Il consiglio comunale dei segnali

Qualcuno dirà che non ci sono stati segnali di nessun genere, se così fosse si tratterebbe dell’ennesima pagina buia di questo civico consesso che, di certo non resterà nella storia per qualcosa di positivo.
Si parte con un appello ritardato, ormai canonicamente, di mezzora, quasi una pretesa da parte di qualche consigliere comunale che considera la cosa come consuetudine ormai consolidata.
Capita, però, che il Presidente del Consiglio, sempre attento a verificare, senza dare nell’occhio, se ci sono i numeri della maggioranza per cominciare la seduta, pensa bene di procedere all’appello, in fretta e furia: con la presenza di qualche esponente delle opposizioni, si arriva, a stento a 12: manca il numero legale e si rinvia di un’ora.
La cosa che trasforma l’episodio in commedia, e farebbe propendere per l’assenza di qualsivoglia segnale, è il fatto che mentre i 12 escono dall’aula, arrivano i ritardatari, chi si era attardato a parcheggiare, chi considera gli orari di convocazione un optional.
Aleggiava, però, il timore che qualcuno andasse via e non sarebbe stato presente al secondo appello, mentre altri consiglieri lamentavano il ritardo per impegni serali, cene, concerti, appuntamenti natalizi, e altri preannunciavano che, eventualmente, il giorno dopo, non sarebbero stati disponibili.
In pratica, chi più, chi meno, considera l’assemblea cittadina per la quale ha ricevuto specifico mandato dall’elettore, quasi un peso: normale anteporre esigenze familiari, giustificabile pure qualche assenza per motivi di lavoro, ora siamo arrivati alla cena e agli impegni natalizi per mettere, facilmente in secondo o terzo piano il consiglio comunale.
Fra i più agitati, nella confusione, l’assessore Iacono che si preoccupava del punto riguardante l’approvazione di un atto, richiesto da organi sovracomunali, per consentire l’erogazione dei ristori al Comune per le riduzioni tributarie applicate per l’emergenza covid, procedure che necessitavano di approvazione urgente, stante il termine perentorio del 27 dicembre per fare arrivare la pratica in tempo alla Regione, prima della chiusura contabile di fine anno.
Agitata anche la vicepresidente del consiglio, Cettina Raniolo che criticava platealmente il Presidente Ilardo per un avvio della seduta inutilmente affrettato.
Dopo un’ora, alfine, la seduta si apre, i punti all’Ordine del Giorno vengono esitati positivamente, c’è, ddirittura, lo show delle opposizioni, segnatamente dei consiglieri Chiavola e Iurato che ostentano e vantano la disponibilità a venire incontro alle esigenze degli amministratori quando ci sono da trattare punti che interessano la città, la collettività, l’Ente, un modo per rimarcare l’irresponsabilità di qualche esponente della maggioranza che, per motivi vari, mette a rischio procedure e misure importanti.
Inevitabile notare l’assenza alla seduta del Sindaco, forse per la seconda volta nel corso del suo mandato, la prima volta era a Palermo, ma non c’era nessuno dei componenti la Giunta, pur in un a seduta dove erano presenti i revisori dei Conti e più di un dirigente.
Tanti motivi per considerarla come una seduta dei segnali, da parte del sindaco, degli assessori, di qualche componente di maggioranza e anche di opposizione, ma tutti assicurano, in primis l’assessore Iacono, che non ci sarebbero motivi per sospettare manovre di qualsiasi tipo, anche perché tutti i citati, casomai, non sarebbero capaci di andare oltre innocui segnali. Ma il sospetto resta.

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