Sempre più sconfortante l’atmosfera in Consiglio comunale a Ragusa, seduta aperta grazie alla presenza dei consiglieri delle minoranze, dopo il solito show delle comunicazioni, anche dei consiglieri di maggioranza, e le risposte degli amministratori, le minoranze hanno fatto mancare il numero legale.
Approvato solo il primo punto, all’unanimità, una variante urbanistica relativa ad una area del quartiere San Luigi, con vincolo espropriativo scaduto.
Incardinata solo la discussione sul piano economico finanziario della TARI, alla votazione è mancato il numero legale.
Senza alcuna pregnanza gli interventi dei pochi consiglieri di minoranza presenti, solo il consigliere Firrincieli ha ancora insistito sulla stucchevole e penosa vicenda della visita di Direzione Ragusa ai cantieri della Vallata Santa Domenica, sulla risposta della consigliera Criscione meglio stendere un velo.
Lo stesso consigliere ha ribadito i rilievi già sollevati per la questioni delle ambulanze di Ragusa senza medici.
Ma tutti, interventi senza efficacia e con risposte retoriche degli assessori.
A livello di show mediatico in consiglio comunale gli interventi dei consiglieri Galifi e Buscemi: il primo ha esaltato l’iniziativa del settore di competenza del suo assessore di riferimento per il car sharing e lo ha invitato a spiegare meglio, in aula, dopo la conferenza stampa del mattino, i particolari dell’iniziativa stessa.
L’assessore Gurrieri è intervenuto ringraziando il collega consigliere e ha dissertato sul car sharing.
È stata poi la volta di Buscemi che ha vantato l’interessamento suo e del suo partito per la questione delle ambulanze del 118, rimarcando che l’assessore Distefano nella vita lavori come autista soccorritore del 118, lo stesso Distefano che, successivamente ha letto una lunga relazione sull’argomento.
L’unico intervento delle comunicazioni, degno di nota, ma, ormai, è una costante della civica assise, quello del consigliere Gaetano Mauro che ha esortato l sindaco a fare trasparenza sulla questione dei consiglieri incompatibili, per l’esame del paino regolatore.
Ha parlato di voci relative ai consiglieri di maggioranza, Antoci e Criscione, che non hanno dichiarato la loro incompatibilità ma si astengono dal partecipare alle sedute per il PRG.
Gli stessi non ammettono la loro incompatibilità, solo Antoci, nelle settimane precedenti aveva sottolineato: “io sono compatibile, qualcuno ha dubbi in merito e mi suggerisce di non partecipare”, oggi, sulle pagine del quotidiano locale affermano: “Non c’è obbligo di dichiarare una eventuale incompatibilità”, non escludendo, quindi, nettamente, di non essere compatibili.
In città, tutti si affannano a diffondere visure catastali, oggi circola quella secondo cui Antoci sarebbe incompatibile, nei giorni passati quelle relative ad un consigliere di minoranza, anche questo che se la ride, partecipa alle sedute, firma emendamenti e voterà il PRG.
Se questo consigliere si assume le sue responsabilità e sa di essere compatibile o meno, per gli altri due la questione dovrebbe essere semplice e dovrebbe bastare il parere del segretario generale: c’è l’obbligo di dichiarare l’incompatibilità ? Anche se qualcuno asserisce che in merito il TUEL parla chiaro : “il consigliere comunale, ( anche in risposta alla richiesta iniziale del Segretario Generale NdR) deve dichiarare la propria incompatibilità.
Se non esiste, o nessuno riesce a denunciare o provare l’incompatibilità, i due consiglieri sono nel pieno diritto di adottare la strategia che molti considerano finalizzata a mantenere il 50% di consiglieri compatibili, necessario per poter esitare il PRG, senza doverlo consegnare ad un commissario ad acta regionale.
Con buona pace di tutti quelli che si stanno dannando l’anima a procurare visure catastali e pareri giurisprudenziali sull’obbligo di dichiarare l’incompatibilità.
Per restare al nostro, il Sindaco non ha voluto entrare nel merito e non ha risposto alla richiesta di trasparenza di Mauro, per togliere ogni ombra da questo PRG, sempre più nell’occhio del ciclone, ormai esageratamente difeso da questa amministrazione che si vuole assoggettare a qualsiasi compromesso pur di arrivare all’obiettivo.
Questo è il livello dell’amministrazione e della maggioranza da cui potrebbe scaturire l’importante strumento urbanistico. Ma la città ha dato il 63% di consenso a Cassì e, fino a quando qualcuno non dimostra eventuali irregolarità o illegalità, tutte le illazioni sono gratuite e solo sintomo della sindrome da sconfitta.
Escamotage ed elusioni per aggirare le norme, fino a quando non trascendono nell’illegalità, sono indice di amministrazione capace.
Anche la polemica sul ritardo nelle risposte alle interrogazioni non turba il sindaco che, anzi, se la ride e dice di non aver ricevuto nessuna ispezione dall’assessorato agli Enti Locali a seguito di segnalazione della Presidenza della Regione Siciliana.
Irridendo il consigliere si rivolge a lui dicendo: “io non ho ricevuto ancora nulla al riguardo, lei, evidentemente avrà conoscenze ed entrature nei palazzi regionali ….” Mentre il consigliere Mauro gira l’aula per far vedere che non sono entrature e conoscenze, ma solo la lettera dell’ufficio di Gabinetto della Presidenza della Regione Siciliana che richiama alle funzioni di controllo il competente ufficio dell’assessorato Enti locali sulle opportune valutazioni per le segnalazioni ricevute dal consigliere Mauro.
Onestamente, uno squallore profondo nel dover riferire di un consiglio comunale con questi contenuti.
