In merito alle dichiarazioni del coordinatore regionale di Sud chiama Nord sull’uscita dal partito del consigliere comunale di Ragusa, Saverio Buscemi, quest’ultimo replica rifiutando la tesi secondo la quale avrebbe chiesto la carica di assessore nel capoluogo ibleo.
Buscemi asserisce che Lo Giudice dice il falso e in questo una parola dirimente la potrebbe dare il sindaco di Ragusa, in ogni caso destinatario della richiesta.
Buscemi asserisce di aver solo chiesto un cambio di passo nelle politiche del partito, a Ragusa, un forte segno di discontinuità, e di aver chiesto maggiore considerazione e dignità.
In effetti, nel partito, Saverio Buscemi è apparso come una stella cadente, dall’essere stato il creatore e l’animatore del movimento politico di De Luca, a Ragusa, questo fatto incontestabile, ha prima subito un pesante trattamento da De Luca, in occasione di una visita a Ragusa, la formazione dei quadri direttivi in provincia e nel capoluogo lo hanno visto, di fatto, emarginato, le performance alle ultime europee non hanno certo deposto bene per l’azione dei componenti iblei del movimento.
Ci sarebbero stati i presupposti, per dare il benservito prima e anticipare quanto, del resto, sta avvenendo a livello regionale, condizioni che ci fanno dire che tutti i torti Buscemi non avrà.
Dissennata politicamente la sua scelta di rifiutare l’incarico di assessore, per le regole interne che non prevedono il doppio incarico di consigliere -assessore, determinata anche dal tentativo di impedire al primo dei non eletti della lista, di corrente avversaria, di accedere in consiglio comunale.
Si verifica, poi, che l’assessore prescelto, da lui e dal partito, oltre rivelarsi l’interprete per eccellenza del nulla di Sud chiama Nord, perfettamente integrato nel nulla dell’amministrazione Cassì, segnatamente per le deleghe di competenza, si appiattisce, come altri del resto, sulle posizioni di assoluta sudditanza al primo cittadino ragusano, determinando anche, per questo motivo, una incrinatura dei rapporti, politici e personali.
Ora Buscemi sostiene che, nelle interlocuzioni in corso con il sindaco, uscito dal partito, chiede un cambio di passo, ponendosi, quindi, in contrapposizione all’amministrazione, e pretende che ci sia un rimpasto assessoriale alla luce del fatto che Sud chiama Nord non sarebbe più rappresentata in Consiglio.
In pratica, sono stati tutti presi in contropiede, sullo sfondo di una situazione teorica sulla quale non c’è nulla da eccepire: Cassì può mantenere l’incarico a Distefano, ancorché senza rappresentanza in consiglio comunale, dipende anche dai suoi rapporti con De Luca, diretti o tramite Catania.
Casomai a ribellarsi dovrebbero essere le altre componenti politiche della maggioranza e i consiglieri eletti con consensi elevati, per la nomina che non rispetterebbe i criteri condivisi in campagna elettorale.
Quanto a Buscemi, vero artefice del fenomeno de Luca a Ragusa, meriterebbe spazio e considerazione.
Una bella gatta a pelare per Cassì che ha addestrato all’allineamento Distefano e dovrebbe ora perdere il lavoro fatto. Certo che, considerati i risultati dell’assessore in 16 mesi, potrebbe essere l’occasione per Cassì di un cambio di passo, che potrebbe costituire un lifting per il suo mandato non certo iniziato alla grande.
Quanto a Buscemi, ne uscirebbe alla grande se ufficializzasse la sua posizione nei confronti di Cassì e della coalizione di maggioranza: resta in maggioranza, a occhi chiusi, senza condizioni e condizionamenti, oppure sarebbe meglio alloggiare in consiglio come opposizione per meglio esternare i mal di pancia e i dissensi?
Determinante sarà anche l’atteggiamento di Cassì, a favore dei contendenti, Buscemi e Distefano che potrebbe essere svelato, tanto per cominciare, dalla smentita alle affermazioni di Lo Giudice, ove non veritiere.
In ogni caso, un’altra tegola sull’amministrazione Cassì, al momento sono tegole di materiale plastico morbido, non fanno male perché non sono come le tegole di una volta, di cotto.
Ma dopo l’abbandono della maggioranza da parte del trio Bennardo, Caruso e Zagami, l’uscita di un quarto consigliere assottiglierebbe la truppa e potrebbero sorgere problemi, ancorché non insormontabili per l’esistenza, sempre disponibile, del soccorso rosso.
In ogni caso, uno sfaldamento così repentino, dopo appena 16 mesi, della maggioranza consiliare non depone bene per il sindaco che si mostra incapace di dominare piccole dinamiche politiche.
Quanto a Sud chiama Nord, un partito che si rispetti sarebbe fuori, localmente, con una nota per chiarire chi, eventualmente, se ne è uscito con Buscemi, e quale sarà la linea politica che si vorrà perseguire in futuro.
