risiede 365 giorni su 365 giorni per potere vivere il quotidiano.
A Ibla si pretende che anche i clienti delle attività ricettive debbano avere diritto di parcheggio all’interno del borgo medioevale. Se si pensa che siamo arrivati a circa 800 posti letto, e che nell’ultimo anno le richieste di autorizzazione si sono decuplicate, da ciò si dà l’allucinante idea di come la pentola sia già scoppiata e di come la situazione sia fuori controllo sotto tutti i punti di vista.
In atto, le richieste di autorizzazione al transito si aggirano intorno a 400 con tendenza all’aumento continuo. Se a questo si aggiungono coloro che lavorano nei numerosi locali che nel periodo di piena stagione sono circa 400 persone, dipendenti dei bar, ristoranti, locali vari, molti dei quali pretendono di entrare e parcheggiare con il mezzo proprio., la frittata è completa.
Ci chiediamo: da che mondo e mondo viene consentito ad una così numerosa quantità di veicoli di entrare e di parcheggiare nelle anguste stradine di un centro storico medioevale?
Va bene il transito, va bene il carico e scarico ma il parcheggio di un così elevato numero di veicoli non si può permettere anche perché di fatto non c’è.

Da ciò si capisce bene che la misura è colma, anche il grado di inquinamento è enorme con conseguente rischio per la salute.

La sentenza della Corte di Cassazione 8254-113 del marzo 2011, ricorda come “… A nessuno sia consentito anteporre la logica economica alla logica di tutele della salute”.
Questa “ Invasione”, con il grave inquinamento acustico e dell’aria porta a conseguente rischio per la salute pubblica, senza contare che sono fortemente compromesse le elementari norme di sicurezza relative sia alla difficoltà di ingresso, movimento e uscita da Ibla di eventuali mezzi di soccorso.

In qualità di residenti chiediamo:
• Il diritto di poter rientrare a casa dopo una giornata di lavoro e di poter vivere il quotidiano (scaricare la spesa, accompagnare i malati e gli anziani).
• Il diritto di poter uscire dalla propria abitazione senza il patema d’animo del rientro nella disperazione di non trovare un parcheggio.
• Il diritto di poter essere soccorsi, qualora ce ne fosse bisogno e in tempi rapidi. ( È sotto gli occhi di tutti, infatti, la fatica che deve fare una ambulanza, sia in entrata che in uscita da Ibla, quando le auto sono selvaggiamente parcheggiate ovunque.
• Il diritto di poter respirare aria pulita e non benzene, ossido di carbonio e inquinanti vari.

Che ben venga allora l’attivazione delle telecamere e della ZTL proposta dalla Amministrazione Comunale negli orari e nei periodi critici per la disciplina di questa insostenibile situazione.
A chi tenta di mistificare facendo terrorismo sull’idea che Ibla sarà blindata, nell’intento di continuare a perpetuare questa grave situazione contro ogni regola e legge del codice della strada, ribadiamo che Ibla non sarà blindata bensì regolamentata negli orari più critici dei fine settimana (la sera) e nei periodi di alta stagione. Le leggi ci sono bisogna applicarle e farle rispettare.
Associazione VivIbla

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