Prima c’era il covid, poi la guerra, gli aumenti dei prezzi, la carenza di materie prime essenziali, il pericolo di minori approvvigionamenti alimentari.
A Ragusa, invece, tira ancora la crisi idrica e mentre qualcuno deve ammettere che il rifornimento del serbatoio di Bruscè funziona, dimostrato anche dal crollo di chiamate per le autobotti, i professionisti del comunicato si sono dovuti spostare a San Giacomo, tralasciando anche Marina dove l’arrivo delle resine per il denitrificatore dai territori di guerra, eliminerà, prima o poi, l’interdizione all’acqua potabile.
Ma resta, comunque, una situazione di totale caos, con un assessorato dimostratosi poco adeguato a gestire l’emergenza, un sindaco che bada solo a galleggiare sulle critiche e sulle criticità, per cadere sempre in piedi, e opposizioni da avanspettacolo.
Tanto si insite sulla crisi idrica, da parte delle opposizioni, che sono totalmente ignorati problemi come le condizioni delle strade, vere e proprie trazzere anche in centro, viale Ten Lena, via Padre Anselmo, via Archimede, zona stadio, molte rotatorie sono veri e propri percorsi di guerra per le vetture normali. Senza parlare dell’erba che invade la città in ogni marciapiede.
Ma si vede che il consenso, per ora, va cercato con l’acqua.
Addirittura, i maghi delle opposizioni restano silenti di fronte ai comunicati trionfalistici dell’amministrazione: la conclusione dei lavori per la conduttura al serbatoio di Bruscè, il denitrificatole che, fra qualche giorno, dovrebbe essere messo in funzione, diventano conquiste, meriti acquisiti, senza che nessuno chieda conto di come si è arrivati alla crisi e, soprattutto, quali sono le strategie per il prossimo futuro, atte a evitare episodi simili.
Sembra tutto a posto, ma nessuno parla delle carenze in centro storico, si glissa anche sulla crisi a San Giacomo, confidando che, a breve, tutto sarà risolto.
Ma il problema non è gioire perché sono arrivate le resine dall’est o arriva acqua al serbatoio di Bruscè, il problema è affrontare la carenza di acqua nelle contrade, a San Giacomo, il problema è acquistare autobotti, ma non lasciarle poi arrugginire come il denitrificatore.
Il problema è, soprattutto, capire se l’inadeguatezza è dell’assessore, del dirigente, se c’è, degli uffici, ma questi sono tasti che le opposizioni non toccano.
Il problema è che la città non può avere un sindaco privo di autorevolezza, su cui ricadono comunicati critici di ogni tipo, che restano senza risposta.
A nulla valgono i comunicati trionfalisti che, se letti bene, sono, per buona parte, nuovi annunci: conquistata Bruscè, il potabilizzatore di Camemi sarà attivato e l’acqua potrà essere messa in rete, il denitrificatore sarà attivato, mentre ci sono i back stage per la nuova serie della fiction ‘acqua’: “L’impegno più corposo riguarderà poi la manutenzione straordinaria delle nostre reti idriche, tramite l’Ati Idrico, Ragusa ha chiesto un finanziamento mirato pari a 15 milioni di euro nell’ambito del Pnrr.”
E con questo vorremmo mettere ipoteca sui prossimi cinque anni. Ma tutti tacciono sul particolare, forse nemmeno leggono i comunicati e i post.
Intanto il carosello dei comunicati allieta i cittadini: nei giorni scorsi era il Presidente di Territorio Marina di Ragusa, Angelo La Porta, a chiedere: “Il pozzo Tirrito è fuori uso? Le autobotti della protezione civile sono state attivate? Quando finirà l’emergenza e come si dovranno sanificare le cisterne private nell’area interessata dall’ordinanza?
Ma chi controllerà, aggiungiamo noi, se saranno sanificati i serbatoi e le cisterne degli esercizi pubblici?
Il capogruppo PD, Mario Chiavola, aveva sollevato il problema della mancanza di fondi per la Protezione Civile del Comune, ma non si è potuto capire se è un problema reale o un colpo di sole del consigliere.
Poi punta i riflettori sui ritardi, da marzo, per l’invio di autobotti con acqua per le contrade, segnale che la crisi idrica non è per nulla risolta, nei suoi molteplici aspetti.
Ma questi non fanno parte dei trionfalistici comunicati del Palazzo.
Come si diceva ora si è trovata la contrada di San Giacomo per giocare a maggioranza e opposizione, come guardie e ladri per i bambini.
Nella contrada manca l’acqua e, ancorché gestita la distribuzione dal Consorzio di Bonifica, il territorio è comunale, in parte, e Chiavola chiede adeguato intervento con le autobotti.
Riprendendo una interrogazione dell’on.le Dipasquale, il capogruppo PD reitera le proteste per una crisi che rischia di travolgere le aziende agricole in grande difficoltà, chiede di conoscere i motivi della mancata erogazione e sollecita interventi urgenti, ricordando che, il 5 gennaio scorso, aveva chiesto all’Amministrazione comunale, di farsi carico della gestione dell’acquedotto Santa Rosalia e della relativa potabilizzazione.
Tutte problematiche importanti che una amministrazione virtuosa, quale si vorrebbe definire quella di Ragusa, dovrebbe prevenire nelle criticità, anticipando ogni possibile rilievo delle minoranze consiliari che invece ne fanno motivo di martellamento continuo nei confronti degli amministratori che, non sempre, danno risposte tempestive ed esaustive.
Per fortuna ci sono anche i 5 Stelle e dovrebbe essere inevitabile intravedere il cielo sereno.
Il capogruppo Firrincieli ha chiesto manforte al leader Tringali e ha ottenuto i primi risultati dopo aver incontrato i residenti. Sì, perché ora i 5 Stelle sono arrivati anche a San Giacomo per dare risposte che, pare sarebbero già arrivate.
Pare, grazie alle conoscenze di Tringali, hanno contattato il Consorzio di Bonifica che avrebbe comunicato che la “seconda linea” di distribuzione dell’acqua nella frazione è finalmente operativa, da ieri, dopo i lavori di ripristino. In pratica sono arrivati a cose fatte.
Nel frattempo, Tringali e Firrincieli, hanno ricevuto analoghe assicurazioni, ma non specificano da chi, sull’invio di approvvigionamento idrico mediante autobotte che dovrebbe, seppur in maniera purtroppo molto limitata, aiutare i cittadini nell’ennesimo fine settimana senza acqua.
Da domani si dovrebbero iniziare ad alleviare i disagi dei residenti e i 5 Stelle attendono di capire se la situazione sia davvero, almeno in parte, risolta.
In ogni caso, come si asserisce nel comunicato, vigileranno, informando i residenti e provvedendo a far sì che l’erogazione sia garantita h24, con una massima qualità dell’acqua.
Tringali e Firrincieli sollecitano una interlocuzione più efficace degli amministratori con il Consorzio di Bonifica, e una maggiore attenzione per le giuste istanze dei cittadini della frazione.
Così concludono nel loro comunicato: “Purtroppo l’atteggiamento dell’Amministrazione galleggia nell’immaginare scenari e progetti fantascientifici, che non rispondono affatto ai bisogni della comunità iblea, serve il cambio di passo sempre auspicato, anche dallo stesso sindaco.”
In pratica non hanno fatto nulla, se non chiedere lumi al Consorzio, il comunicato vuole fare apparire l’intervento risolutore. Sempre questione di comunicazione è.
