Non è tanto il boss a preoccuparsi, quanto i componenti del cerchio magico che non vedono consolidate le proprie posizioni.
L’azione locale del Partito Democratico, il nuovo corso della segreteria cittadina, uniti al percebile calo di consenso del primo cittadino per le numerose emergenze irrisolte, preoccupa chi aspirerebbe ad una continuità amministrativa i cui presupposti nascono dal tendenziale risultato positivo del centrodestra.
In questo contesto si inserisce l’infittirsi dei sopralluoghi, degli eventi, che vengono subito tradotti in post sui social con tanto di foto ‘ricordo’.
E se prima, in molte foto spiccavano le foto degli infiltrati, assessori di settori diversi che facevano da corte al cerchio magico, semplici bambole ornamentali, ora si muovono solo, in particolare sindaco, vicesindaco e presidente del Consiglio comunale, il fulcro su cui gira il meccanismo creato anche con l’adesione a Forza Italia. Del resto non è che tutti potranno trovare poltrona in Forza Italia o nella coalizione.
Non si pensa solo ad una eventuale candidatura alle regionali, c’è da assicurarsi anche la candidatura a sindaco del centro destra.
Nei giorni scorsi uno dei sopralluoghi passerella sul cantiere del primo lotto della Ragusa Catania: una infrastruttura ideata, progettata, avviata nell’iter procedurale quando ancora Cassì teneva in mano il pallone da basket.
Cassì si trovò, fortunato come in altre occasioni, ad accogliere alcune riunioni propedeutiche alla definizione dell’opera, dopo tanti passaggi costellati magari da qualche visita romana con rituale foto ricordo.
Cassì, in pratica, non ci ha messo nulla, ma da sindaco del territorio visita il cantiere e fa vedere che segue l’avanzamento dei lavori. Potrebbe non esserci nulla di strano, ma farsi vedere con i caschi da cantiere fa effetto, le buffonate create da Salvini, da Berlusconi, continuate da Falcone sui cantieri della Siracusa Gela, cibo quotidiano, oggi, di Schifani che passa da viadotti a termovalorizzatori, dai dissalatori all’inaugurazione di qualche svincolo.
A ben guardare si potrebbero lasciare cuocere nella brodaglia comunicativa nota, ormai stantia e che produce effetti contrari per l’insistente messaggio non sempre veritiero o che vorrebbe far capire altro, come in questo caso.
Al Partito Democratico, segnatamente ai consiglieri comunali, il post sembra comizio da campagna elettorale, regionale o comunale che sia.
Ed essendo, comunque, ormai, in campagna elettorale i dem tengono a puntualizzare che la Ragusa Catania si deve solo ai governi regionali e nazionali guidati dal Partito Democratico.
Non c’è da stupirsi per le affermazioni dei consiglieri PD, basta guardare alle mancate azioni o alle azioni contro, dei governi di centro destra, a guida Fratelli d’Italia o Forza Italia, nei confronti della Siracusa Gela o dell’aeroporto di Comiso.
PD sempre in prima linea con l’on.le Dipasquale, da decenni, con il governo Crocetta lavoro decisivo del parlamentare ibleo per completare l’iter progettuale e superare tutti gli ostacoli tecnici e ambientali; i governi Renzi e Gentiloni hanno ottenuto le valutazioni ministeriali e i primi finanziamenti, sono noti a tutti i rapporti stretti di Dipasquale con Renzi, colui che concretizzò la metroferrovia, con appositi fondi dedicati che l’attuale sindaco e il suo vice, dopo aver delegato l’opera alle Ferrovie, stanno dilapidando fra aree verdi che catturano la CO2, terminal bus immersi nel centro abitato e marciapiedi allargati in viale Colajanni.
Il governo Conte, con Ministro del PD, ha stanziato i 700 milioni necessari al finanziamento completo dell’opera
Il governo Draghi ha poi bandito la gara e nominato il commissario.
“In tutto questo percorso il sindaco Cassì non c’era – precisano i consiglieri comunali Peppe Calabrese, Mario Chiavola, Peppe Podimani e il segretario del Circolo di Ragusa Riccardo Schininà – né ai tavoli istituzionali, né nelle battaglie politiche, né nelle interlocuzioni decisive a Roma e Palermo.
Nei suoi primi cinque anni da sindaco ha svolto il ruolo di semplice spettatore e, forse un paio di volte, ha ospitato in casa incontri dove non poteva toccare palla. Ora, invece, ne racconta tante.
E mentre oggi si scopre entusiasta della Ragusa-Catania, il Partito Democratico — con Anthony Barbagallo e Nello Dipasquale quali membri, rispettivamente, delle Commissioni Trasporti della Camera e dell’ARS — ha seguito passo dopo passo l’avanzamento dei lavori, svolgendo sopralluoghi semestrali sull’andamento dei cantieri.
Siamo contenti che il sindaco se ne sia finalmente ricordato, ma se la campagna elettorale comincia con l’appropriazione dei meriti altrui, povera Ragusa!
La politica non è una gara di post, ma di risultati veri.
Se Cassì vuole dimostrare di contare qualcosa nel suo nuovo schieramento, si faccia finanziare la legge su Ibla con 5 milioni di euro e si batta per completare la Siracusa-Gela fino a Ragusa.
Il resto sono solo parole.”
