Il caso del consigliere Bennardo continua a tenere banco a Palazzo dell’Aquila

Della questione si è anche interessata la stampa nazionale, l’aggressione verbale che ha ricevuto, condita dall’espressione del desiderio di propinargli schiaffi in faccia, le cosiddette ‘tumpulate’, dal più stretto collaboratore del sindaco, capo dello staff di segreteria, tiene banco, complice le strumentalizzazioni che tengono alto il livello delle polemiche.
Dopo un colloquio fra Bennardo e il sindaco, dai toni elevati, lo sfogo, la reazione del segretario del sindaco, non era certo comprensibile, né adatta alle circostanze, la stanza del sindaco, la presenza di una signora, consigliere comunale e vicepresidente del Consiglio, l’aggressione verbale ad un consigliere comunale che, in fondo, stava e aveva espletato, egregiamente, il suo ruolo di controllore, cosa, purtroppo, oggi, rara, nel civico consesso di Ragusa.
Ma, come vedremo, le strumentalizzazioni hanno il loro effetto, per il sindaco che si sente autorizzato a minimizzare la cosa e considerare il caso chiuso, alle opposizioni, tutti gli sconfitti delle ultime comunali meno i 5 Stelle, che trovano palcoscenico per piangersi addosso.
In effetti, del comportamento di un collaboratore del sindaco, come pure delle sorti del consigliere Bennardo che, per dovere di cronaca, è tranquillo ed esce senza scorta, non interessa a nessuno.
Come pure, come sarebbe stato auspicabile e prevedibile, nessuno si è preoccupato di mettere al centro dell’attenzione e del caso, l’argomento che ha fatto salire i toni, quello che ha suscitato, e continua a suscitare, inusitato nervosismo.
Un consigliere rivolge una interrogazione al sindaco sulle procedure di affidamento della gestione della piscina comunale, non si ritiene per nulla soddisfatto della risposta e, pare, minaccia, come poi avvenuto nei primi giorni di dicembre, di mandare tutto in procura e all’ANAC.
Come ha esortato, lunedì pomeriggio, il sindaco, in Consiglio comunale, niente di meglio, per fare chiarezza, lo ha sostenuto rivolgendosi al consigliere Mauro per la questione della proprietà della gestione del porto di Marina, mandare tutto alle autorità competenti per sancire la regolarità delle procedure, o meno.
A meno che, e qui qualche dubbio si fa strada, quello della piscina è un argomento troppo delicato per fargli imboccare certe strade.
Gli interroganti per le questioni di Iblea Acque o del Porto di Marina non sono stati convocati nella stanza del Sindaco, per riunioni di cui non si doveva sapere nulla.
Non si doveva sapere nulla al punto tale che alla telefonata di chi scrive al consigliere Bennardo per sapere l’esito di quella riunione, lo stesso rispose. “Resto basito, ho finito la riunione, ma non sono ancora uscito dal Comune, nessuno lo sapeva”
In quel confronto, ci furono toni aspri fra Bennardo e il sindaco che, innervosito, si allontanò, Nunzio Basile, il segretario del sindaco volle esprimere il suo dissenso per l’atteggiamento di Bennardo e lo fece in maniera, certo, avventata, ma chi conosce l’uomo, la persona, come è stato ribadito, oggi, da più di un partecipante alla conferenza stampa, sa che le minacce erano solo fuochi fatui provocati dal gas del nervosismo.
Del resto, Federico Bennardo, quasi in silenzio, con poche mosse azzeccate ha fatto perdere il sonno, ormai, al sindaco, ai suoi più stretti collaboratori, per solidarietà, e alla maggioranza allineata, ai centurioni, come li chiama il consigliere Bitetti, che sono turbati per il cruccio del primo cittadino, loro mentore.
Il peccato fondamentale è stato quello di porsi in dissonanza con il gruppo di maggioranza per l’indicazione del Presidente del Consiglio: Bennardo, terzo degli eletti nel civico consesso avrebbe preferito un elemento più giovane, come avrebbe gradito maggiore attenzione, nella distribuzione delle cariche assessoriali, per tutti gli elementi giovanissimi della assemblea cittadina.
Come ribadito più volte dal sindaco, inconcepibile la scelta di porsi in plateale contrapposizione alle scelte del gruppo, tanto da auspicare le dimissioni dello stesso Bennardo, come ribadito, fino a poche ore fa, dopo la conferenza stampa allo stesso consigliere.
Ma Bennardo si ostina a non togliere la sua presenza ingombrante e nonostante il primo cittadino abbia esplicitamente e accuratamente escluso ogni possibile componimento del dissidio, resta, forse provocatoriamente, nelle file di una maggioranza nei confronti delle quali scelte si pone con la più ampia libertà di coscienza.
Come ampiamente narrato in altra parte del giornale, nella seduta di consiglio comunale di lunedì 11 dicembre, il consigliere di opposizione Podimani interviene per chiedere chiarimenti sulle voci della minacce ad un consigliere comunale.
Subito dopo, interviene il consigliere Bennardo che comunica di essere stato lui il bersaglio dell’aggressione verbale e delle minacce fisiche, spiega che non avrebbe voluto strumentalizzare l’accaduto, né dal punto di vista politico nè giudiziario, ma avrebbe preteso, e pretende, una presa di posizione decisa, sull’accaduto, del sindaco che, invece, ma qui giocano date di invio e di ricevimento di mail e di pec, non accenna a rispondergli.
Anzi, sui social, dichiara che stante le scuse di Basile al Bennardo, quasi immediate, nella stessa stanza, considera il caso chiuso.
A stretto giro, conferenza stampa organizzata dalle opposizioni, PD, Territorio, GenerAzione, Fratelli d’Italia, mancano solo i 5 Stelle.
Stamani tutti in sala commissione, a Palazzo dell’Aquila, seguendo l’ordine della foto i consiglieri Bitetti, Chiavola, il vicesegretario di Fratelli d’Italia, Di Quattro, i consiglieri Calabrese, Bennardo, Mauro, Podimani, La Porta, e gli esponenti di Territorio, Corrada Iacono, già esponente della lista CasSindaco nella passata consiliatura, e Massimo Occhipinti
Abbiamo messo Bennardo fra l’opposizione, in quanto tale lo consideriamo, nonostante le sue inconcepibili strategie, hanno partecipato all’incontro con la stampa anche il segretario cittadini di Fratelli d’Italia, Poidomani, ha voluto assistere l’ex sindaco Lorenzo Migliore, come pure il portavoce del sindaco, Manenti.

Ha esordito Federico Bennardo che, per quanto stupito per come la cosa possa essere trapelata, resta disgustato dalla coltre di omertà che si tenta di stendere sulla vicenda, in effetti nota a molti, assessori e consiglieri comunali di maggioranza.
Non comprende come non siano potute arrivare risposte al consigliere Podimani, che chiedeva conferma dell’accaduto, dall’assessore Digrandi che era presente all’incontro, al quale ha partecipato anche la vicepresidente del Consiglio comunale, Caruso.
Presente alla conferenza stampa, per confermare la sua delusione di non aver ricevuto adeguate scuse, per il disdicevole episodio, dal Sindaco che, addirittura, considera chiuso il caso, dopo le scuse che Basile avrebbe rivolto a Bennardo, il quale afferma di non averle accettate, non ricordando nemmeno se nell’agitazione del momento possa avere accolto la stretta di mano.
Passaggio saliente della conferenza stampa è quello della pretesa di Bennardo di verità da parte dell’assessore Digrandi e della vicepresidente Caruso circa presunte provocazioni dello stesso Bennardo, che oltre a negarle è pronto a produrre registrazioni nelle quali i due suddetti confermano l’assenza di provocazioni, audio fatto ascoltare in conferenza stampa.
Gaetano Mauro, dopo aver operato netta distinzione fra la persona Basile e quella del collaboratore del primo cittadino, ha rimarcato l’esigenza imprescindibile di comportamenti adeguati all’interno delle istituzioni da parte di soggetti istituzionali nei confronti di altri soggetti istituzionali.
Mauro ha rimarcato la forte delusione per la mancanza anche di un minimo intervento da parte del Presidente del Consiglio Comunale che dovrebbe garantire e tutelare i consiglieri tutti, come pure non c’è stato nessun intervento da parte dell’assessore Massari che detiene la delega per i rapporti con il Consiglio comunale.
Storie imbarazzanti, dopo l’invito dei vertici dell’amministrazione a chiarire in dubbi nel chiuso delle stanze del potere, invito che, alla luce di quanto accaduto, Mauro eviterà, accuratamente di accogliere… non si sa mai!
Il capogruppo PD Calabrese ha messo in risalto come ci sia poca democrazia e difficoltà per interloquire con chi amministra la città, Tacere da parte di tutti su quanto è accaduto è omertà, la mancata sospensione dei lavori del consiglio è sintomatica della situazione esistente.
Il consigliere Bennardo deve necessariamente recarsi dal Prefetto per esternare quanto accaduto e le motivazioni che lo hanno provocato.
A questo punto il sindaco deve assumersi la responsabilità di tenere il collaboratore, o lo caccia.
Parole di netto biasimo per l’accaduto sono state espresse dal consigliere La Porta che vede mancanza di rispetto per le minoranze e assenza di democrazia, con giudizi pesanti per il sindaco e gli esponenti di maggioranza, esecutori, questi ultimi, senza dignità, dei voleri del primo cittadino, e per il Presidente del Consiglio.
Parole moderate ma pesanti sono state espresse da Corrada Iacono che si toglie alcuni sassolini dalla scarpa, per aver vissuto gli atteggiamenti irrispettosi delle componenti vicine a Cassì, nella precedente consiliatura, nel corso della quale ha anche subito analoga aggressione verbale da parte di un fedelissimo di Cassì, senza che lo stesso abbia stigmatizzato pubblicamente l’accaduto, rimarcando come l’accaduto ai danni di un personaggio politicamente e professionalmente di eccellenza, costituisca una grave macchia per tutto il sistema Cassì, passato e presente.
Esplicito l’intervento finale del consigliere Bitetti, soprattutto nell’esternare il forte disappunto di tutte le minoranze per l’atteggiamento dell’amministrazione e della maggioranza, arrogante, presuntuoso, con il sindaco che predica gentilezza ed eleganza nei toni, salvo permetterne ai suoi ogni tipo, soprattutto da parte dei ‘centurioni’, i lecchini del sindaco, che sono pronti a censurare ogni intervento dei colleghi di minoranza, ad esprimere addirittura giudizio su componenti politica dalle forti storie e tradizioni, a sostenere, ad ogni costo, la bontà delle scelte dell’amministrazioni, per come edotti nei briefing pre consiglio, sullo sfondo di un atteggiamento sempre irridente e di superiorità, non solo politica, non suffragato da elementi anche minimi.
Vergognoso – ha giudicato il dr Bitetti – che tutto quanto accada con una maggioranza che ha i numeri per tollerare ogni disappunto, da qualunque parte proveniente.
Vergognoso – secondo Bitetti – anche l’atteggiamento del Presidente del Consiglio che ha fatto vedere cose mai viste nell’aula consiliare. Inqualificabile anche la scelta del sindaco, non adeguatamente supportata, di chiudere la questione, insalutato ospite, con un post.
Assai negativo, per il sindaco, per l’amministrazione e la maggioranza, il giudizio del consigliere Chiavola per una vicenda che Cassì ha voluto chiudere in maniera triste e patetica.

Tante belle parole, m a nessuno è andato al sodo e ha chiesto cosa ci sia dietro l’affaire piscina comunale, troppo casino per una semplice interrogazione, nessuno ci ha fatto caso, come nessuno ha chiesto il motivo di questa convocazione riservata per il consigliere: per chiedere cosa ?
Speriamo che Bennardo lo sveli … se non lo ha già fatto.

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