Il boom delle case chiuse a Ragusa

di Francesco Montalto
Difficile parlare di crisi economica di fronte al dilagare di appuntamenti ‘’costosi’’

Dopo l’ennesima scoperta di case chiuse nel centro storico di Ragusa, con articoli apparsi sui maggiori quotidiani nazionali (vedi la Repubblica), vari sono gli stati d’animo nella comunità della tranquilla cittadina iblea.
I politici, chiaramente, non vedono di buon occhio l’uscita di certe notizie, lesive in qualche modo dell’ ottima reputazione di cui Ragusa gode.
Tra la gente comune, invece, prevale come al solito un sentimento di pruriginosa e morbosa curiosità di leggere, cercando di saperne quanto più possibile, su questioni che a certe latitudini sconvolgono sempre. Ma non è il solo sentimento, c’è anche lo sconcerto per una situazione che sembra sfuggita di mano, che scandalizza e preoccupa, ma dai numeri importanti.
Tralasciando il discorso dell’illegalità, e quindi della perseguibilità di certi fatti, sorprende molto l’alto numero di bordelli tra le vie del centro storico ragusano e  il fatto che nessuno si chieda apertamente e veramente come mai.
Probabilmente per il fatto che questo tipo di attività è altamente redditizia in una città comunque molto benestante e prospera (si parla di tariffe di centinai di euro per poche ore di divertimento)?
Attività sulla quale qualcuno specula anche, affittando le proprie case barocche in centro, magari fingendo di non sapere o chiudendo un occhio sulle referenze dell’affittuario.
Forse bisognerebbe comprendere il fatto che anche il ragusano medio, riconosciuto come grande lavoratore, con una vita magari indirizzata su binari drittissimi, abbia poi, da essere umano fatto di carne, le proprie debolezze, le proprie perversioni e si ritagli quella che è vista come una “trasgressione”, alla fine di lunghe giornate di lavoro o di settimane scandita da ritmi uguali.
Del resto, quello che salta fuori dalle dichiarazioni della polizia, è proprio un quadro di noiosa routine, non solo familiare, che viene fortemente scossa da prosperose (e costose) sudamericane (ma non ci sono solo loro in questo business) che arrivano a Ragusa, con l’agenda già fitta di clienti, di fascia medio alta (impiegati, professionisti, imprenditori), che, in ufficio, in palestra o nel bar rinomato della città, scambiano numeri di telefono caldissimi, cercando così di realizzare le proprie fantasie più nascoste.
Un fenomeno sociale che va quindi oltre la semplice scappatella e che dovrebbe far riflettere su una quotidianità perfettamente incasellata nei migliori schemi sociali, per esempio, al di là di scontate reazioni schifate.
A  poco servirà, probabilmente, l’urlo disperato di mogli tradite o impaurite, che chiedono a gran voce di chiudere tutte queste case di appuntamenti, mentre loro continuano maniacalmente a lucidare (o a far lucidare) le proprie, magari….

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