Il Comune non sarà commissariato: potrebbe arrivare solo un commissario ad acta

di Cesare Pluchino
Il solito polverone strumentale, e qualche titolo fuorviante, a seguito delle polemiche sollevate da Sonia Migliore e da Legambiente, mettono in allarme la città

Qualcuno lo aveva detto, le proteste dei residenti di Passo Marinaro e di Branco Piccolo avrebbero sollevato un problema ‘dormiente’ da tempo, troppi i casi di abusivismo in quella zona del territorio, tanti gli aspetti poco chiari che, inevitabilmente, verranno a galla, ormai indifferibili gli interventi nei confronti delle costruzioni abusive, inevitabili quelli di riqualificazione naturalistica che elimineranno ogni possibilità di interventi urbanistici auspicati dai residenti.
Nel comunicato di resoconto, fattoci pervenire da Sonia Migliore dopo il terzo sit-in di protesta dei residenti di Passo Marinaro, si rinnovano le richieste per interventi del Comune, dalla pulizia del sito alla segnaletica, dai parcheggi a servizi essenziali, in assenza dei quali la protesta sarà intensificata.
Ma resta la grande confusione per una materia che si svolge, essenzialmente, su terreni privati sui quali sembrano complicati interventi del pubblico, peraltro chiaramente contestati da Legambiente che, come abbiamo riferito sulle pagine del nostro giornale, specifica come ‘’ nell’area SIC, che a Passo Marinaro arriva a 220 metri dalla battigia, si possono fare solo interventi di tutela della dune mobili embrionali.”
Tutto il resto, secondo il Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, è un coacervo di aspetti paradossali, infarcito di inesattezze, a volte in buona fede ma, più spesso, provocati da parte di diversi esponenti politici che, in  malafede, tenderebbero ad accaparrarsi facile futuro consenso elettorale.
Di quanto evidenziato da Legambiente, fattore che rende la vicenda complessa ed ingarbugliata, nulla è considerato da Sonia Migliore e dal Comitato Passo Marinaro: nell’area ricadente in zona 3 del piano paesaggistico, che riguarda tutta l’area di Passo Marinaro, si possono fare solo interventi di tutela, conservazione del patrimonio naturale, rinaturalizzazione: niente parcheggi, campi di calcetto, né tanto meno varianti al PRG.
Nei primi 150 metri dalla battigia ogni edifico è abusivo, non sanabile, per cui va abbattuto come previsto da norme nazionali, regionali, sentenze della magistratura, pareri della soprintendenza.
In questo ultimo caso rientrano per intero Branco Piccolo e parte di Punta Braccetto e Passo Marinaro.
Come evidenzia Legambiente, da oltre 20 anni, l’illegalità domina nell’intera area e ciò impedisce quella valorizzazione che
tanti oggi invocano.
Ma non si comprende come mai, dopo tanti anni, guarda caso in coincidenza con l’avvento di una amministrazione del Movimento 5 Stelle, c’è questo risveglio diffuso e spalmato in maniera trasversale, finalizzato ad un ripristino dei luoghi quanto mai sollecito.
In tal senso, appunto, Legambiente ha chiesto, ai sensi dell’art. 2 della L.R. n. 66 del 21 agosto 1984, all’Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, l’invio urgente di un commissario ad acta per mancata emissione dei provvedimenti repressivi e sanzionatori in materia di abusivismo edilizio.

Ciò che diversi cittadini hanno interpretato, malamente, come un commissariamento del Comune.
Evento del tutto privo di fondamento, frutto di una cattiva lettura degli articoli di stampa, come si può evincere anche dalla richiesta di Legambiente che riportiamo, ancora una volta, in immagine, alla fine dell’articolo, e come si può rilevare anche dall’intervento del Segretario Generale del Comune di Ragusa, a seguito del recepimento della nota – prot. 13999 – del Dipartimento dell’Urbanistica dell’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente.
Il dott. Vito Vittorio Scalogna, Segretario generale del Comune di Ragusa, già in data 12 giugno 2015, con nota – n.prot. 48632/2015 -, inoltrata al Dirigente comunale, arch. Dimartino, al responsabile per l’abusivismo edilizio, arch. Arestia, e, per conoscenza, al Sindaco e all’assessore all’Urbanistica, nonché al servizio vigilanza urbanistica del Dipartimento Urbanistica dell’Assessorato regionale, ha significato come, in riferimento all’oggetto della richiesta di nomina di un commissario ad acta presso il Comune di Ragusa, ai sensi della L.R. n. 66 del 21 agosto 1984, per mancata emissione dei provvedimenti repressivi e sanzionatori in materia di abusivismo edilizio, i competenti uffici regionali richiedono, entro 30 giorni, una dettagliata relazione sui fatti oggetto della richiesta inoltrata alla Regione da Legambiente.
La relazione deve essere corredata dalla documentazione ritenuta utile e rilevante  ai fini della valutazione della richiesta di nomina di un commissario ad acta.
Pertanto, il Segretario Generale sollecita al Dirigente un’ampia ed esauriente relazione che possa permettere allo stesso e al Sindaco di dare riscontro alla citata nota – prot. 13999 del 11 giugno 2015 – nei tempi richiesti, evidenziando che in mancanza di esaustivo riscontro nel suddetto termine, ovvero in assenza di richiesta di proroga dello stesso, interverrà intervento ispettivo con costi a carico del Comune, per fatti imputabili all’Ente, ai sensi dell’art. 40 del D.P.R.S. n. 3/1957.
Nella nota il Segretario Generale ha richiamato la diffida dirigenziale degli uffici regionali – prot. 10767/servizio 5 del 6 maggio 2015 – (protocollo del Comune di Ragusa 38186/2015) dove veniva evidenziato come nell’ultima verifica nel Sistema Informativo Abusivismo Edilizio (SIAB), effettuata tra il 27 e il 29 maggio 2015, non risultasse il completo inserimento degli elenchi quindicinali – ex art 13 L.R. n. 17/94 – e degli elenchi mensili – ex art 7 L.R. 47/1985 e s.m.i. – per cui ha invitato il responsabile dell’ufficio tecnico comunale a provvedere, entro i termini fissati dalla diffida, all’inserimento di quanto richiesto, oltre ad ottemperare in merito agli adempimenti repressivi e sanzionatori, previsti dalla normativa vigente che configura precise responsabilità di carattere contabile e amministrativo a carico dei responsabili degli Uffici tecnici comunali, rilevando, inoltre, come, con apposita nota n. 384213/2015 del 13 maggio 2015 lo stesso Segretario Generale aveva disposto di dare immediato riscontro alla diffida stessa.
Come si può facilmente evincere la problematica è sotto totale controllo dell’amministrazione e dei vertici del Comune che sono, già da tempo, attivati per venire incontro alle istanze degli uffici regionali.
Come spesso avviene, inspiegabili coincidenze fanno convergere sollecitazioni  diverse nello stesso periodo, dopo anni di silenzio e di indifferenza.

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