Sta per diventare centrale, nei confronti dell’elettorato, la partita che oppone Cassì, promotore di un civismo che non vorrebbe avere a che fare con i partiti (ma li accoglie nella sua coalizione sotto mentite vesti) e i rappresentanti di partiti, ma anche di liste civiche che addebitano al sindaco in carica la mancanza di autorevolezza nelle stanze che contano, a difesa della città.
La querelle, amplificata dall’occasione nella quale si è trattato di sanità, è spostata anche, dai candidati Cultrera e Schininà su uno dei punti deboli di Cassì, quello della vicinanza, diretta nei rapporti e indiretta in alcuni candidati della coalizione, all’ex sindaco di Modica Abbate, oggi parlamentare regionale della DC di Totò Cuffaro.
In effetti, la questione si sta inutilmente amplificando sul tema della sanità modicana favorita rispetto a quella ragusana: Abbate sarà forte delle sue dodicimila preferenze, indiscutibili, ma resta sempre un fenomeno di paese, deve ancora confermare questi exploit in altre competizioni, deve far notare il suo peso nei candidati al Consiglio comunale di Ragusa, sembra troppo presto ascrivergli il merito delle ultime erogazioni per l’ospedale di Modica.
E’ storia che a Modica, anche per la sanità il politico influente è Nino Minardo, del resto ogni deputato regionale lavora per il suo bacino e non c’è nulla da fare: così hanno fatto Assenza e, al tempo, il deputato regionale del PD di Comiso, così ha fatto Nello Dipasquale che, non dimentichiamo, ha fatto erogare la somma necessaria per il completamento del Giovanni Paolo II.
Il problema del capodipartimento o del primario o del reparto spostato rientrano nel sistema della sanità dominata dai partiti.
Cassì era amico di Musumeci e di Falcone, ha ottenuto poco per la sanità ragusana e per l’ospedale in particolare, politica o non politica di questo lo accusano i rivali e l’accusa ci sta tutta.
La palla passa ora, per esempio, nelle mani dei rappresentanti di Abbate che dovranno farci vedere di cosa saranno capaci, e di cosa saranno capaci i consiglieri eletti dei partiti facenti parte dele governo regionale e nazionale.
Intanto Cassì ritorna sull’argomento e replica: “Parliamo di politica, parliamone seriamente”.
Quello che emerge di positivo è che, finalmente, dall’attuale sindaco in carica potremo ascoltare quali saranno le ricette per la città, per i prossimi 5 anni, si finirà il ritornello, che orami ha stancato, dei quello che si sta facendo e del poco che si è fatto per andare ai programmi, anche se, dopo l’esperienza del 2018, sentire parlare di programma elettorale è quasi un affronto per l’interlocutore.
Purtroppo, la stessa sensazione si ha con tutti i programmi, ci vorrebbero garanzie, del tipo dimissioni se il programma non viene osservato.
Poi, fra le righe, c’è una affermazione gravissima che gli interessati farebbero bene a chiarire e a smentire: dice Cassì “Posso dirvi, senza timore di smentita, che in questi 5 anni mi sono confrontato efficacemente con tutti i nostri rappresentati in Regione e al Governo, senza preclusioni.
Solo nell’ultimo mese, a dire il vero, da alcuni di questi ho ricevuto attacchi pubblici anche molto duri, salvo poi ricevere in privato rassicurazioni che finita la campagna elettorale tutto tornerà come prima. Ne sono certo.”
Dal momento che sono noti i critici più accesi di Cassì, prevalentemente per la questione delle mancate alleanze, sarebbe bene che Cassì chiarisca a chi si riferisce e i destinatari dell’accusa che si tratta tutta di una finzione, chiarissero la loro posizione.
Questa la nota:
È ormai palese come gli altri candidati a sindaco si attengano a uno schema condiviso tra loro: gli accordi sono evidentemente già fatti, anche a vedere come si spalleggiano.
Il loro schema segue due linee:
1- Sostengono che un sindaco senza un partito alle spalle sarebbe un sindaco debole, perché privo di agganci forti a Roma e a Palermo. Affermano quindi, senza pudore, che esisterebbe un “sistema”, poco meno che eversivo, secondo cui la politica nazionale e regionale favorirebbe solo l’amministrazione locale dello stesso colore. Tutto finto.
Posso dirvi, senza timore di smentita, che in questi 5 anni mi sono confrontato efficacemente con tutti i nostri rappresentati in Regione e al Governo, senza preclusioni.
Solo nell’ultimo mese, a dire il vero, da alcuni di questi ho ricevuto attacchi pubblici anche molto duri, salvo poi ricevere in privato rassicurazioni che finita la campagna elettorale tutto tornerà come prima. Ne sono certo.
2- L’avrete notato anche voi: alcuni dei temi su cui tutti insistono sono la sanità, l’aeroporto di Comiso e paradossalmente l’università (nonostante questa Amministrazione abbia contribuito in modo determinante alla apertura di un nuovo corso di Laurea, dopo gli anni dei fasti e la successiva costosa caduta: ancora per alcuni anni dovremo ripagare un debito milionario).
Tre temi regionali sui quali, è innegabile, un sindaco deve comunque farsi attore e portavoce della sua comunità.
Deve farlo e lo abbiamo fatto con fermezza e risoluzione ma nelle sedi istituzionali opportune, e non sui giornali o con sit-in di protesta di sparute persone nel parcheggio dell’aeroporto.
Noterete però che qualcosa non torna: da una parte attaccano me su temi regionali, dall’altra rivendicano di avere gli “agganci” giusti con chi conta in Regione.
Ma scusate: se i partiti sono capaci di risolvere ogni problema di Ragusa, dove sono e dove sono stati in questi anni?
Se basta sbattere i pugni a Palermo per ottenere qualsiasi cosa, come mai i nostri rappresentanti in Regione, di qualunque appartenenza partitica, non ci sono riusciti?
Non sarebbe opportuno porre certe questioni innanzitutto all’interno dei partiti stessi anziché accusare il sindaco?
Il paradosso finale è che proprio loro accusano me di avere rapporti con il neoeletto onorevole Abbate (credetemi, non diversi da quelli che ho con gli altri deputati), non perché mio alleato, e non lo è, ma perché alcuni candidati di una lista che mi sostiene farebbero riferimento a lui.
Ma allora, questi rapporti a Palermo ce li ho o non ce li ho? Ce li ho a loro convenienza?
E soprattutto: Abbate, che favorirebbe Modica, in pochi mesi conterebbe a Palermo già più degli altri deputati? Io non credo che sia così…
E comunque un po’ di coerenza non guasterebbe.
In questo scenario di contraddizioni, noi domani presenteremo il nostro programma elettorale. Parla della città e delle cose che vorremmo fare per migliorarla.
