Il Consiglio comunale delle tre scimmiette

Non vedo, non sento e non parlo, sembra che al Consiglio comunale di Ragusa, del quinquennio 2018-2023, quello della sindacatura Cassì, sono venuti fuori consiglieri comunali di una nuova specie.
Una schiera di consiglieri di maggioranza della lista in appoggio al candidato sindaco, che dallo stesso ha preso il nome, completamente appiattiti sulle posizioni del Sindaco e della sua giunta.
Nessuna voce dissonante, nessuna anche in minima contraddizione, nessuna che vede anche minime criticità in città e in periferia, eppure, fuori dall’aula, dissenso nei confronti del primo cittadino e scarsa condivisione delle scelte degli assessori non ne mancano.
Per il resto 9 consiglieri di opposizione che, di certo, non lasceranno il segno nella storia del consiglio comunale di Ragusa.
I due del Partito Democratico, in rapporti non idilliaci per questioni interne di partito, sollevano, ogni tanto, questioni di una certa importanza, ma le stesse si fermano all’interrogazione, all’intervento in aula e vanno in archivio. Più inclini all’opposizione ostruzionistica, preferiscono intrattenere buoni rapporti con Sindaco e assessori, non affondano la lama nelle piaghe della città, meno che mai fanno risaltare le differenze fra destra e sinistra che dovrebbero essere alla base del rapporto fra le due opposte fazioni, né si fanno interpreti delle posizioni severe del partito che, attraverso il segretario cittadino, è sempre pronto a bacchettare sindaco e assessori.
L’altro elemento che proviene dal centro sinistra, Iurato, espressione della lista del candidato Giorgio Massari è protagonista di un perenne reciproco corteggiamento sempre dominato dal rapporto puramente formale fra due che si corteggiano, all’insegna dell’assoluta (apparente NdR) fermezza, della serie -mani sotto la gonna niente-. E in queste condizioni, non ci può essere opposizione efficace, al massimo, sarà, come la chiamano loro, costruttiva.
Quello che resta del glorioso, e una volta corposo, gruppo di Maurizio Tumino è il consigliere Mirabella che, forse perché smarrito nella solitudine del monogruppo, abituato com’era ai fasti di 5 consiglieri da 5/600 voti ciascuno, a quella che era la task force del civico consesso, autorevole e rispettata, della passata sindacatura, non ricorda nemmeno la teatrale opposizione che metteva in atto assieme a Tumino e Lo Destro.
Ci sono poi i consiglieri del Movimento 5 Stelle che potrebbero rivestire, in forza del numero di elettori che rappresentano, una forza autorevole di opposizione, ma in definitiva, per vari motivi, resta solo il capogruppo a tentare di tenere alto il vessillo dei 5 Stelle, impegnato quotidianamente a punzecchiare il Sindaco ma attento ai modi e ai toni, con eccessivo bon ton istituzionale, lontano dagli ideali rivoluzionari, di denuncia, dei 5 Stelle e soprattutto scevro dal vaffa di grilliana memoria.
Questo miscuglio di ideali e atteggiamenti diversi, con qualche espressione di soggetto che anela ad entrare nell’élite di maggioranza, non vede quello che c’è in città e dentro il palazzo, non sente le voci che girano, non parla se non per il necessario, qualità e atteggiamenti che potrebbero essere qualificanti per ogni soggetto, ma del tutto fuori luogo per consiglieri di opposizione che devono essere pronti a denunciare alla collettività, almeno quella che rappresentano, ogni minimo soffio di venticello.
Invece sono tutti stanchi, rassegnati, silenti. Stanchi di essere lontani dal potere e, come spesso avveniva in passato, con rapporti fluidi con quelli che il potere lo detengono al momento, rassegnati perché capiscono che non hanno i numeri per dare fastidio alla maggioranza e all’amministrazione, silenti perché stanno attenti a non pestare i calli a nessuno, mai ai dirigenti, mai ai funzionari, mai al personale del comune, solo formali comunicazioni e interrogazioni agli amministratori, lasciando perdere se non arrivano risposte o arrivano parziali e incomplete.
Ci sono settori che galleggiano nel totale immobilismo, nessuno solleva il problema, ci sono criticità evidenti, ci sarebbe voglia di capire come vengono spesi i soldi, con quali strategie, con quali criteri, ma nessuno chiede nulla.
La seduta di martedì 26 gennaio è stata la summa del coma politico delle opposizioni e di tutta la schiera dei consiglieri.
Una seduta con un solo punto all’ordine del giorno, tempo a disposizione, collegamento in video conferenza che si poteva fare da qualsiasi posto e località, per avere anche solo il tempo di fare una comunicazione, anche preparata prima e letta.
Solo cinque consiglieri intervengono per le comunicazioni, il capogruppo di maggioranza solo per ribattere al collega del gruppo 5 Stelle che reiterava la richiesta di dimissioni del sindaco da Presidente della SRR e dalla carica di primo cittadino per la questione TMB non autorizzato.
Degli altri di minoranza, Mirabella ritiene che dopo i saluti al segretario generale in partenza non ci possano essere altri argomenti oggetto di intervento, Chiavola che sorvola, senza incidere, argomenti vari, dalla tutela dei livelli di retribuzione per i lavoratori dei servizi cimiteriali agli avvisi TARI, dalle telecamere che non funzionano a San Giacomo all’area di via Calipari che sarebbe stata affidata con criteri poco chiari dei quali chiede lumi. Gurrieri rispolvera la vecchia questione del presidio sanitario a Ragusa Ibla.
Firrincieli riprende la questione della mancata autorizzazione per l’impianto TMB e rinnova le polemiche, non trovando, però l’interlocutore, il sindaco, che, per la seconda volta dall’insediamento, non è presente in Consiglio.
Seduta amorfa come tante altre, nessuno si preoccupa di chiedere perché non si assume il Comandante dei Vigili Urbani, nessuno chiede i termini delle trattative per Palazzo Tumino o perché vanno perle lunghe i lavori nei locali dell’opera pIa.
A nessuno viene da chiedere quali siano, nell’immediato, le strategie per il centro storico, quali quelle per il trasporto pubblico, quali quelle per lo sviluppo economico, per il mondo del lavoro, per l’occupazione giovanile e femminile.
A nessuno viene di chiedere a che punto è il piano di asfaltatura delle strade cittadine, quando arriva il master plan per l’area dello scalo merci, quali siano le strategie turistico-culturali per valorizzare il patrimonio UNESCO.
A nessuno, dopo tanti interventi sulla materia, viene da chiedere quando saranno stanziate le somme adeguate e bastevoli per il verde pubblico, per la sua manutenzione e gestione con piantumazione di essenze e piante e fiori, non solo scerbatura e pulizia.
A nessuno viene in mente di pensare ad un nuovo appalto per la raccolta dei rifiuti, per eliminare la miriade di contenitori che invadono le strade.
A nessuno viene in mente di chiedere quali saranno le strategie economiche del nuovo bilancio che si discuterà alla prossima seduta, se sono previste le somme per le tante richieste che gli stessi consiglieri hanno nel tempo inoltrato: somme occorrenti per i cimiteri, per il verde pubblico, per la videosorveglianza, per eliminare le barriere architettoniche, per abbassare il carico fiscale.
Basti pensare che solo poche ore prima della seduta si era diffusa la notizia della sentenza del TAR che sposta a Ragusa la stroke unit di neurologia, dall’ospedale di Vittoria, ma nessuno è intervenuto sulla materia e per sollecitare pressanti e adeguati interventi sulle autorità sanitarie per far rispettare la legge, come non è avvenuto finora.
Si potrebbero chiedere tante cose all’amministrazione, tante del programma elettorale disatteso, tanto sulle contrade, sul programma culturale, sulle politiche giovanili, sui fondi europei, sullo sfruttamento del patrimonio immobiliare del Comune, sul perché non è in funzione un eliporto moderno, perché i mezzi del comune non sono ad alimentazione elettrica, quali sono le politiche ambientali e quali gli investimenti nel settore?
Quando qualcuno dei consiglieri attuali penserà di riproporre la candidatura, perché ci saranno quelli che avranno l’ardire di riproporsi, cosa metteranno nel curriculum politico di questi 5 anni?

Ultimi Articoli