Il consigliere Mauro lascia Forza Italia

Alla luce dei persistenti difficili rapporti con il partito e stante la divergenza di vedute sul concetto di buona amministrazione, con il primo cittadino da poco confluito in Forza Italia, il consigliere Gaetano Mauro decide di lasciare Forza Italia e di dichiararsi indipendente.

Scelta, in verità, ancora tutta da interpretare alla luce di motivazioni più profonde che sono immerse nel vortice di confusione del partito, a livello regionale e, sotto certi aspetti, anche nazionale.
Se ci fosse stato consentito, avremmo lasciato ad altri il “piacere” di estrometterlo dal partito, soprattutto se in contrapposizione ad un manipolo di arrivisti politici dell’ultima ora.
Se ci è consentito, ancora, a meno che Mauro non sappia già dove andare, e i segnali in tal senso non mancano, si potrebbe dedurre che non ha trovato in Sicilia e a Roma, nel partito, una spalla adeguata a sostenere le sue battaglie, cosa del tutto normale alla luce della guerra interna al partito che resta un partito del 9% scarso ed è alla ricerca di un futuro che faccia rivivere i fasti del passato

Gaetano Mauro mette al primo posto, fra le motivazioni delle sue decisioni, il dilemma fra coerenza e convenienza, in relazione alla scabrosa vicenda di Iblea Acque affogata fra debiti milionari e possibili danni erariali.
Mauro considera la sua una scelta di dignità ( che doveva adottare molto prima per l’indecente comportamento dei nuovi arrivati nel partito e di quanti hanno preferito assumere veste di zerbino N d R ) , impossibilitato a non volendo condividere una linea politica che ha barattato la trasparenza amministrativa con il sostegno incondizionato al Sindaco Cassì.

Soffermandosi sulle imbarazzanti questioni di Iblea Acque, sottolinea il paradosso del “Regolamento-Scudo” e le violazioni di Legge, Mauro attacca duramente la difesa del Sindaco Peppe Cassì sulla sua permanenza alla Presidenza del Comitato sul controllo analogo di Iblea Acque: “Siamo al paradosso giuridico: il Sindaco si trincera dietro un regolamento interno per non lasciare la poltrona di controllo, mentre la società che lui stesso dovrebbe vigilare ignora le Leggi dello Stato.
È un’offesa all’intelligenza dei cittadini: si pretende il rispetto sacrale di un cavillo burocratico aziendale proprio mentre emergono criticità contabili spaventose. Non si può usare un regolamento come scudo quando il controllo analogo ha fallito su tutta la linea.”

Non si comprende ancora, come mai il consigliere non intende, ancora, coinvolgere nella mala gestio della società, gli altri sindaci, peraltro chiamati espressamente in causa da Cassì, ufficialmente, come responsabili, a maggioranza, di scelte opinabili che lo stesso Cassì avrebbe non condiviso, con voto contrario.

E per la questione Iblea Acque, mauro si sofferma sui numeri del disastro economico-finanziario della società, entrando nel dettaglio delle cifre emerse dalle ultime risultanze: “Non sono solo i 30 milioni di euro di debiti a preoccupare, ma la gestione opaca delle risorse pubbliche. Parlo degli oltre 300.000 euro consegnati illegittimamente al vecchio Amministratore Unico, una vicenda che configura un palese danno erariale.
Mentre si spreca denaro pubblico in questo modo, ai ragusani vengono chiesti sacrifici economici sempre maggiori per servizi idrici spesso inefficienti.
È una gestione da ‘Repubblica delle banane’ che non può essere avallata da chi ha a cuore il bene comune.”

Non può mancare, nel comunicato del consigliere Mauro, un cenno ai difficili rapporti con il partito: “Quando sono entrato in Forza Italia, il partito condivideva ogni mia critica su Cassì in ordine alla gestione di Iblea Acque. Oggi, per convenienza elettorale, la visione è cambiata.
E non può mancare una bacchettata alle contraddittorie affermazioni del segretario provinciale Cugnata che, del resto, si deve capire per la sua condizione, da sempre, precaria all’interno del partito, soprattutto dopo l’uscita del suo “padrino” Miccichè: Cugnata avrebbe dichiarato di condividere la mia azione ispettiva di Mauro, nel merito, dissociandosi dal metodo, definendo ‘buona’ la gestione di Cassì.
Ma la statura politica del soggetto giustifica tali enormità.

Mauro così conclude: “La politica non è un mercato dove si negoziano le idee. Io sono rimasto fermo sulle mie posizioni; sono altri ad essersi spostati sull’altare del potere.
Sarò sempre uomo di centro destra, voglio ribadire la mia identità, nonostante lo strappo.
Mi riconosco sempre nei valori del centro destra e mantengo la stima per i tanti amici con cui ho condiviso il mio percorso politico. Ma le mie battaglie per la legalità vengono prima di ogni poltrona. Esco dal gruppo per continuare a guardare i miei elettori negli occhi, da uomo libero e indipendente.”

Speriamo che non ci sia qualche buontempone della politica che dissenta da “uomo di centro destra sempre”, facendo riferimento alla candidatura alle comunali, con un movimento civico, nel centro sinistra: sarebbe la conferma che molti non hanno capito nulla della politica, quanto meno quella locale.

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