Il calcio comincia a stancare, più che nel recente passato

Si potrà dire che chi scrive non è un vero tifoso e, in verità, ho seguito determinati sport più per interessi di lavoro (professionali sarebbe una parola grossa), che per pura passione.
E questo mi ha consentito, però, di guardare al mondo dello sport con un certo distacco.
Innegabile che conta molto l’età anagrafica, quindi l’appartenenza ad un mondo diverso, per valori, per idee, per implicazioni economiche.
Da tempo non seguo più lo sport che più mi appassionava, quello automobilistico, la Formula 1 troppo condizionata dagli interessi di pochi grossi costruttori, dove non vale più il valore di un pilota quanto la regolazione di un alettone, dove tutto è affidato all’elettronica.
Mi sono stancato di seguire anche le mitiche gare in salita, anche i rally hanno perso quel fascino di una volta, quando qualcuno andava a correre con l’auto che aveva usato durante la settimana per andare al lavoro.
Nessun interesse per il calcio, un mondo sempre più infangato da combine e da scommesse clandestine che oggi vive, forse il suo periodo peggiore, almeno per quello che percepisco, a tutti i livelli-
Il flop della superlega è lo specchio di un mondo nelle mani di quattro ricchi affaristi, un mondo crollato nei valori, dove i giocatori scommettono sulle loro stesse prestazioni, un mondo che non si regge più nelle attuali condizioni di crisi economica globale.
Un mondo che non ti va di seguire perché le partite di una giornata di campionato si giocano dal sabato al lunedì, quando va bene, una a mezzogiorno, una nel pomeriggio, due di sera, secondo le esigenze delle televisioni che hanno le esclusive.
Che l’interesse sia venuto meno è decretato dagli ascolti elle trasmissioni sportive, ridotti, ormai al minimo.
Sono i campionati minori che potrebbero mantenere vivo l’interesse per il calcio, ma anche per questi c’è lo sfascio più totale: è di oggi la notizia di una inchiesta per fare truccate nel girone siciliano di serie D.
A che serve seguire questo sport, se anche nelle serie minori dilaga il malaffare e l’imbroglio ?
Ora assisteremo al solito teatrino di processi, di ricorsi, di penalizzazioni, di ripescaggi in un mondo senza soldi con imprenditori che ne vogliono uscire sempre meno
Anche nel nostro piccolo assistiamo ai soliti deludenti spettacoli: una stagione flagellata dall’emergenza pandemica, campionati bloccati, riavviati in maniera confusionaria, chi vorrebbe seguire ha difficoltà per capire chi gioca, quando gioca, chi sono gli avversari in classifica, quale è la classifica, per che cosa si gioca, se ci sono promozioni e retrocessioni.
Per quello che ci riguarda Il Marina di Ragusa, squadra locale che milita in serie, in lotta per non retrocedere, alla fine di questo strano campionato, manda a casa l’allenatore, poi ci ripensa e decide di congedare il sostituto, il direttore sportivo e l’allenatore in seconda, con uno spettacolo degno della migliore tradizione di decadenza che sta vivendo il calcio in tutte le sue espressioni.
Se tutta questa gente, fra cui ci sono elementi che ti hanno portato ad alti livelli, è la causa dei risultati che non arrivano, ci si poteva pensare prima.
Per questo viene a scemare l’entusiasmo per un mondo che non è più quello di una volta, anche nel nostro piccolo.

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